Archivio della Categoria ‘Tempo Libero’


A Galatina, giovedì 11 marzo 2010 alle 21, il ristorante Corte del Fuoco di Galatina propone un accattivante viaggio nell’italico mondo dei formaggi e dei salumi, quelli che non troviamo nei supermercati o nel negozio sotto casa, abbinati a una selezione di vini della cantina Santi Dimitri di Galatina.

Da cibo per pastori a prelibatezza della tavola i formaggi oggi sono millesimati, proprio come i vini, e gustarli è un’arte. Fabrizio Cassano esperto della Formos – di Romito Cosimo – introduce in questo affascinante mondo, muovendosi tra freschi, stagionati di Fossa, erborinati e pepato. Il cacio si gusta con il pane, rigorosamente lievitato in modo naturale, quello sfornato dall’Artisan Boulanger di Roberto Notaro, e il vino della cantina Santi Dimitri presentato dal suo enologo Giuseppe Pizzolante Leuzzi.

La cena degustazione apre con i salumi e la mortadella classica di Bologna del presidio Slow Food, prodotta utilizzando esclusivamente aromi naturali (sale, pepe nero in grani, pepe bianco macinato, macis, coriandolo, polpa d’aglio pestato) e cotta in stufe di pietra. O lo speck carrè dell’Alto Adige, la pancetta fresca, speziata e ribollita, cotta nello strutto toscano. Formaggi come lo Scimudin della Valtellina, dolce e leggero o la torta di campagna, dal colore leggermente arancione. Il passaggio ai gusti più forti è segnato da un primo d’eccezione come il risotto con lo stracchino di capra delle valli bergamasche e speck, il tutto stemperato da un vino come il Ruah Fiano segnato dalle dolci note di miele. E ancora, il formaggio di Fossa del Parco umbro di Montecucco accostato alle gelatine di mosto di Negroamaro del Gourmet Santi Dimitri. Si chiude con il Cimbro, un formaggio di capra affinato all’Amarone che ben si sposa con il passito Aleatico Serra dei Santi della Santi Dimitri e un gorgonzola Dop al cucchiaio, qualità extra di Novara, da leccarsi i baffi.
Per info costi e prenotazioni: ristorante Corte del Fuoco, tel. 0836.565858


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Ultima modifica mercoledì, 10 marzo 2010 04:21

Domenica 21 Marzo 2010, presso i caratteristici Locali dell’Ammasso del Palazzo dei Granaroni in via dei Forni 1 di Canale Monterano, si svolgerà la Sagra della Polenta – Fiera della Primavera. L’evento inizierà alle 12.45.

Il pranzo sarà a menù fisso: antipasto di terra, polenta con spuntature e salsiccia di maiale, braciola alla griglia, insalata, dolci casarecci e caffè il tutto al costo di 20 euro incluso 1/2 litro di acqua, il vino non è compreso nel prezzo. La disponibilità e di circa 200 posti più altri 50 posti sotto i gazebi antistanti al Palazzo dei Granaroni è consigliabile quindi la prenotazione se no chi prima arriva meglio alloggia.

Tutti coloro che interverranno alla Sagra potranno anche visitare gli Stand espositivi della Fiera della Primavera.

Per info e prenotazioni sulla Sagra della Polenta (COMITATO 1970) sono disponibili il numero 3468486320 e l’indirizzo di posta elettronica info@canaleinfesta2010.org.

Per quel che riguarda invece la Fiera della Primavera è disponibile il numero telefonico della PRO LOCO 06 99674373 e l’indirizzo e-mail proloco@monterano.it .


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Ultima modifica mercoledì, 10 marzo 2010 04:21

L’acido citrico si può usare al posto dell’ammorbidente o del brillantante per la lavastoviglie. Ma non solo. Tutti i dettagli nell’articolo del blog del Consumatore

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Ultima modifica martedì, 9 marzo 2010 08:20

Una riduzione delle emissioni inquinanti di circa 70 mila chilogrammi di CO2 grazie all’energia solare. E’ questo il risultato più rilevante, in ottica ambientale, della prima linea metropolitana parzialmente alimentata da energia fotovoltaica, in Italia e in Europa. Le carozze del metrò mosse dal sole sono quelle della Linea 1 di Milano, che sfrutta l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici installati sul tetto del deposito Atm di Precotto, nella zona nord orientale della metropoli.

L’impianto è in grado di produrre 1,4 milioni di kilowattora l’anno e si estende per 23 mila metri quadrati – circa quattro campi da calcio – ed è sostenuto interamente mediante un ‘finanziamento tramite terzi’ senza costi per la cittadinanza.

Nel dettaglio, Atm – attraverso una gara – ha dato in concessione all’azienda vincitrice, Dedalo Esco, l’utilizzo del tetto del deposito di Precotto per realizzare l’impianto fotovoltaico: messo a punto l’impianto interamente a proprie spese, la società corrisponde ad Atm un canone per l’affitto del tetto ripagandosi dell’investimento tramite il conto energia.

”L’avvio dell’attività del tetto fotovoltaico del deposito di Precotto – ha spiegato il presidente e ad di Atm, Elio Catania - è un tassello importante del piano d’efficienza energetica messo a punto dal 2008. Il progetto – ha concluso – porterà ad un risparmio medio di 14 milioni di kWh/anno di energia elettrica tra il 2007 e il 2010”.

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Ultima modifica martedì, 9 marzo 2010 08:20

Chi ha detto che anche da morti non si possa essere utili all’ambiente? Avrà pensato a questo Veronika Gantioler, laureata alla Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano. E la sua idea di un’urna cineraria ecologica è stata premiata in Germania al concorso di design “Talente 2010″. L’urna è realizzata in materiale naturale, biodegradabile e solubile: al suo interno c’è un cilindro di torba pressata, contenente delle sementi selezionate, che faciliterà e assicurerà la crescita della pianta. Le ceneri del defunto vengono inserite nell’urna. Una volta interrata, le pareti dell’urna si sciolgono nel terreno e il cilindro di torba si amalgama lentamente alla terra. All’afflato ecologico si unisce dunque l’ispirazione romantica: ”La pianta nata dalle ceneri del defunto – ha spiegato l’inventrice – rappresenta simbolicamente un monumento funebre vivente che rivolge i suoi rami al cielo, quasi un inno alla vita che continua”. Del resto un adulto cremato lascia poco più di tre chili di cenere e la cenere è un ottimo fertilizzante…

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Ultima modifica martedì, 9 marzo 2010 08:20

In questo 8 marzo ad ogni angolo di strada si vedono i chioschetti offrire piante di mimose. La tentazione è grande: i bellissimi rami fioriti di quel giallo solare, in questi giorni in cui l’inverno che non sembra voler finire mai, fanno proprio venir voglia di acquistare la pianta e coltivarla nel proprio giardino ma.. Attenzione, non cedete alla fiorita lusinga! La mimosa (acacia dealbata) è un vero e proprio albero, quindi richiede un suo spazio e soprattutto, non ama il gelo: in un inverno come quello appena trascorso, dove anche le mimose liguri hanno sofferto, al nord dell’Italia difficilmente queste piante, coltivate all’esterno senza protezione, sarebbero sopravvissute.

La mimosa venne introdotta in Europa intorno al 1820 e con il passar del tempo riuscì ad adattarsi molto bene al clima italiano, soprattutto nelle zone temperate come la Liguria. Nei paesi d’origine, come Sud America e Australia dove è considerata fiore nazionale, la mimosa raggiunge i 30 metri di altezza, in Europa, invece, al massimo 10 metri. Le varietà recise di mimosa più diffuse sono la ‘Floribunda’ e la ‘Gaulois’, più rigogliosa. Lasciamo dunque che questo albero dorato ci dia un dono di qualche rametto, ammirandone le fronde nell’ambiente che più le è congeniale, senza costringerlo ad una vita di sofferenze ;)

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Ultima modifica lunedì, 8 marzo 2010 08:20