Archivio della Categoria ‘Giardinaggio’


te oolong500 Dal giardino alla tazza: il tè oolong ai fiori di osmanto

Leggendo il titolo del pezzo vi chiederete che cos’è il tè oolong. Vi accontento subito: il tè oolong è un “cugino” di té verde e té nero, ed è considerato tra le bevande più pregiate al mondo. Perché parliamo del pricipe dei tè? Il pensiero mi è venuto grazie alla domanda sull’osmanto di una lettrice. E’ infatti proprio con i piccoli fiorellini dell’Osmanto, un profumatissimo arbusto (Osmanthus fragrans), che si aromatizza questa particolare bevanda. Più dolce e meno forte degli altri due, questo tè annovera numerosi benefici, tra cui il calo di peso, favorito dalle sostanze che contiene. La cosa bella è che l’Osmanto è una pianta che si può coltivare in giardino o in terrazzo, unendo il bello all’utile!

Le foglie che vengono utilizzate per il tè oolong all’osmanto sono le stesse di tè verde e tè nero: foglie di camelia (Camellia sinensis), per questo chiamata “pianta del tè”. Si definisce oolong perché le foglie di camelia che vengono utilizzate per farlo sono soggette ad un trattamento particolare di semi-fermentazione. Questo ne rende intatte le qualità organolettiche e ne assicura la dolcezza.

In più, l’intenso aroma tra l’agrumato, albicocca e pesca, che sprigiona il tè esalta quello proprio dei fiori dell’Osmanto. Si tratta peraltro di un bell’arbusto sempreverde, decorativo anche quando fa freddo: mantiene intatta la sua bellezza d’inverno con una chioma di coriacee foglie verdi non molto compatta. Si può coltivare in giardino, ma anche in un grosso vaso con opportune potature grazie alla crescita lenta. Fiorisce poi con micro-fiorellini bianco-crema o giallo-arancio (nel caso della specie ‘Aurantiacus’) di cui si percepisce il profumo a distanza, molto prima di intravvedere i fiori.

Il tè di osmanto però si può gustare anche se non riuscite a procurarvi l’oolong, usando semplicemente i fiori prodotti dalla vostra pianta. In un contenitore preparate del tè verde  e aggiungetevi un pugno di fiori di osmanto lasciati essicare al sole: dopo un paio di settimane, filtrate. Questa bevanda darà al vostro inverno un tocco profumato e floreale!

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Ultima modifica sabato, 4 febbraio 2012 11:25

Nel semenzaio riscaldato si prosegue la semina di annuali da fiori estivi come begonia, bocca di leone, garofano, petunia. Nei vasi viola e viola ciocca. Nell’orto e nel semenzaio riscaldato si semina il sedano, mentre il coltura protetta si…

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Ultima modifica sabato, 4 febbraio 2012 11:18

trampoli siepe200 Tagliare le siepi? Usate i trampoli!Beh, niente da dire: quando c’è l’ingegno… e sicuramente non manca ai giardinieri di Longleat House, un’antica dimora elisabettiana con annesso parco-safari (completo di leoni e giraffe!) nel Wiltshire, in Inghilterra. Per affrontare l’onerosa potatura dell’enorme labitinto di siepi, hanno escogitato un metodo del tutto originale: trampoli!

Normalmente ci vuole una squadra per potare tutto in una settimana, ma ora con solo due uomini sui trampoli si può fare il lavoro in due giorni. I trampoli di alluminio sollevano gli operai a più di due metri da terra, permettendo loro di potare facilmente la siepe e, soprattutto, di trovare la via d’uscita alla fine della giornata…

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Ultima modifica venerdì, 3 febbraio 2012 11:25

alberi ghiaccio250 Le glaciazioni? Tutta colpa delle piante...La comparsa delle prime piante sulla Terra, 470 milioni di anni fa, potrebbe aver scatenato una serie di ere glaciali: questo perchè le piante avrebbero alterato profondamente il ciclo del carbonio, provocando un forte raffreddamento del pianeta. E’ quanto dimostra uno studio coordinato dalle università britanniche di Exeter e Oxford e pubblicato su Nature Geoscience.

I ricercatori hanno ricreato in laboratorio le condizioni presenti sulla Terra durante l’Ordoviciano, un periodo geologico concluso 444 milioni di anni fa e caratterizzato da una serie di glaciazioni minori. Per farlo hanno posto in un incubatore delle rocce e sopra vi hanno fatto crescere per tre mesi un muschio, Physcomitrella patens, che ha riprodotto in scala gli effetti sul clima scatenati dalla comparsa delle prime piante, tra cui c’erano anche gli antenati dei muschi moderni.

Dallo studio di questo modello in miniatura è emerso che le prime piante, per crescere, avrebbero estratto dalle rocce minerali utili come il calcio, il magnesio, il ferro e il fosforo, determinando un’erosione chimica della superficie terrestre. Questo processo avrebbe ridotto l’anidride carbonica atmosferica e avrebbe portato alla formazione di nuove rocce carbonatiche negli oceani, determinando un abbassamento della temperatura globale di quasi 5 gradi. Ma non solo: le piante avrebbero fatto aumentare la presenza di nutrienti come il fosforo negli oceani, aumentando la produttività di questi ecosistemi e quindi la deposizione di carbonio. Secondo i ricercatori, questo avrebbe provocato un ulteriore abbassamento della temperatura globale di due o tre gradi e avrebbe causato un’incredibile estinzione di massa degli animali marini.

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Ultima modifica venerdì, 3 febbraio 2012 11:25

neve gennaio2012 Alberi, rose e prato: attenzione a neve e sale

Ebbene ci siamo, la neve è caduta, in alcune zone abbondante, in altre meno. Per le nostre piante la neve in realtà è una buona cosa: rivestendo rami e foglie, protegge i tessuti vegetali da successivi abbassamenti della temperatura, che formerebbero cristalli di ghiaccio capaci di danneggiarle. Questo però vale però quando la nevicata è leggera. C’è infatti un elemento che può renderla pericolosa per le piante: il peso. Per i prati invece bisogna fare attenzione all’uso del sale contro il ghiaccio.

rosa neve200 Alberi, rose e prato: attenzione a neve e sale

Se la neve è tanta, i rami delle rose possono spezzarsi

Se la neve comincia ad accumularsi in strati pesanti, può caricare del suo peso soprattutto cespugli e alberi sempreverdi: tenendo le foglie d’inverno, infatti, queste specie trattengono più neve. In particolare gli alberi che non sono originari di climi montani, per esempio gli ulivi piantati al nord Italia, possono spezzarsi o aprire in due la chioma, poiché la loro struttura non è fatta per sopportare la neve. Anche i sottili cipressi sono a rischio: la neve che si deposita su alcune branche può sformare l’elegante silhouette della chioma appuntita.

Il pericolo della troppa neve si presenta anche sugli alberi potati male negli anni precedenti: una potatura errata può far sì che l’albero abbia perso elasticità nei rami ed equilibrio nella sua struttura. La neve, con il suo carico, potrebbe essere per loro la condanna definitiva. Altro problema, gli alberi compromessi da funghi o malattie che ne abbiano intaccato radici o tronco: anche quelli potrebbero crollare in seguito a nevicate intense, come del resto quelli compromessi da eventi naturali che ne abbiano sformato il portamento e la struttura o quelli molto vecchi.

Attenzione poi alle conifere nane di grandi dimensioni che sono state potate negli anni per dar loro la forma bassa e larga: se piantate sul bordo di terrazzi o balconi aggettanti, possono “scaricare” su qualche vicino di casa la neve e il ghiaccio accumulati… Anche sui rami delle rose, soprattutto quelli giovani e teneri, si possono creare rotture che sformeranno la piante, oltre a perdere i fiori che avrebbero creato nella bella stagione: una buona scrollata, con delicatezza, è opportuna per alleggerire l’arbusto.

Altro danno che può verificarsi non direttamente per “colpa” dell’inverno, è il sale anti-ghiaccio. Se viene sparso a diretto contatto con il bordo del prato all’inglese, ne “brucia” l’erba: attenzione dunque, perché il danno sarà ben visibile all’arrivo della primavera.

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Ultima modifica giovedì, 2 febbraio 2012 11:24

Le phalaenopsis sono le orchidee più diffuse. Sono facili da coltivare, resistenti, con fioriture lunghissime e con grandi foglie decorative. Se tenute bene hanno buone probabilità di tornare a fiorire di nuovo, e possono vivere per molti anni. Le…

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Ultima modifica giovedì, 2 febbraio 2012 11:15

 Macef2012 Macef 2012 e crisi: il futuro è colore

Un Salone Internazionale della Casa, il Macef di quest’anno, che si svolge nel momento più critico per la nostra economia. E sulle aziende il suo peso si sente. Ma Fiori&Foglie guarda alle tendenze green nell’arredamento e nel vivere quotidiano, e sotto questo profilo, qualche segnale interessante c’è, soprattutto ad opera di giovani designer che, trascinati dall’entusiasmo e dalla voglia di emergere, non si lasciano spaventare dai tempi bui…

Macef2012 serax 265x300 Macef 2012 e crisi: il futuro è colorePur nel luccichio e nello sfavillare degli allestimenti dei grandi di marchi italiani, che colpiscono piacevolmente l’attenzione per l’eleganza di colori e forme, l’innovazione al Macef di gennaio 2012 trova ardua la sua strada. Emerge una tendenza assolutamente comprensibile: si preferisce, in tempi di magra, puntare sul conosciuto, sul già visto, piuttosto che prendersi il rischio della novità. Ma ecco qualche qualche spunto che sfugge alla logica prudenziale e che ci indica quelli che saranno quest’anno i trend nell’arredo verde degli interni. Un esempio? Il colore.

Macef2012 avanti1 300x276 Macef 2012 e crisi: il futuro è coloreEd ecco la nuova linea di Serax: preservando la tradizionale forma a cono, il vaso in cotto si trasforma in coprivaso di ceramica che, su fondo bianco, si orna di una banda di vivace color pantone. Verde, tortora, grigio, ma anche rosso, giallo, viola e blu. Vasi pensati per chi ama gli esemplari unici da esporre con un tocco contemporaneo, ma anche per chi vuole vestire il balcone rendendo trendy l’angolo con basilico, salvia e pomodorini ciliegia.

Un occhio al colore ancora più deciso arriva anche dal brand che suona molto bene in questo difficile panorama economico: Avanti propone fioriere e vasi in vetroresina di assoluta tendenza: i colori preferiti? Fucsia e verde acido, per un arredo che non può che colpire.
Macef2012 laser1 150x150 Macef 2012 e crisi: il futuro è colore Macef2012 laser2 150x150 Macef 2012 e crisi: il futuro è coloreDi forte impatto anche i grandi pannelli da interno proposti da Laser Art Style in cui i soggetti, spesso floreali, si staccano dal fondo nel segno dell’assoluta precisione della tecnica laser, per una volta con prezzi accessibili.

Macef2012 candele1 150x150 Macef 2012 e crisi: il futuro è coloreMacef2012 candele2 150x150 Macef 2012 e crisi: il futuro è coloreGrande sfoggio di candele floreali nell’allestimento, sempre imponente, di De Gasperi: rispetto al passato diventano più ricche di particolari e più curate nella riproduzione dei fiori, usate come parte integrante dell’arredo su candelabri di cristalli e tanto belle da diventare del tutto… impossibili da accendere! Belle quanto i fiori artificiali o stabilizzati, preferiti a quelli freschi praticamente in tutti gli allestimenti.

Macef2012 paperchair 197x300 Macef 2012 e crisi: il futuro è coloreMa al Macef c’è anche spazio per l’ecologia. La preoccupazione per l’impatto degli esseri umani su fauna e flora del nostro pianeta è ormai un sentire imprescindibile per i nuovi prodotti e fa ascoltare la sua voce anche là dove non ti aspetteresti. In ecopelle la Paperchair, la divertente sedia ideata da Filippo Ghezzani che rivisita un classico delle nostre trattorie in paglia e legno. Rivestita e imbottita, la Paper Chair scaccia la tradizione, si fa spiritosa e morbidissima (al contrario della sua antenata, oserei dire!).

Macef2012 detersivi 150x150 Macef 2012 e crisi: il futuro è coloreNon solo: gli oggetti di plastica della vita quotidiana, addirittura quelli contenenti i detersivi, considerati veri e propri veleni per l’ambiente, si riciclano, con l’aiuto di una mano di oro o d’argento, in lampade o anche vasi (Second Life di StudioDSGN) adatti ad ospitare corolle dal profumo, almeno stavolta, totalmente naturale… Forse non li metteremo in casa, ma il suggerimento è quello di convertire in chiave ecologica, non distruggere, dove è possibile.

Macef2012 cartone 150x150 Macef 2012 e crisi: il futuro è coloreAltra idea di riciclo ormai molto in voga fra i design è il riutilizzo del cartone, addirittura creando mobili. Ve lo dico, questa idea mi è sempre sembrata parecchio “rischiosa”… Il materiale non mi ha mai convinto della sua resistenza e del suo impatto estetico, ma devo dire che in parte mi sono ricreduta di fronte alla poltrona/chaise longue “X2Chair” di Caporaso Design interamente di cartone: con una semplice spinta sullo schienale, si ottiene una “versione” diversa del mobile. Solo un’ipotesi a togliere la poesia: che costi più di una vera chaise-longue!

Macef2012 crisis 300x172 Macef 2012 e crisi: il futuro è coloreE una risata ci libera dalla crisi anche con i gioielli concettuali di Alice Visin per Silenzio Stampa: i suoi “Cris?Is” sono scontrini fiscali appallottolati e incerati che si trasformano in perle decorative per collane post-moderne, mentre altra carta (stampata) prende forma di bocciolo per riproporsi in un inedito gioiello del riutilizzo creativo.

Il messaggio di questo Macef? E’ nei momenti più ostici che le energie più riposte trovano la via per esprimersi, indicandoci un futuro alternativo. E perché no, pieno di colore.

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Ultima modifica mercoledì, 1 febbraio 2012 11:21

piante ghiaccio500 Freddo polare, proteggiamo le piante e i fiori delicati

Dalla Coldiretti ecco qualche utile consiglio su come proteggere piante e fiori dal freddo di questi giorni. Il gelo infatti sta investendo anche zone d’Italia dove di norma l’inverno è mite: le piante di quei giardini dunque non sono abituate a sopportare rigori particolarmente intensi. Tra l’altro fino adesso l’inverno non è stato particolarmente duro neanche al nord Italia e le previsioni parlano di parecchi gradi sotto lo zero. Ecco dunque qualche indicazione sulle specie più delicate e sul modo migliore per evitare loro danni da gelo o addirittura la morte. Il gelo infatti rischia di “bruciare” foglie e gemme: in pericolo ci sono soprattutto agrumi come aranci, limoni e mandarini, bouganvillee, oleandri, olivi e fichi d’India. Aggiungerei le dipladenie, ormai molto diffuse, poco resistenti al freddo e i ciclamini, soprattutto se grandi e comprati in pieno fiore da poco.

Il consiglio di Coldiretti è quello di mettere al riparo queste piante sulle scale condominiali, oppure negli androni di ingresso, previo accordo con i condomini per evitare problemi. In modo particolare raccomando questo trattamento per le piante in fiore che vi hanno appena regalato o che avete comprato da poco: provenendo spesso da serre, non sono assolutamente preparate ad affrontare i  meno 10 gradi sottozero delle previsioni!  Coldiretti consiglia anche cantine o garage, ma attenzione però: se in quegli ambienti non disponete di finestre, riponete lì le piante per massimo un paio di giorni durante l’emergenza, pena la loro morte definitiva.

Se non potete trasportare i vasi all’interno di casa, potete provare a lasciarli fuori avvolgendoli con un telo di TNT (tessuto non tessuto), un velo traspirante che fa passare la luce e si trova a poco nei vivai e nei garden. Il telo deve coprire l’intera pianta (anche doppio) e va fermato infilandone i lembi sotto al vaso. Potete far conto sul calore dei muri esterni appoggiando i vasi contro un muro a sud, lontano dalle ringhiere dei balconi esposte all’aria gelo. Se potete, a quel punto, sollevate i vasi da terra, ponendo sotto uno strato di polistirolo che le isolerà dal pavimento freddo.

Ma vi avviso, nel caso dei metodi suggeriti per la protezione esterna, preparatevi a delle perdite in caso di piante molto delicate o di rigori protratti nel tempo. Ricordate inoltre di non bagnare assolutamente le piante grasse che lasciate fuori in questi giorni: il gelo troverebbe ancora più facile “lessarle”…

Se la temperatura dovesse rimanere a lungo sotto i dieci gradi, a soffrire, ricorda la Coldiretti, sarebbero anche le piante di vite, oltre che alcune fruttifere. L’arrivo del freddo avviene dopo che il 2011 si è chiuso posizionandosi al terzo posto tra gli anni più caldi degli ultimi due secoli in Italia, a conferma dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano anche – sottolinea la Coldiretti – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense e un maggiore rischio per gelate tardive.

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Ultima modifica mercoledì, 1 febbraio 2012 11:21

strip giardiniere500 Se il giardiniere fa lo strip in tv...

Il piacere di lavorare con piante e fiori si sposa bene con il sex appeal? Si direbbe proprio di sì, almeno a giudicare dall’esibizione che ha fatto volare gli ascolti della scorsa puntata di Italian’s got Talent, il programma dedicato alla scoperta dei nuovi talenti della tv in onda su Canale Cinque.

Volete godervi tutto lo strip di questo artista della cesoia che si presenta con la carriola, ma che svela ben altro?? Guardate la PUNTATA DEL PROGRAMMA andando al minuto 02.26.02: vi assicuro che ne vale la pena… Impagabile la scena della bottiglia… icon biggrin Se il giardiniere fa lo strip in tv... E al momento del giudizio dei giudici, si scopre persino il pollice verde di Jerry Scotti!

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Ultima modifica martedì, 31 gennaio 2012 11:21

uccellini inverno500 Prepariamo con i bimbi le tortine per gli uccellini selvatici

Stiamo affrontando proprio ora i giorni considerati i più freddi dell’anno, i cosiddetti “Giorni della Merla“: il 29, 30 e 31 gennaio. E’ il momento giusto per dare una mano agli uccellini selvatici che, in questo mese, trovano cibo con più difficoltà, rischiando così di non sopravvivere all’inverno. Ne abbiamo parlato su Fiori&Foglie, ricordate? Dalle associazioni ambientaliste Gaia Animali & Ambiente e Diamoci La Zampa ci arriva in merito un suggerimento interessante e divertente. Creare delle nutrienti tortine fatte in casa da mettere a disposizione, sul balcone, terrazzo o giardino, dei volatili affamati. E perché no, preparandole con l’aiuto dei bimbi, che potranno poi godere dello spettacolo, da dietro le finestre, di vedere gli uccellini accorrere a prendersi il pasto gratis preparato con allegria e cura. Simpatica idea, no? Ecco dunque pronta la ricetta!

TORTINE PER UCCELLI PER L’INVERNO

Ingredienti:
· 0,5 kg circa di farina di frumento per dolci
· 1 kg circa di farina per polenta di mais giallo
· 0,5 kg circa di zucchero (possibilmente grezzo)
· Almeno 4 confezioni di margarina vegetale da 250 grammi

Ingredienti facoltativi:
· una bustina di uva passa
· 1 o 2 mele tagliate a cubetti
· fichi secchi tagliati a cubetti o strisce
· un etto di semi di girasole
· 1 bicchiere di riso crudo
· 1 o 2 bustine di pinoli
· Una manciata di riso soffiato (per cani)

Preparazione:
Si mettono in una terrina tutti gli ingredienti con l’esclusione della margarina. Si mischia tutto in modo da creare un prodotto il più possibile omogeneo. A parte si mette in una pentola la margarina e la si scalda a fuoco medio fino alla sua completa fusione. Si versa la margarina fusa sopra nella terrina sopra il miscuglio. Si mischia il tutto con un cucchiaione o con le mani sino ad ottenere un impasto il più possibile omogeneo. Con le mani si formano delle tortine a forma di palla (evitare di comprimerle troppo) che si mettono a raffreddare a parte.

Somministrazione
Le tortine vanno somministrate agli uccelli in luoghi non accessibili a cani e gatti perché appetitose anche per loro. Possibilmente vanno messe su davanzali, sopra i tetti, tra i rami degli alberi, ecc. Non appena qualche Pettirosso o Cinciarella si accorgerà della leccornia non mancheranno le successive scorribande di Passeri, Storni e Merli. Nelle giornate invernali di neve o gelo se si fornisce questo od altri alimenti per uccelli riduce o elimina la mortalità dei piccoli passeriformi che nell’arco di un inverno raggiunge anche il 70% di una sola popolazione.

Specie che si nutrono di questo alimento:
Merlo, Storno, Cinciallegra, Cinciarella, Cincia Mora, Pettirosso, Passero d’Italia, Passera mattugia, Fringuello, Verdone, Ballerina bianca, Tortora dal collare orientale, Picchio rosso maggiore, Picchio verde, Codirosso spazzacamino, Gazza, Ghiandaia.

LA LEGGENDA DEI GIORNI DELLA MERLA
La leggenda narra di una povera merla candida che, in fin di vita per il freddo e la mancanza di cibo dovuta al gelo, una mattina si rifugia dentro un comignolo per trovare riparo e calduccio. Vi rimane tre giorni interi, ritemprandosi e riuscendo a sopravvivere, diversamente dai suoi compagni, uccisi dal gelo. Nel frattempo la merla però aveva cambiato colore: era diventata tutta nera. Essendo l’unica merla rimasta in vita, da allora tutti i merli nacquero neri come il carbone.

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Ultima modifica martedì, 31 gennaio 2012 11:20