Archivio della Categoria ‘Giardinaggio’


pitanga500 Novità: arriva la ciliegia di Cayenna

Ormai la moda è scoppiata: coltivare in giardino o ancora meglio sul balcone frutti e ortaggi inusuali che non hanno mai visto prima le nostre cucine. Su questa linea arriva la novità proposta al Salone internazionale di Essen, la prima fiera professionale della stagione 2013 in cui vengono presentate nuove specie e varietà vegetali. Tra le tante, quest’anno, una delle più curiose è appunto una varietà di Pitanga (Eugenia uniflora) un arbusto da frutto parente del nostro mirto, originario delle terre esotiche del Brasile. I frutti splendidi, piccoli gioielli costoluti e  coloratissimi, sono spesso associati alle ciliegie, con cui però questa pianta non ha nulla a che spartire dal punto di vista botanico, da cui il nomignolo “ciliegie di Cayenna“. C’è però anche un plus in più: anche l’aspetto decorativo è vincente, soprattutto nella nuova varietà ‘Etna Fire’. Può dunque essere coltivato con  successo anche nei nostri giardini e terrazzi.

La Pitanga ha dalla sua non solo la bellezza dei frutti ma anche quella delle foglie sempreverdi. Arbusto di grande valore decorativo, ideale per siepi in quanto di crescita piuttosto modesta nei nostri climi, l’Eugenia ‘Etna Fire’ colpisce per il suo colore rosso rubino brillante delle foglie, che diventa sempre più intenso nel periodo invernale. Tra l’altro la sua moderata resistenza al freddo la mette in grado di crescere anche dove avvengono sporadiche e brevi gelate: può dunque diventare un frutto da coltivare con piacere anche qui da noi.  La varietà presentata ad Essen quest’anno, selezionata dopo quattro anni di ricerche alle pendici dell’Etna, è il risultato della scoperta di una mutazione genetica spontanea.

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Ultima modifica martedì, 22 gennaio 2013 02:04

bandiera canada500 Canada, le nuove banconote non funzionano: hanno la foglia sbagliata

Svista botanica madornale per gli amici canadesi in questi giorni. La banca di stato, tutta intenta a sfornare le inedite banconote plastificate, era talmente occupata a dire addio alla carta-cotone della moneta tradizionale da non accorgersi dell’errore evidente nel disegno. Che dovrebbe riportare il simbolo nazionale: la famosissima foglia d’acero. Avete presente la bandiera canadese? Due bande rosse ai lati e al centro proprio lei, la foglia in questione. Insomma, non proprio quello che si dice “un dettaglio”! 

La novità dunque della scelta di creare una banconota del tutto innovativa con la plastica, un materiale mai usato per questo fine (chissà come saranno, a toccarle, queste banconote: sembreranno quelle del Monopoli, mi chiedo?), è stata oscurata da una distrazione botanica: infatti seppure la foglia nella banconota a dire il vero c’è, ed è pure la foglia di un acero, non è però quella dell’acero giusto… La pianta abusiva ritratta sui soldi è infatti l’acero norvegese, non quello canadese: da cosa si riconosce la differenza? Dalle “punte”. Nell’albero nazionale ce ne sono tre, mentre nella foglia scelta dalla banca per il nuovo dollaro canadese ce ne sono ben …cinque.

Il problema, direte voi, è trascurabile. E invece no: le nuove banconote con l’acero sbagliato infatti sono falsi per tutti i distributori e congegni automatici, che le rifiutano senza appello. Le punte della foglia sono proprio fuori numero: non possono essere autentiche! Ovviamente se ne è accorto un botanico: alla segnalazione divertita è seguito un ritiro precipitoso di tutti i soldi errati per una ristampa in tempi record. Stavolta, si spera, con la foglia giusta.

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Ultima modifica lunedì, 21 gennaio 2013 02:04

Si utilizza questa fase di riposo invernale delle piante per ordinare e disinfettare tutta l’attrezzatura da giardinaggio, i vassoi da semina, i vasi. Se non è fangoso e gelato, pulire e lavorare superficialmente anche il terreno. Nel frutteto…

Leggi tutto l’articolo, le risposte e i commenti sul sito :-)
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Ultima modifica lunedì, 21 gennaio 2013 01:07

vaso bio Eco Pot: il vaso del futuro le piante se lo mangianoFresca fresca questa notiziola che parla di una soluzione per evitare l’utilizzo della plastica, in particolare per chi ha scelto di coltivare piante per professione. Il vaso del futuro sarà infatti biodegradabile, economicamente competitivo e capace di nutrire anche la pianta. All’idea stanno lavorando i ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa.

Il progetto, che durerà 18 mesi, si chiama Eco Pot ed è stato appena finanziato dalla Regione Toscana con un contributo di circa 450mila euro. Oltre all’ateneo pisano, vi sono coinvolti il Dipartimento di Biologia Cellulare e Ambientale dell’Università di Perugia, l’Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo del CNR, 58 aziende vivaistiche di Pistoia e la società di Coldiretti, Impresa Verde Pistoia.

“Il nostro obiettivo è realizzare vasi di medie e grandi dimensioni utilizzando materiali compositi, da noi sviluppati, costituiti da una matrice sintetica biodegradabile e materiale organico di scarto – spiega l’ingegner Maurizia Seggiani, ricercatrice del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale – capace di, una volta interrato il vaso, nutrire la pianta durante il processo di degradazione nel terreno”.

Il progetto Eco Pot promette dunque di rivoluzionare il comparto vivaistico. Anche se non esistono dati ufficiali si stima che in Italia questo settore consumi annualmente circa 440 milioni di vasi in polipropilene, aspetto che comporta problemi e oneri di smaltimento. Attualmente, riferisce ancora la nota, i contenitori ‘biodegradabili’ sul mercato (talvolta dichiarati tali senza alcuna indicazione della normativa europea di riferimento) hanno scarse proprietà meccaniche e costi troppo alti, come ad esempio i vasi in lolla di riso o in fibra di legno. “I primi prototipi degli eco vasi saranno pronti entro alcuni mesi dall’avvio ufficiale del progetto – conclude Maurizia Seggiani – e una volta messo a punto il processo industriale di stampaggio procederemo alla produzione di circa 10mila vasi di varie dimensioni le cui prestazioni saranno validate in vivaio, impiegando un ampio numero di piante differenziate per varietà ed età, come previsto nel progetto”.

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Ultima modifica sabato, 19 gennaio 2013 02:03

tulipani500 I fiori sballano il calendario e sbocciano sempre più presto

Primavere da record nella parte orientale degli Stati Uniti: nel 2010 e nel 2012 si sono verificate le fioriture più precoci degli ultimi 150 anni, con piante che sono arrivate a mettere i fiori con ben sei settimane di anticipo in risposta all’innalzamento delle temperature. Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Plos One dalle Università di Harvard, Boston e Wisconsin. I boccioli dunque non rispettano più il calendario, e continuano a rispondere colpo su colpo al riscaldamento globale anticipando la fioritura: 4,1 giorni di anticipo per ogni grado in più segnato dal termometro.

“Ormai vediamo piante che fioriscono in media tre settimane prima che in passato, e alcune specie anche sei settimane prima”, spiega Charles Davis, professore di biologia evolutiva ad Harvard e coordinatore dello studio.

“La primavera ormai arriva molto prima che in passato”, aggiunge l’esperto. E a dirlo sono proprio i dati raccolti dai ricercatori, che hanno valutato come sono cambiati i tempi della fioritura nella parte orientale degli Usa negli ultimi 150 anni. In particolare, hanno messo a confronto i dati più recenti (come quelli delle primavere ‘bollenti’ del 2010 e 2012) con una serie di dati storici raccolti in Massachusetts a partire dal 1852 e nel Wisconsin dal 1935. “La cosa più sorprendente è che abbiamo riscontrato lo stesso trend in queste due zone che sono molto distanti fra loro – commenta Davis – e questo ci fa pensare ad un vasto fenomeno che sta interessando tutta la parte orientale degli Stati Uniti”.

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Ultima modifica venerdì, 18 gennaio 2013 02:02

ragazza aglio euro Addio diamanti, il contrabbando di lusso profuma di aglio
Altro che luccicanti rubini e preziosi smeraldi, i tempi cambiano e l’oggetto dei desideri dei contrabbandieri internazionali è diventato assai più umile: l’aglio. Sì, proprio la nota spezia tanto amata/odiata in tutte le nostre cucine: esiste addirittura una “rotta dell’aglio” che va dalla Cina all’Europa e ogni tanto viene scoperta e interrotta dalle autorità. Non so voi, ma io già me li vedo, con gli occhi dell’immaginazione, gli smaliziati personaggi che si aggirano furtivamente con le tasche stranamente rigonfie e da cui spunta qualche pallido rametto dall’inconfondibile aroma… Il problema, mi viene da pensare, è che non è facile incastrare i malviventi: non puoi neanche addestrare i cani poliziotto, altrimenti salterebbero addosso a qualunque ottima cuoca incontrassero… icon biggrin Addio diamanti, il contrabbando di lusso profuma di aglio

L’ultima operazione contro i trafficanti di aglio fresco è avvenuta in Svezia dove due cittadini britannici sono stati accusati di aver importato illegalmente aglio per un valore di 300 milioni di dollari dalla Cina attraverso la Norvegia. Già, perché l’Eldorado dell’aglio si trova proprio nel solito Oriente, lo sapevate?

La rotta del sulfureo bulbo parte dai vasti campi coltivati della Cina dove viene prodotto intensivamente e a bassissimo costo e attraverso la Norvegia – che non è uno stato Ue e dunque non impone dazi su quel prodotto – passando per la vicina Svezia, invade l’Europa.  Sicuramente poco profumato, il traffico di aglio è tuttavia estremamente lucroso se l’Ufficio europeo antifrode (Olaf), la Commissione europea e le polizie dei vari paesi sono impegnati da anni nello stroncarne il contrabbando. I trafficanti hanno tutto l’interesse a proseguire l’importazione illegale perché ne ottengono lauti guadagni. Dal 2001 la Ue impone infatti il 9,6% di dazio sul commercio di aglio dai paesi extracomunitari e chiede un sovrappiù di 1200 euro ogni tonnellata. Ma anziché ridurre il problema, la decisione sembra aver incrementato il commercio illegale.

Fonti dell’Olaf riferiscono che dal 2009 almeno 1200 tonnellate di aglio per un valore di 3 milioni di euro siano state introdotte fraudolentemente in Europa. Eppure le autorità hanno più volte mostrato la mano pesante: il mese scorso, ricorda l’Independent, un commerciante con sede a Londra è stato condannato a dieci anni di carcere per aver contrabbandato quintali di aglio cinese in Gran Bretagna eludendo il pagamento di due milioni di sterline di dazi. L’uomo aveva tentato di beffare i doganieri affermando di trasportare zenzero. Ma questi, che sicuramente condividono il pollice verde nazionale, hanno sentenziato che il container frigo era troppo freddo per ospitare zenzero, mentre era a temperatura perfetta per l’aglio. Che infatti è stato puntualmente scoperto.

Ditelo, da ora in poi guarderete il vostro collega dall’alito pesante con altri occhi… icon biggrin Addio diamanti, il contrabbando di lusso profuma di aglio

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Ultima modifica mercoledì, 16 gennaio 2013 02:00
vanda blu500 Orchidee superlusso, senza fiori sono low cost

Vanda in fiore coltivata in casa

Le avrete viste tante volte esposte nei garden: curiose piante appese ad un gancio con i loro splendidi grandi fiori di ogni tonalità e un groviglio di nerborute radici grigio verdi in piena vista. Sono orchidee Vanda: la più spettacolare di loro è la Vanda blu (Vanda caerulea) e capita spesso di trovarne degli ibridi in vendita. Il tasto doloroso però salta agli occhi proprio nel momento in cui ci facciamo affascinare e decidiamo di acquistare una Vanda: il suo prezzo non è per niente simile a quello delle altre specie di orchidee in commercio da noi. La Vanda infatti è un’orchidea di gran lusso: il suo prezzo raramente scende sotto ai 40-45 euro per pianta. Rinunciare? No, dai. C’è un piccolo trucco che può portarci a pagarla nettamente meno, perfino la metà…

Le Vande sono piante splendide ma la loro attrattiva più grande per il pubblico sono i loro meravigliosi fiori. Sono spesso considerate un ottimo regalo: il loro look esotico e i colori vivaci sono infatti garanzia di sorpresa e piacere per chi le riceve in dono. Proprio per questo la loro vendita nei garden si limita ai periodi di fioritura. Quando la pianta sfiorisce (i fiori durano circa 15 giorni), perde il suo valore commerciale. Può quindi essere svenduta. E qui si crea l’occasione per chi conosce il valore delle Vanda e sa che possono tranquillamente rifiorire in casa più volte all’anno! Basta cercare nei garden o chiedere a loro direttamente se hanno orchidee senza fiori: in genere sono accatastate in un angolo non troppo in vista, soprattutto nei periodi che seguono le feste, con un cartellino di “saldi”, al 40-50% in meno del loro prezzo.

COME SCEGLIERE UNA VANDA IN SALDO
Ci sono però dettagli a cui fare attenzione per portarci via un’orchidea Vanda in salute in grado di darci soddisfazioni. Osservate le foglie: non devono avere macchie scure o essere ingiallite o rotte e devono conservare il loro vigore e tono. Le foglie sono le spie della salute delle piante: spesso infatti i garden, sapendo di non riuscire a venderle, tendono a trascurarle dando loro poca acqua. Più foglie ha la pianta, meglio è: vuol dire che è più vecchia e più forte (più foglie=più assorbimento della luce=più cibo= più energie=più fiori!). Osservate anche le radici: devono essere spesse e numerose. Notate anche i rametti secchi nell’incavo delle foglie: sono i vecchi steli dei fiori. Se ce n’è più di uno, è buon segno: vuol dire che la pianta sarà più produttiva.

COME PRENDERSI CURA DI UNA VANDA
Ma una volta portata a casa, come tenerla e farla fiorire con le sue meravigliose corolle? Non spaventiamoci: dobbiamo solo sapere di cosa ha bisogno questa specie. Le Vanda amano la luce: tantissima e per più ore possibili d’inverno e dei bei bagni di sole d’estate. E l’acqua. Ma come si fa a darla se non c’è il vaso? Semplice, si nebulizza. Un bello spruzzino pulito con dentro acqua e spesso del concime per orchidee diluito basterà per far felice la vostra Vanda. Appesa con un gancio di fronte alla finestra in una bella stanza luminosa per esempio è un’ottima collocazione per lei, così un giorno sì e uno no, potrete darle l’umidità che le serve. Oppure usate un bel vaso di vetro alto: per bagnarla, riempitelo d’acqua pulita con la pianta dentro facendole fare un bel bagno di un’oretta una volta alla settimana d’inverno. E d’estate, fuori appesa con qualche ora di sole: le sue fioriture saranno il vostro successo!

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Ultima modifica mercoledì, 16 gennaio 2013 02:00

fiere giardinaggio2013 Mostre e manifestazioni di giardinaggio, arrivano le date per il 2013

Le piante più belle e particolari le trovate lì. Sì, è vero, bisogna spostarsi, a volte mettere in conto una piccola gita ma ne vale sempre la pena. Perché quando si va ad una mostra di giardinaggio, si capisce cosa ma soprattutto chi c’è dietro alla primula, all’azalea o alla rosa tanto speciale che cercavate da tempo. Si vede il lavoro, si apprezza la cura e la competenza. E si impara sempre qualcosa, anche quando non si compra nulla.

Eventi, manifestazioni e mostre stanno scaldando adesso i motori per la stagione in arrivo: dalle prime edizioni alle organizzazioni ben oliate da anni di esperienza, tutte ci danno l’occasione per vedere qualcosa di nuovo, tutte sono pronte a sorprenderci, tutte unite da un solo scopo: diffondere il contagio verde, quel virus (benevolo, s’intende!) che cambia i nostri occhi, che trasforma il nostro sguardo rendendolo consapevole della vita vegetale e della natura che cresce intorno a noi.  A cui finalmente riusciamo a dare un nome o persino un viso, magari quello del vivaista che ci svela i suoi segreti in una chiacchierata rilassata e amichevole. Ecco, loro, quelli che le piante le coltivano per mestiere, sono tutti lì, alle mostre: come tanti libri aperti tutti da sfogliare.

Non importa se abbiamo un villone con il parco o un balconcino di un metro per uno: le mostre-mercato di giardinaggio sono l’occasione per alzare un velo, per scoprire l’invisibile del mondo di tutti i giorni. Come si chiamerà quella buffa margherita bicolore che spunta tra i ciotoli? E sarà un abete o un pino quello che vedo quando vado a lavoro? Come si fa a far crescere i pomodori? E quel cespuglio di belle foglie giallo oro che vive in quel giardino sarà così bello anche sul mio balcone?

Fiori&Foglie sta aggiornando il suo Calendario di fiere e manifestazioni verdi di tutta Italia con le date e i riferimenti del 2013 per voi, così che sia più facile scegliere tra le tante, tantissime opportunità, più numerose ogni anno: CLICCATE QUI PER CONSULTARLO

…e sentirete la primavera un pochino più vicina!

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Ultima modifica martedì, 15 gennaio 2013 01:59

I piccoli frutti sono un’aggiunta molto intrigante ai soliti fiori da tenere sul balcone. E su questa nuova frontiera si sta indirizzando il lavoro di selezione dei produttori e dei vivaisti, sempre alla ricerca di nuove specie o varietà che possano attirare il pubblico. Ed è di questi giorni la presentazione delle 50 piante che verranno proposte come novità al Salon du Végétal, l’esposizione professionale che si terrà, come ogni anno, ad Anger in Francia a febbraio (quest’anno nei giorni 19-20-21). Tra i tanti arbusti, Fiori&Foglie ha notato un “candidato” più interessante degli altri: il mirtillo a bacche rosa. Decisamente originale, non trovate? icon wink Dalla Francia arriva il mirtillo rosa da coltivare sul balcone

UN NUOVO MIRTILLO SUL BALCONE
Il mirtillo rosa ha un nome proprio, naturalmente: si chiama Vaccinium corymbosum ‘Pink Lemonade’ ed è stato selezionato proprio per questa particolarità insolita legata al colore dei frutti che lo rende ancora più decorativo. Appartiene alla categoria dei mirtilli americani, che si distinguono per la vigoria e per i frutti di maggiori dimensioni. Si tratta di un arbusto a cespuglio che fiorisce a primavera con piccoli fiori a campanella bianchi che si trasformeranno nei deliziosi frutticini durante l’estate. I rametti ad autunno poi assumono tinte rosse, dandogli un altro momento di gloria. Considerate le dimensioni, è dunque un perfetto candidato per un balcone o un terrazzo non troppo esposti al sole.

MIRTILLO ROSA: COME SI COLTIVA
Il mirtillo ‘Pink Lemonade’ selezionato dal vivaio La Fôret (www.la-foret.com) può essere coltivato in un vaso capiente ma ricordate di regalargli del terriccio acido come quello che si usa per azalee e rododendri, ricoprendo poi la superficie del vaso con uno strato di corteccia spezzettata (si trova in tutti i garden) per evitare che si asciughi troppo d’estate e che le radici superficiali si danneggino d’inverno. Trovate un angolo per lui in una posizione semi ombreggiata: al fresco in genere il mirtillo cresce meglio e un po’ di sole contribuirà a rendere i frutti più dolci.

Secondo le informazioni dei produttori, il mirtillo rosa è autofertile, riesce cioè a produrre i frutti senza bisogno di una seconda pianta. Insomma, considerate le caratteristiche, potrebbe valere la pena coltivarlo per assaggiarne i frutti!

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Ultima modifica lunedì, 14 gennaio 2013 01:56

Petali profumati che portano il nome di Melissa Bassi, la studentessa di 16 anni morta nell’attentato compiuto il 19 maggio scorso alla scuola ‘Morvillo-Falcone’ di Brindisi. A lei è stata dedicata la nuova varietà di rosa creata in Francia dall’ibridatore Delbard, che regalerà 100 rosai ‘Melissa’ al Comune di Brindisi. Le piante verranno messe a dimora nel giardino intitolato alla sedicenne, la cui inaugurazione è avvenuta stamattina alle 11.00 proprio di fronte alla scuola teatro del delitto.

A comunicare al sindaco di Brindisi Mimmo Consales la realizzazione e la disponibilità alla fornitura gratuita è stato proprio Georges Delbard. L’iniziativa – informa un comunicato del Comune di Brindisi – risale allo scorso mese di maggio: in occasione dei lavori del Concorso Internazionale delle Nuove Rose Premio Roma (ricordate le rose vincitrici?), si apprese di quanto era appena accaduto a Brindisi. E fu in quella circostanza che si pensò di realizzare una nuova rosa quale simbolo contro la violenza.

La rosa ‘Melissa’ è nata poi dalla collaborazione tra l’Associazione Italiana Direttori e tecnici dei pubblici giardini e il vivaio francese: la varietà appartiene al gruppo delle ‘floribunda’, arbusti a cespuglio dalla ricca fioritura portati sui rami a mazzetti di 3-5 fiori, di color panna con sfumature ocra ed il cuore rosato dal tocco albicocca. Molto profumata e resistente, può essere coltivata in vaso.

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Ultima modifica sabato, 12 gennaio 2013 01:55