Chi visita l’antichissima città di Petra in Giordania si stupisce per le sfumature rosse e rosa della pietra arenaria in cui la città è scolpita. Degli incredibili colori dell’alba e del tramonto sulle pareti e tra i canyon. Ma non è preparato a vedere fiori in mezzo al deserto. Eppure è proprio quello che gli antichi abitanti, i Nabatei, erano riusciti ad ottenere. E non parliamo solo degli stupendi cespugli di oleandri rosa che ancora oggi punteggiano il percorso verso “la città di pietra”. Grazie ad una grande perizia nell’arte idraulica e ingegneristica, questo popolo di nomadi, che aveva scelto quel sabbioso angolo tra le rocce a strapiombo come propria capitale, ha creato più di duemila anni fa una delle opere più particolari che si possano trovare nella storia del Medio-Oriente.
Dovendo nutrire un gran numero di persone, i Nabatei infatti non potevano certo dipendere solo da scorribande per illoro cibo: era necessario produrre cereali e verdure seminando e arando i campi. Ma in pieno deserto, come fare a coltivare con pochissima pioggia? E qui sta il miracolo: scavarono una complessa rete di canali all’interno delle altissime pareti di roccia che terminavano in numerose vasche di raccolta. Lì si conservava l’acqua piovana, che in questo modo, grazie ad una sapiente distribuzione dei canali, poteva abbeverare campi e persino giardini in pieno deserto. Questa tecnica è interessante ancora adesso: può infatti suggerire modalità con cui risparmiare e utilizzare l’acqua in modo proficuo, un tema di grande attualità in tempi di risparmio energetico e sfruttamento oculato delle risorse naturali.
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Dal blog “Fiori e Foglie” curato da
Daniela Di Matteo – Visita il blog

Le varietà precoci di carota si seminano ora in un posto fresco, illuminato ma riparato (tra i 10 e i 15 gradi) dal gelo più intenso. Usate un vaso con una superficie un pò ampia. Riempite con terriccio universale mischiato a stallatico (si vende in sacchi nei vivai) e ad un pugno di sabbia (il drenaggio è importante): eliminate i sassi, se ce ne sono. Poi create dei piccoli buchi, distanziati di 4 o 5 centimetri, con una matita e inserite 2 o 3 piccoli semi dentro ogni cavità. Bagnate bene e lasciate il vaso esposto alla luce. Mantenete il terriccio umido (non fradicio, è questo il segreto per farle nascere!) e nel giro di alcune settimane vedrete spuntare le piantine, che hanno peraltro una vegetazione a ciuffi molto decorativa. Rincalzate la terra intorno alla radice se vedete che si scopre in superficie. Selezionate le più vigorose ed eliminate quelle più fragili, possibilmente senza disturbare troppo le piantine. In genere i trapianti sono sconsigliati. Verso marzo, quando il gelo è meno severo ma fa ancora freddo, portate il vaso fuori esponendolo al sole. Le carote maturano in circa 60-90 giorni: scoprite un pò la radice e quando è abbastanza ingrossata, estirpate la pianta, pulitela e …gustatela!
Lo tsunami del marzo 2011 ha contaminato terreni (

