Archivio della Categoria ‘Vino & Vino’


Di fronte ad affermazioni del genere, (fonte Corriere della Sera) rilasciate dal Ministro della Giustizia Paola Severino nel corso del panel Etica e giornalismo al Festival internazionale di Perugia, affermazioni che testualmente recitano: “I blog possono fare più danni dei giornali”, e poi “Scrivere su un blog non autorizza a scrivere qualunque cosa, soprattutto se si sta trattando di diritti di altri. I blog hanno capacità di diffondere pensiero ma questo non deve trasformarsi in libertà di arbitrio”, accennando ad una forma di regolamentazione anche se sarà “difficile pensare a un obbligo di rettifica nei blog”, sorge spontanea una domanda. Ma quello guidato dal super bocconiano Mario Monti è davvero e ancora un “governo tecnico”, chiamato a fronteggiare l’emergenza economico-finanziaria, a colpi di tasse, imposte e balzelli. o è già o si avvia a diventare un governo politico?
Di fronte a questo attacco ai blog, giudicati più pericolosi dei giornali (ma i giornali sono davvero pericolosi? E perché sarebbero pericolosi? Perché criticano il governo Monti?) come non pensare che un certo “lavoro sporco” che risultava molto difficile o impossibile fare per i governi politici espressi dal voto dei cittadini, venga oggi demandato, nel nome dell’emergenza, dello spirito di responsabilità nazionale, ai cosiddetti “tecnici”?
C’é qualcosa di strano, di inquietante, di angoscioso in quanto sta succedendo, dallo scorso 16 novembre, in Italia…

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Ultima modifica domenica, 29 aprile 2012 09:36

E’ un bel po’ di tempo che non pubblico in questo blog che si occupa di vino come dice chiaramente il titolo, ma che ogni tanto si concedeva (altri tempi) digressioni di altro tema, un post di argomento calcistico.
L’andamento diciamo così molto deludente (super eufemismo) della Beneamata, la squadra del mio cuore, mi ha suggerito di tacere e di evitare, anche se la tentazione di scrivere qualcosa dopo l’eliminazione ad opera del Barcellona dell’altra squadra di Milano è stata forte.
In questi giorni ho però pensato che non potevo tacere e di fronte al maramaldeggiare becero di quanti hanno festeggiato l’eliminazione del Real Madrid nella semifinale di ritorno della Champions League ad opera del Bayern di Monaco, festeggiamenti non tanto dovuti all’antipatia per la squadra madrilena, ma ad una forma quasi di “odio” nei confronti del suo allenatore, ho deciso di rompere il silenzio.
E di commentare brevemente le foto, che hanno furoreggiato su Internet ed in televisione, dello Special One, al secolo José Mourinho, el conducator sconfitto del Real nel corso della triste e crudele lotteria dei rigori. Che hanno sancito il passaggio alla finale della squadra tedesca.
Le foto cui mi riferisco sono quelle, che potete vedere a corredo di questo post e che ho trovato sul sito Internet della Gazzetta, di Mourinho in ginocchio, mentre si svolgeva il rito del tiro dagli undici metri.
Non è stato, come qualcuno ha scritto, un “teatrino” o peggio ancora “una scenetta studiata”.
Mou, un istintivo come siamo stati abituati a conoscerlo negli anni, inebrianti, che l’hanno visto guidare l’Inter e portarla alla magica affermazione del triplete, e alla finale vincente del 22 maggio 2010 a Madrid, proprio contro il Bayern, di fronte all’andamento della partita che capiva benissimo stava volgendo al peggio, con quel gesto ha voluto semplicemente arrendersi al corso degli eventi. Impossibilitato, lui vero emblema dell’homo faber fortunae suae, ad incidere su di loro.
Ma sebbene ritratto in ginocchio, in un atteggiamento sereno e di grande compostezza, Mou è rimasto el hombre vertical, l’uomo con la schiena dritta di sempre. Anche in una serata triste come quella del 24 aprile. Chapeau José!

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Ultima modifica domenica, 29 aprile 2012 09:36
Da sabato 28 aprile a martedì 1 maggio 2012 si terrà a Volta Mantovana, in provincia di Mantova, la decima edizione della Mostra Nazionale dei Vini Passiti e da Meditazione; anche quest’anno ad ospitare l’evento saranno i suggestivi ambienti di Palazzo Gonzaga con i suoi magnifici giardini terrazzati.
Il banco d’assaggio proporrà oltre 100 vini passiti differenti e sarà allestito nel panoramico Giardino Belvedere del Palazzo; ecco il programma dei quattro giorni:
 
- Sabato 28 Aprile 2012
Ore 16,00: Apertura degli spazi espositivi e Mostre tematiche.
Ore 17,30: Inaugurazione ufficiale Mostra.
Ore 21,00: Chiusura esposizione

- Domenica 29 Aprile 2012
Alle 9,00: Apertura degli spazi espositivi.
Dalle ore 10,00 alle ore19,00: Degustazioni guidate vini passiti, cioccolato-passiti, passiti-formaggio.
Dalle ore 16,00: Spazio ludico per bambini.
Dalle ore 19,30: Animazioni nell’area esposizioni.
Ore 21,00: Chiusura stand

- Lunedì 30 Aprile 2012
Alle ore 9,00: Apertura degli spazi espositivi.
Dalle ore 10,00 alle ore 19,00: Degustazioni guidate vini passiti, cioccolato-passiti, passiti-formaggio.
Dalle ore 16,00: Spazio ludico per bambini.
Dalle ore 19,30: Animazioni nell’area esposizioni.
Ore 21,00: Chiusura stand

- Martedì 1° Maggio 2012
Alle ore 9,00: Apertura degli spazi espositivi
Dalle ore 10,00 alle ore 18,00: Degustazioni guidate vini passiti, cioccolato-passiti, passiti-formaggio
Dalle ore16,00: Spazio ludico per bambini
Ore 20,00: Chiusura stand

Per informazioni:
Comune di Volta Mantovana
Tel: +39.0376.839431
da Lunedí a Sabato h. 8.30 – 13.30
E-mail: info@vinipassiti.com
Web: www.vinipassiti.com

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Ultima modifica venerdì, 27 aprile 2012 05:57

Il  Pedro Ximénez, ottenuto dall’omonimo vitigno, è la tipologia di Sherry più dolce e fra le più strutturate; l’azienda Bodegas Oliveros ne produce, all’interno della denominazione di origine Condado de Huelva, un’interessante versione dal contenuto grado alcolico di 15%. Le uve Pedro Ximénez vengono lasciate appassire al sole ed il nettare che se ne estrae viene poi lasciato invecchiare secondo il metodo Solera; di color mogano molto scuro, è un vino denso e quasi untuoso, unico e dall’eccezionale tipicità. Al naso esprime tipici sentori di frutta candita, caffè, miele di castagno, con note legnose tostate molto caratteristiche; il sorso è caldo e morbido, ricco  e strutturato, di grande piacevolezza con note balsamiche avvolgenti. Il finale è lungo, persistente ed elegante, perfetto per accompagnare un fine pasto a base di cioccolata fondente, gelato e ben si sposerà anche con i formaggi erborinati, come Castelmagno e Gorgonzola

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Ultima modifica venerdì, 27 aprile 2012 05:57
Lo Sherry Fino è secco e piuttosto chiaro, da consumarsi preferibilmente freddo, ha un sapore a volte asprigno ma comunque delicato; si tratta della la tipologia più leggera, il cui grado alcolico è compreso fra i 15.5 ei 17%.
Il Manzanilla è secco e di colore anch’esso chiaro, proviene dalla zona più vicina al mare, da Sanlucar de Barrameda; questo può essere più elegante dei semplice Fino e spesso con una salinità molto peculiare.
Gli Sherry Amontillado possiedono un colore che ricorda l’ambra e può essere definito un Fino a cui è stato tolto lo strato di flor, la protezione che protegge dall’ossidazione; possiedono un grado alcolico compreso fra i 16 e i 18%.
La tipologia Oloroso ha un colore ambrato ancora più scuro, naturalmente secco, spesso di gran corpo con un grado alcolico che può raggiungere i 20%; si produce con un’aggiunta di alcol a seguito della fermentazione e viene lasciato ossidare nelle botti scolme.
Il Palo Cortado è una via di mezzo fra l’Amontillado e l’Oloroso, è considerato raro con profumi simili al primo e una struttura che ricorda il secondo.
Pedro Ximénez viene prodotto da uve Pedro Ximénez appassite, il colore è molto scuro e il sapore decisamente dolce; ottimo con i dolci e persino con il gelato.
 



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Ultima modifica giovedì, 26 aprile 2012 06:52

Bodegas Las Moradas de San Martín è stata fondata nel 2001 con il progetto di recuperare i vigneti tradizionali del territorio per realizzare vini tradizionali di qualità, ma volti al futuro; l’azienda è una delle prime della zona che ha investito sul potenziale del vitigno Garnacha sul territorio di San Martín de Valdeiglesias, appartenente alla Denominación de Origen Vinos de Madrid e situata a sud-ovest della provincia di Madrid, tra Toledo e Avila. I 21 ettari di vigneti sono situati a circa 860 metri di altezza, su un suolo in prevalenza sabbioso e ricco di granito, circondati da una ricca vegetazione di pini, lecci e ginepri. Le rese basse e una vendemmia effettuata totalmente a mano contribuiscono in maniera importante alla produzione di due vini di grande qualità, l’Initio e il Libro Siete. Las Luces, entrambi da uve Garnacha.

 Il Libro Siete. Las Luces della vendemmia 2007 si presenta di un bel colore rosso rubino vivace e brillante, di buona consistenza nel calice; il naso è molto particolare, con sentori di mora e prugna in marmellata, viola essiccata, buccia d’arancia candita, cuoio, cioccolato, pepe, liquirizia e cannella, complesso e intenso.

In bocca è vigoroso, succulento e pieno di frutto, sapidità e freschezza ben si fondono con la componente tannica ed alcolica, di qualità fine, esprime particolare eleganza con un finale sontuoso lungo e di pregevole persistenza.

 Elegante e particolare la bottiglia, che riporta un frammento di La Luz del Enano, storia scritta da Angeles Caso per la Bodegas; elegante e molto particolare il vino, che, in parte grazie a vigneti di oltre sessant’anni, in parte grazie ad un lungo affinamento di 21 mesi in botti di rovere francese da 500 litri, esprime con classe la peculiarità di un terroir da scoprire.



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Ultima modifica giovedì, 26 aprile 2012 06:52

Le prime testimonianze di viticoltura nelle zone limitrofe alla città di Madrid, capitale della Spagna, risalgono al lontano Medioevo; la Denominación de Origen Vinos de Madrid fu riconosciuta alla zona sud della sua provincia nel 1990. All’interno della denominazione si  producono vini bianchi, soprattutto dai vitigni Airén, Albillo e Malvar, e vini rossi e rosati, in prevalenza dalle uve Tinto Fino (Tempranillo) e Garnacha.

Vi sono tre sottozone: Arganda, situata a sudovest della città di Madrid, nota soprattutto per i suoi rossi da Tinto Fino;  Navalcanero, situata a sud, dove si coltiva soprattutto Granacha, ed infine San Martín de Valdeiglesias, a sudest della città, famosa per i suoi rossi robusti dal vitigno Garnacha.

 



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Ultima modifica giovedì, 26 aprile 2012 06:52

Tirare tardi degustando vini e prodotti tipici. Una delle novita’ per il 2012 di “Vinum”, la rassegna che animerà Alba dal 28 aprile al 1/o maggio, sarà la Notte bianca delle enoteche, tra sabato e domenica. Enoteche e negozi di prodotti tipici resteranno aperti sino a tarda notte.
Il cuore della kermesse, da 36 anni appuntamento fisso per gli ‘eno-turisti’, sarà ancora una volta la Grande Enoteca di Langhe e Roero, presso il Palazzo Mostre e Congressi, dove i sommeliers proporranno degustazioni di oltre 130 etichette delle denominazioni del territorio.
Un altro punto focale di ‘Vinum’ sarà piazza Savona, cuore di ‘Streetfood’: qui verranno serviti pasti semplici e cibi di strada della tradizione delle diverse regioni italiane.
L’iniziativa e’ realizzata con la regia della Condotta Slow Food di Alba, Langhe e Roero e dall’Associazione Street Food di Arezzo.
Sempre sabato 28 aprile ad Alba si terrà il Mercato della Terra, dove i produttori venderanno direttamente i frutti delle loro aziende agricole. Al Museo Archeologico e di Scienze Naturali, nel pomeriggio, laboratorio di degustazione sul tema “Il vino degli antichi”.

Dal “Avvinando” di Stefano Tamiglio – Visita il blog

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Ultima modifica giovedì, 26 aprile 2012 06:04

Sono rimasto molto colpito, leggendo il bel post pubblicato sul blog Papero giallo di Stefano Bonilli, dalla puntuale, precisa e stuzzicante descrizione, che potete leggere qui, di una recente esperienza presso quello che molti considerano uno dei migliori ristoranti non solo della Langa e del Piemonte, ma dell’Italia tutta. Il riferimento è al Piazza Duomo di Alba, dove opera il personalissimo chef Enrico Crippa (una celebrazione del suo “genio sottile” in questo più ampio articolo pubblicato sulla Gazzetta Gastronomica opera di Alberto Cauzzi).
Bonilli definisce una “operazione limpida” il “Progetto Piazza Duomo che punta esplicitamente a fare di questo ristorante uno dei migliori indirizzi del mondo, a conquistare le Tre Stelle Michelin avendo Alba e le Langhe come retroterra unico ed inimitabile”.
Ricorda che la “squadra di Piazza Duomo è giovane e motivata e con l’arrivo di Mauro Mattei, uno dei migliori sommelier italiani, è veramente completa, bravi gli uomini di sala, bella l’equipe di cucina, a questo punto si può puntare al massimo, tenendo conto che già ora ci sono due stelle Michelin e il vertice della guida Espresso che segnala quello da Crippa come pranzo dell’anno”.

Tutto positivo e futuro brillante assicurato per questo ristorante? Non completamente, perché c’è un problema, legato non alla qualità della cucina proposta, al valore dello chef, ma a quello che si potrebbe definire un particolare contesto ambientale. Che fa sì che questo ristorante non venga considerato patrimonio comune da molti di quelli che dovrebbero essere tra i naturali fruitori, ovvero i tantissimi produttori di vino della Langa del Barbaresco e del Barolo o del poco distante Roero (dove peraltro la ristorazione è spesso d’eccellenza).
Il classico caso di “nemo propheta in patria, nel caso particolare molti produttori di vino non vanno a Piazza Duomo, un ristorante che a New York, Tokyo o Sydney frequenterebbero e prenoterebbero, perché di Ceretto. Questo te lo dicono coloro che abitano in zona e sanno come va il mondo delle Langhe. Sconfortante ma vero”.

Interessante la riflessione di Bonilli, e sicuramente corrispondente al vero, perché mi ricordo bene un altro caso di ristorante di un produttore di vino, parlo della Locanda nel Borgo Antico di Barolo, proprietà di un grosso imbottigliatore di Cossano Belbo, deliberatamente snobbato da molti barolisti nonostante il valore indiscutibile del cuoco.
Cosa che vale, ma in misura decisamente minore, per la Locanda del Pilone di Alba proprietà della famiglia, anche di produttori di Barolo, Boroli. Nel caso del Piazza Duomo, oltre al fatto che si tratti di un ristorante proprietà di un notissimo produttore, i fratelli Ceretto (ma dovremmo ormai riferirci anche ai loro figli) che contano parimenti su sostenitori e detrattori e che non sono simpatici a tutti, credo che entrino in gioco anche altri fattori che Bonilli non prende in considerazione.
Considero anch’io, come lui, “sconfortante” che un produttore di vino eviti di andare a cena con i propri ospiti, pur sapendo di fare bella figura, in un determinato ristorante stellato della zona, un locale che costituisce indubbiamente uno dei fiori all’occhiello dell’offerta gastronomica, per il semplice fatto che il proprietario non è un semplice ristoratore, o una società che si occupa di altro, bensì un collega, o peggio ancora un “concorrente”. Che per di più non è simpatico a tutti.
Conoscendo però il mondo del vino di Langa ed il modo di ragionare di tanti ottimi vignaioli, non mi sento di escludere che la non particolarmente assidua frequentazione dei tavoli del Piazza Duomo sia dovuta anche ad altri fattori.

Parlo del tipo di cucina, originale e personalissima (e talvolta di non immediata o facilissima decodificazione/comprensione) proposta da Crippa, una cucina, per usare una vecchia espressione, più da cervello che da pancia, che può entusiasmare soprattutto raffinati gourmet come Bonilli, ma anche lasciare perplessi i normali palati, o lasciarli freddi, bisognosa com’è, come larga parte della cucina di oggi, di uno sforzo di interpretazione, di una progressiva entrata nella mente e nella filosofia dello chef.
E parlo, e perché mai non dirlo, anche dei prezzi, che in locali come il Piazza Duomo sono non altissimi e sicuramente inferiori a quelli di altri ristoranti pluristellati italiani e non, ma sicuramente elevati.
Basta consultare il sito Internet del locale per vedere che i menu proposti costano 160 euro quello definito Evasione e territorio, 150 euro il menu tradizione e innovazione, 140 euro la degustazione più tre piatti classici dello chef.
E poi ordinando alla carta gli antipasti vanno da 30 a 35 euro, i primi da 28 a 35, i piatti di pesce da 42 a 45, le carni da 40 a 55 euro.
Spigolando tra i piatti un classico della cucina locale come i ravioli del Plin ai tre arrosti costano 30 euro, agnello melanzane e menta 50, i dessert da 18 a 22 euro (con 22 euro per la panna cotta) e la selezione di formaggi piemontesi 26 euro.

Come escludere a priori che nella tendenza, comune in vari produttori di vino albesi e di Langa, a non frequentare eccessivamente il Piazza Duomo entrino, oltre ad una forma di antipatia per la proprietà e al poco gradimento per il fatto che il proprietario sia un collega, anche una non particolare predilezione per il tipo di cucina proposta, che è eccellente ripeto, ma non facile, e, vista la crisi, un non gradimento per i prezzi, decisamente superiori a quelli di tanti validi locali, seppure non stellati o blasonati come quello in cui opera Crippa, che si possono trovare nella Langa del Barbaresco e del Barolo?

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Ultima modifica giovedì, 26 aprile 2012 12:32

{lang: ‘it’}Segnalo con piacere questo interessante volume sulle origini della viticoltura campana, occasione di scoprire un nobile e antico vitigno: il Grecomusc È vero che Greci e Romani bevevano il vino solo se tagliato con acqua? O aromatizzandolo con scaglie di formaggio e miele? Il nostro Falerno è il Falerno celebrato da Orazio? In definitiva, [...]
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Ultima modifica giovedì, 26 aprile 2012 03:36