Archivio della Categoria ‘Politica nella Tuscia’


Riceviamo un comunicato stampa a firma PdL Acquapendente Coordinamento Comunale, Club Aquesio PdL, Club della Libertà PdL, Club Forza dei Viterbesi PdL avente per oggetto: “Giorno del Ricordo, due gli aquesiani martiri delle foibe: Augusto Bacchi e Otello Bigerna. Il Comune come al solito si scorda le celebrazioni” e di seguito riportiamo ampi stralci del documento inviatoci.“Il Comune di Acquapendente e tutto il Consiglio comunale si sono scordati di celebrare un’importante ricorrenza della Repubblica Italiana: il Giorno del Ricordo. Non ci stupiamo! Viviamo in un Comune che non ha voluto onorare (ma ci ha pensato la Provincia di Viterbo) i Caduti italiani a Nassirya negando ignobilmente loro il tributo per ben due volte, un Comune che si dimentica la ricorrenza della morte dell’eroe di P.S. Fausto Dionisi, aquesiano ucciso a Firenze dalle Brigate Rosse, un Comune che celebra con monumenti e piazze la scomparsa della giornalista catanese Grazia Cutuli che con Acquapendente c’entra niente! Perché questo Comune celebra giornalisti catanesi, ma snobba eroi locali come Dionisi e ignora il martirio di cittadini aquesiani come Augusto Bacchi e Otello Bigerna, due dei diciotto viterbesi vittime dell’eccidio voluto dai partigiani comunisti di Tito? A loro vanno intitolate vie e piazze! Questo modo di fare del Comune ha schifato molti cittadini che si sono recati alla sede comunale del PdL per denunciare la totale mancanza di etica e dignità istituzionale del Comune poiché le date importanti della Repubblica vanno celebrate tutte! In occasione del Giorno del Ricordo anche la comunità aquesiana avrebbe avuto propri martiri da ricordare, ma non l’ha fatto!”.
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Ultima modifica mercoledì, 22 febbraio 2012 04:48

“ L’Imu sarà un grande problema non solo per l’agricoltura, ma anche per commercio, artigianato e famiglie, è per questo che da oltre un mese l’associazione Traquinia Futura fa presente la possibilità e la necessità di ridurre al minimo le aliquote su terreni agricoli, fabbricati rurali, fabbricati strumentali ad imprese commerciali e artigianali e sulla prima casa”Così Diletta Alessandrelli segretario dell’ Associazione Tarquinia Futura, dirigente provinciale della Giovane Italia, ed esponente del Pdl tarquiniese risponde alle note di comune ed Università Agraria in materia di Imu.“In questa condizione il comune, è l’unico ente in grado di poter difendere le imprese e le famiglie locali dalla pressione della nuova imposta, rinunciando alla propria percentuale di IMU  va a dare sollievo a imprese e famiglie senza subire alcun danno erariale. C’è da considerare, infatti, che quanto entrerebbe nelle casse pubbliche dagli altri soggetti imponibili supererebbe di molto le entrate ICI, fabbricati rurali e prime case erano infatti esenti, e l’aliquota Imu sulle seconde case è dello 0,76%,  essendo Tarquinia località turistica e paese di seconde case i conti tornerebbero facilmente.Il decreto Monti o “Salva Italia” poi convertito in legge che norma la nuova imposta, prevede per i comuni la possibilità di ridurre o aumentare le aliquote: sulla prima casa da una base dello 0,4% l’aliquota può variare dello 0,2% in eccesso o in difetto, sui terreni agricoli e altri fabbricati dallo 0,76% la variazione è dello 0,3%  e sui fabbricati rurali dallo 0,2% la variazione è dello 0,1% .Avevamo proposto di presentare una mozione votando la quale il comune avrebbe assunto l’impegno di mantenere al minimo le aliquote su gli immobili di importanza strategica per imprese e famiglie e quindi per l’economia locale.Ci aspettiamo che invece di fare demagogia e di chiedere impegni al governo, che sicuramente aveva ben presente la situazione economica di tutta la penisola, quando ha varato il decreto, e non della sola Tarquinia, il comune si impegni direttamente in questo campo muovendosi tra le possibilità che lo stesso decreto mette a disposizione come hanno già fatto oltre 200 comuni in tutta Italia”. 
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Ultima modifica mercoledì, 22 febbraio 2012 12:46

Capodimonte chiede di uscire dall’inerzia politico-amministrativa che sta minacciando il lago di Bolsena e l’intera economia dell’Alto Viterbese e di rimettere in condizioni di completa funzionalità gli impianti di depurazione prima dell’estate. Un recente documento inviato dal Co.Ba.L.B. a tutti i comuni circumlacuali del Lago di Bolsena ha messo nero su bianco la drammatica situazione del Lago. Gli impianti tecnologici che garantiscono la depurazione dei liquami provenienti dai comuni sono ormai al collasso .Mentre si discute da anni  di Talete ,Cobalb , passaggi di enti ,debiti da trasferire o meno , facendo riunioni,convegni  e spesso solo passerella politica , lentamente ma  inesorabilmente il collettore fognario ed il depuratore, che hanno garantito sino a qualche anno fa uno stato ottimale delle acque del lago, si stanno fermando. E, molto semplicemente, si fermano perché durante questi anni di “proficuo chiacchiericcio” a coloro che gestivano gli impianti di depurazione , leggi Cobalb, non venivano più assegnati i soldi necessari per pagare le spese di mantenimento degli impianti e quindi niente manutenzione,niente sostituzione di attrezzature rotte, niente di niente.Morale della favola in questi ultimi 2/3 anni sempre più spesso si sono verificati gravi guasti e non a caso nel corso dell’estate 2011 , per evitare sversamenti al lago, il comune di Capodimonte ed il Cobalb si sono più volte attivati per fronteggiare emergenze importanti , anche ricorrendo all’uso di  autocisterne.Ebbene di fronte a questi problemi Capodimonte, che sempre più di lago vive e che su un lago pulito basa le sue uniche prospettive di sviluppo futuro, non intende più assistere e sopportare questa situazione , bisogna intervenire subito e con un approccio operativo, c’è modo e maniera per farlo bene.I problemi tecnici da affrontare non sono infatti insormontabili  , si tratta di acquistare  subito nuove  pompe di sollevamento , ripulire alcuni tratti di condotta interrati,sostituire alcune strutture del depuratore di Marta; si tratta soprattutto di forniture  ed in misura minore di lavori, il tutto  per qualche centinaio di migliaia di euro.Ed il bello è che questi soldi ci sono , la Regione Lazio li ha previsti nel proprio bilancio di previsione 2012 .Non si deve però  pensare che è tutto a posto che dobbiamo lasciare lavorare i nostri amministratori ed i loro tecnici , purtroppo non è così .C’è grande distanza tra ciò che sarebbe logico, come attribuire  questi soldi a chi gestisce gli impianti con l’obbligo di  operare rapidamente, 2/3 mesi, in modo tale che anche la ormai imminente stagione 2012 sia in sicurezza.Purtroppo c’è il rischio fondato che  questi soldi possano  essere gestiti dalla Regione Lazio la quale avrebbe così il compito di individuare  dei progettisti, commissionare un progetto, indire una complicata gara di appalto lavori , affidare e seguire questi lavori ,gestire problemi e possibili contenziosi con la ditta affidataria ecc. ecc. ; in poche parole far trascorrere alcuni anni .Tutto questo mentre, presumibilmente   con sempre maggiore frequenza, le fogne dei comuni circumlacuali andranno al lago con tutti i rischi che ne conseguono per la salute pubblica , per l’ambiente lacustre , per l’economia di tutto il comprensorio dell’Alta Tuscia , per la sua immagine turistica. Ebbene questo Capodimonte non vuole che succeda .Pertanto maggioranza e minoranza insieme chiedono di intervenire subito mettendo a disposizione del Cobalb questi soldi.Nessuno conosce meglio i problemi di un sistema di chi quel sistema lo gestisce de oltre 20 anni  ,non servono progetti ed incarichi professionali ma occorre agire con le procedure di somma urgenza, imposte dalle gravi minacce che incombono sulla salute e sulla economia  delle popolazioni che intorno e del lago di Bolsena vivono.Per parlare di tutto questo l’Amministrazione comunale di Capodimonte ha  indetto un consiglio comunale aperto  per il 27 febbraio, alle ore 17.00, presso la sala consiliare del comune.Si parlerà nel dettaglio dei problemi tecnici degli impianti di depurazione , dei conseguenti danni alla salute del Lago e soprattutto si chiederà formalmente alla Regione Lazio di erogare direttamente i fondi previsti al Cobalb con procedure d’urgenza , imponendo tempi di realizzazione definiti e ristretti.Agli altri comuni del lago verrà infine richiesto di aderire a questa iniziativa del comune di Capodimonte  in tempi rapidi .I rischi ed i possibili danni che potrebbero derivare dal perdurare di una situazione di sostanziale inerzia degli enti territoriali sono enormi ed a nessuno è consentito di continuare a percorrere  questo pericoloso crinale.La grave situazione del Lago di Vico è cronaca di oggi : non bisogna consentire che il lago di Bolsena diventi cronaca di un imminente domani, semplicemente non ce lo possiamo permettere .  Capodimonte , lì 20/02/2012 L’Assessore Ambiente e Turismo                                        Il Sindaco          Angelo Scipioni                                                       Mario Fanelli 
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Ultima modifica martedì, 21 febbraio 2012 04:44

Come assessore ai Lavori Pubblici vorrei esprimere un sincero ringraziamento a tutti coloro che durante l’intera ondata di maltempo si sono messi a completa disposizione. Diciotto giorni di emergenza neve, con momenti di particolare criticità durante le abbondanti nevicate ma anche nelle giornate successive. A tutti i dipendenti comunali del mio settore, dirigente e funzionari, che hanno garantito il loro impegno, ma anche a tutte le ditte coinvolte nella gestione dell’emergenza direttamente sul campo, il mio “grazie” per il loro prezioso contributo.
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Ultima modifica martedì, 21 febbraio 2012 04:44

“La Cotral SpA necessita quanto prima di un nuovo management in grado di far ripartire l’azienda e di attuare il contratto di affidamento in house approvato dai soci”, è quanto si legge in una nota diffusa di recente dal Circolo Udc aziendale. Dopo i tagli operati al TPL dal governo, infatti, l’azienda vive un momento di stallo che s’inserisce in una crisi più profonda che riguarda tutto il comparto. Nonostante gli sforzi fatti dai soci e il proficuo lavoro svolto dal Presidente Adriano Palozzi, dall’Amministratore Delegato Vincenzo Surace e dal Cda, senza una nuova dirigenza tutto rischia di cadere nel vuoto. Pertanto, al fine di attuare pienamente quanto previsto nel contratto di affidamento in house, si rende necessario rinnovare il management nei settori nevralgici dell’Esercizio e della Manutenzione nonché nominare un responsabile delle Relazioni Industriali che operi in sinergia con l’Amministratore Delegato e tutto il management. A tal proposito, il Presidente del Circolo Udc Cotral, Bruno Fiaschetti, dichiara: «E’ necessario riavviare un confronto con le organizzazioni sindacali poiché ci stanno particolarmente a cuore i 4.000 dipendenti che lavorano in Cotral. Un’azienda sana e competitiva, se vuole dirsi tale, oltre a fornire un servizio efficiente ai cittadini, deve essere in grado di tutelare anche gli aspetti occupazionali». Giovanni Libanori (Udc), Consigliere di Amministrazione dell’azienda, aggiunge: «Siamo una delle società di trasporto pubblico extraurbano più grandi d’Europa, con 104 milioni di viaggiatori l’anno. Forniamo un servizio pubblico essenziale e abbiamo enormi possibilità di ulteriore crescita e sviluppo. Non dobbiamo sprecarle per la paura di un cambiamento che si rende quanto mai necessario, soprattutto in considerazione delle scelte coraggiose che stiamo facendo per il risanamento dell’azienda». Il Consigliere regionale Pietro Sbardella (Udc), componente della Commissione Mobilità della Regione Lazio, in sintonia con i contenuti della nota diffusa dal Circolo Udc Cotral, ha sottolineato come quanto è stato fatto finora dal nuovo Cda vada nella direzione di una profonda ristrutturazione aziendale. Inoltre anche Sbardella ha evidenziato la necessità di adeguare alcuni settori del management aziendale per guidare con efficacia il cambiamento già in atto, management senza il quale sarà impossibile continuare a portare avanti politiche coraggiose.
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Ultima modifica domenica, 19 febbraio 2012 04:31

In questi ultimi giorni ho avuto modo di affrontare con moltissime persone il tema del dissociatore molecolare che si vorrebbe impiantare nel territorio di Canino. A tutti ho comunicato le mie osservazioni critiche nei confronti di quegli stabilimenti che possono produrre emissioni dannose per la salute e l’ambiente e di quanto io ritenga importante il principio “prudenziale” e cioè di una preventiva verifica della totale ecologicità di questo genere di impianti.La coscienza ambientalista per noi montaltesi e pesciaroli nonnasce oggi: ricordo bene, ero bambina, le manifestazioni a Pian de’Gangani contro l’ “atomo”. La nostra comunità si è arricchita diquella esperienza condivisa, acquisendo una coscienza ambientaledi grande spessore. Quella stessa coscienza ambientale che ci ha fatto dire no al termo combustore e che ci ha visti sempre critici nei confronti di un massiccio utilizzo del carbone come combustibile per le locali centrali elettriche.Plaudo e condivido, quindi, tutte le iniziative tese a sensibilizzare lacittadinanza alle questioni ambientali. E condivido anche tutte quelle iniziative che permettono di creare posti di lavoro e che siano tese ad una più ampia fruizione dell’ambiente, che sappiano creare un più forte legame con la nostra campagna, ma anche con il litorale e con il mare.Sono fermamente convinta che lo sviluppo sostenibile del nostroterritorio debba fondarsi sulla consapevolezza delle nostrericchezze paesaggistiche, sulle potenzialità delle nostre produzioniagricole, sulla capacità di valorizzare sia le spiagge che la nostravicinanza all’arcipelago toscano, sulla gestione attenta eprofessionale del patrimonio archeologico, sulla volontà di vivere epreservare al meglio il nostro meraviglioso ambiente.L’ambiente non è un bene che deve servire all’uomo e quindisalvaguardato in funzione dell’utilità e della fruibilità. L’ambiente èun valore in sé. Paola Peruzzi
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Ultima modifica domenica, 19 febbraio 2012 12:31

Civita Castellana – Il gruppo consiliare del PDL esprime la massima soddisfazione per la notizia data dal Sindaco sull’imminente  inizio lavori dei Contratti di Quartiere II, il quale ha dichiarato “E’ una data storica quella del 15 febbraio 2012 per la città di Civita Castellana”.Come al solito dobbiamo però evidenziare la solita caduta di stile dello stesso e di questa amministrazione di centrosinistra. Nella foga di elogiare i propri meriti, tutti da accertare, hanno omesso alcune informazioni sostanziali che crediamo sia il caso di comunicare.I “Contratti quartiere II” è un progetto di riqualificazione urbana, nasce come idea nuova di città, viene finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dalla Regione Lazio con  un importo di 9.000.000,00 di euro e progettato nelle due passate amministrazioni di centrodestra.Nasce con la delibera di consiglio n.4 del 02 aprile 2004,dove  viene approvato il  piano di recupero in variante al PRG per i contratti di quartiere II, finalizzato alla richiesta di finanziamento a fondo perduto proposto dall’allora Assessore all’Urbanistica di cui  leggiamo testualmente:” l’Assessore Urbanetti illustra il progetto precisando che si tratta di uno studio di fattibilità per la partecipazione ad un bando di gara diretto ad ottenere un finanziamento statale e regionale per la riqualificazione di aree disagiate. Si tratta di un’operazione che ha lo scopo di riqualificare gli alloggi popolari, di costruzione di nuovi parcheggi sia pubblici che privati, e di eliminazione del passaggio della linea ferroviaria dall’attuale collocazione.C’è inoltre l’accordo con la regione per la costruzione di una nuova stazione ferroviaria.Non partecipare a questa operazione risulterebbe certamente nocivo allo sviluppo futuro della città considerato altresì il costo contenuto della progettazione di 2.500,00 euro”.In quella sede la sinistra civitonica rappresentata dall’attuale Assessore al bilancio Paola Amicucci, allora all’opposizione, fu contraria al progetto e si astenne dichiarando:” ritiene il progetto valido solo a livello puramente teorico e reputa l’amministrazione non lungimirante poiché non ha considerato l’ipotesi di affrontare preliminarmente il problema del potenziamento della linea ferroviaria e delle sue infrastrutture. Si tratta solo di una scelta finalizzata alla propaganda elettorale”.Nel maggio 2005 il progetto definito dalla Amicucci “ puramente teorico” divenne realtà, Civita Castellana fu, insieme a altre poche città d’Italia tra cui Roma, finanziata con  9.000.000,00 di euro, importo necessario per la realizzazione  della copertura della trincea ferroviaria su via Mazzini, la realizzazione in loc San Giovanni di incubatori d’impresa ed abitazioni per famiglie in difficoltà e la ristrutturazione funzionale di tutte la case popolari esistenti; dopo otto anni e tre amministrazioni si sta concludendo felicemente solo  la prima fase del programma di riqualificazione urbana sopra descritta dall’allora Assessore Urbanetti.Per la restante parte bisognerà trovare ulteriori finanziamenti, quindi anziché strombazzare meriti su di un progetto che avete anche osteggiato, vi consigliamo di attivarvi alacremente a cercare finanziamenti per completare il programma che con lungimiranza la giunta Giampieri aveva iniziato.Come dire, le parole e i fatti sono pietre, la verità si può omettere ma non si può cancellare.Anche noi riteniamo doveroso ringraziare tutti i dipendenti che hanno collaborato al progetto, ma anche ricordare due civitonici che si sono spesi coraggiosamente per sostenere l’iniziativa, il compianto Rodolfo Profili che per primo ebbe l’idea, supportata dalla raccolta di centinaia di firme, di chiudere la trincea ferroviaria, vista la carenza di posti auto su via Falisca, e Sergio Maestri, all’epoca dirigente della ME.TRO., ora in pensione,che convinse l’azienda ad autorizzare un  progetto così complesso; infine anche altre persone non di centrodestra che senza preconcetti politici hanno sin da subito contribuito a realizzare questo sogno per la nostra città.Egregio Sindaco il 15 febbraio è certamente una data storica per tutti i civitonici  che, avendo compreso meglio la vicenda, sapranno fare un confronto tra la precedente  amministrazione di centrodestra, la quale  con  una variante urbanistica del costo di 2.500,00 euro ha ottenuto un finanziamento di 9.000.000,00 di euro e la Sua amministrazione distintasi per  la realizzazione della variante nella zona dell’ex complesso  Zanganella, che non solo ha dato degli enormi vantaggi ad un privato ma che ha costretto i civitonici, con l’acquisto in quella struttura della nuova farmacia, a pagare un mutuo di circa un milione di euro per i prossimi dieci anni, che francamente in questo momento di grande crisi non se ne sentiva proprio il bisogno.Civita Castellana 17-02-2012                                                                                   Francesco   Urbanetti                                                                                    Luciano Soldateschi
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Ultima modifica sabato, 18 febbraio 2012 08:29

Tassa per le aziende sui computer? Una follia, questo il parere di Lega Federalista che si associa al ragionamento fatto sui media locali dalla segretaria provinciale CNA Luigia Melaragni: “Il governo ascolti la voce delle associazioni e intervenga subito affinché le imprese siano escluse dalla vergognosa tassa sui computer pretesa dalla Rai”. Anche Lega Federalista condivide appieno la protesta di Rete Imprese Italia contro la pretesa, da parte della Rai, del pagamento del canone speciale di abbonamento per il possesso non solo del televisore, ma anche di qualsiasi dispositivo atto o adattabile a ricevere il segnale tv, inclusi monitor per il personal computer, videofonini, videoregistratori, iPad, addirittura sistemi di videosorveglianza.In questi giorni, fioccano sugli imprenditori e sui lavoratori autonomi le lettere della Rai con l’imposizione di questo assurdo tributo. Come spiega in una nota Rete Imprese Italia, basta avere un computer per essere costretti a versare una somma che, a seconda della tipologia di impresa, va da un minimo di 200 euro fino a 6.000 euro l’anno. Si calcola che quasi 5 milioni di aziende italiane dovranno sborsare 980 milioni di euro. Chi non paga è soggetto a pesanti sanzioni e a controlli da parte degli organi di vigilanza.Lega Federalista farà di tutto contro questo provvedimento assurdo e a tal proposito si è già attivata per stimolare un’azione in parlamento da parte di senatori e deputati della Lega Nord.
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Ultima modifica sabato, 18 febbraio 2012 04:27

L’emergenza neve può dirsi definitivamente superata. Il risultato positivo che unanimemente è stato riconosciuto a Vetralla, è il frutto di un’accorta pianificazione, di un lavoro svolto in sinergia e di una mobilitazione civica esemplare. Dopo aver assistito in prima persona all’intenso lavoro dei giorni passati, sento il dovere di salutare e ringraziare quanti hanno contribuito alla risoluzione di uno scenario di crisi di proporzioni eccezionali per il nostro territorio. Innanzitutto Santino De Rinaldis e tutto l’Assessorato ai Lavori Pubblici e alle Manutenzioni, che è stato ripetutamente sollecitato in quanto centro operativo del ‘piano neve’, e i cui funzionari hanno prestato servizio ininterrottamente durante i giorni più difficili dell’emergenza. L’Assessore al Patrimonio Dario Bacocco e il Delegato alla Protezione Civile Mauro Patrignani, e in generale tutti i membri della mia squadra, che non hanno mancato di far sentire sul territorio la propria presenza e la propria disponibilità. Un ringraziamento sentito a tutte le forze di polizia presenti sul territorio: i Carabinieri, il Corpo Forestale e la Polizia Locale che hanno costantemente presidiato le situazioni critiche. Una menzione di merito e un plauso alle associazioni di volontariato, che in proporzione alle proprie capacità operative, hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato. Alla Protezione Civile che nel rispetto dei dettami del proprio mandato ha contribuito ad alleviare moltissime situazioni di disagio, il ringraziamento a nome di tutta la cittadinanza. Un grazie sentito anche ai volontari del World Volunteers International, ai volontari del Divino Amore, all’Etruria 2000. Una menzione gradita anche agli operai del verde pubblico della Vetralla Servizi, che hanno partecipato a titolo personale alle operazioni. Degno di elogio anche il lavoro delle ditte Canensi, Pigliavento e Rossi, la cui opera è andata anche al di là di quanto dovuto in meri termini contrattuali. Un grazie anche a tutti gli imprenditori e soggetti privati che hanno messo a disposizione gratuitamente mezzi e personale: Fabrizio Calandrelli, Alessio Cutigni, Paolo Milani, Nicola Moscatelli, Giancarlo Patrizi, Alessandro Reali, Maurizio Tomassini. Vetralla ha offerto un esempio di efficienza e di responsabilità civica di cui andare orgogliosi e di cui fare lezione non solo in tempo di crisi. Sandrino AquilaniSindaco di Vetralla
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Ultima modifica sabato, 18 febbraio 2012 04:25

La Provincia di Viterbo ha incontrato sindacati e rappresentanti dell’imprenditoria viterbese per fare un quadro generale sulle reali possibilità di impiego della manodopera locale per la realizzazione del lotto 6A dell’autostrada Tirrenica.Si è trattato del terzo incontro che palazzo Gentili ha organizzato per decidere una strategia comune da presentare ai rappresentanti di Sat, la società che dovrà realizzare l’opera. “Il rischio di rimanere fuori dall’assegnazione dei lavori da parte delle nostre aziende è concreto – ha detto il presidente della Provincia, Marcello Meroi – le parole più volte pronunciate dai rappresentanti della società Sat sono tutt’altro che rassicuranti, per questo di concerto con l’assessore provinciale ai lavori pubblici, Gianmaria Santucci abbiamo deciso di dare vita a questi incontri e di raccogliere le proposte di sindacati e imprenditori da portare poi a conoscenza degli amministratori di Sat”.“Purtroppo – ha aggiunto l’assessore Santucci – dai colloqui intercorsi con i responsabili Sat si evince che alle nostre realtà imprenditoriali vogliono lasciare solo le briciole, ossia i lavori relativi alla costruzione dei sistemi viari secondari. Credo che l’autostrada, che oltretutto produce delle servitù sul territorio, debba essere un’occasione di rilancio per le nostre aziende e non  spunto per la colonizzazione del territorio da parte di realtà che vengono da fuori”.Durante l’incontro è stato proposto quindi di cercare di realizzare, come è stato fatto in situazioni simili, ma in altre parti d’Italia, un accordo da far firmare a tutti gli attori, quindi società commissionante, sindacati, imprenditori e istituzioni per far sì che venga garantito alle forze lavoro della Tuscia un importante ruolo nella realizzazione dell’opera. Inoltre è stato proposto di far iscrivere la Sat alla cassa edile viterbese con la possibilità, in questo modo, di poter controllare al meglio procedure e lavori svolti. Anche perché tra le altre preoccupazioni emerse dal tavolo ci sono anche quelle relative alla gestione della sicurezza, dei contratti di lavoro e delle possibili infiltrazioni malavitose: “Queste proposte verranno formalizzate tutte in un prossimo incontro con Sat che contiamo di allestire per la prossima settimana – dice ancora Meroi – l’obiettivo è quello trovare una soluzione positiva. Se così non fosse saremo pronti a farci sentire e dare un segnale chiaro che siamo stufi di vedere il nostro territorio colonizzato”.Un altro fattore importante è anche l’unità d’intenti: “L’obiettivo – chiude Santucci – è quello di proseguire uniti, sappiamo che sono nati dei consorzi di imprenditori che hanno già avanzato proprie candidature. Bisogna capire che da soli non si va da nessuna parte, se esiste una possibilità di essere presi in considerazione e di raggiungere l’obiettivo e solo unendo le forze e alzare tutti quanti insieme la voce”.Particolarmente soddisfatti i rappresentanti dei sindacati e degli imprenditori che hanno più volte ribadito l’importanza della vicinanza delle istituzioni e in questo caso specifico della Provincia d Viterbo.
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Ultima modifica venerdì, 17 febbraio 2012 08:14