Eccoli, i tagli alla casta del professor Monti. Il governo ha diramato una direttiva ai dirigenti degli uffici e dei dipartimenti della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell’Economia (una piccola, piccolissima fetta di Casta, dunque). E cosa prevede la terribile direttiva del professore? L’obbligo di restituire i regali. Una cura dimagrante che lascia spiazzati. Il documento diffuso dalla presidenza del Consiglio, inoltre, prevede lo stop alle spese di rappresentanza e all’organizzazioni di “convegni inutili”. Nel dettaglio, per quel che concerne la restituzione dei doni, “andranno restituiti o ceduti all’amministrazione di appartenenza i regali con un valore superiore a 150 euro”. Tagli alla Casta? No: un contentino, una mezza presa in giro. “Restituire i regali” - Il Presidente del Consiglio – si legge nella nota diramata dalla presidenza del Consiglio – in considerazione della primaria esigenza di rispettare gli obiettivi di finanza pubblica, ha diramato istruzioni per assicurare l’economicità e l’efficienza nell’azione amministrativa a tutte le strutture che dipendono dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Presidenza del Consiglio. Il fine – prosegue la nota – è di assicurare non solo la puntuale e sicura osservanza dei limiti di spesa fissati dalle norme, ma anche di evitare spese non indispensabili o non ricollegabili in modo diretto ed immediato ai fini pubblici assegnati alle singole strutture amministrative, astenendosi dall’effettuare spese di rappresentanza, ed evitando di organizzare convegni, o altri eventi non strettamente indispensabili. Infine è stata ricordata l’esigenza di osservare scrupolosamente le disposizioni contenute nel codice etico di ciascuna amministrazione, con particolare riferimento a quelle relative al divieto di accettare regali e omaggi di qualsiasi natura di valore superiore a 150 euro, tali da non poter essere interpretati, da un osservatore imparziale, come finalizzati ad acquisire vantaggi in modo improprio. In ogni caso, i regali di valore superiore devono essere restituiti, ovvero ceduti all’Amministrazione di appartenenza”. Il codice etico – Infine Monti si spende i un richiamo alla necessità “che vengano scrupolosamente osservate le disposizioni contenute nel codice etico di ciascuna amministrazione, con particolare riferimento a quelle relative a regali ed omaggi. A tale proposito i dipendenti delle Strutture in indirizzo si atterranno, salvo eventuali disposizioni più restrittive già adottate, alle prescrizioni recate al riguardo dal codice etico vigente per i dipendenti del Ministero e dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato”. In sostanza, i destinatari “non accettano, per sè e per altri, beni materiali, quali regali o denaro, nè beni immateriali o servizi e sconti per l’acquisto di tali beni o servizi o qualsiasi altra utilità, diretta o indiretta, da soggetti (persone, Amministrazioni, Enti, Società) in qualsiasi modo interessati dall’attività del Mef che eccedano il valore di 150 euro”. |
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