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Accademia Kronos in attesa che amministrazioni comunali, enti e istituti regionali decidano di dare una risposta definitiva al problema dell’Arsenico nelle acque potabili, ha visitato i due impianti di dearsenificazione più grandi d’Europa, quello di Piombino e quello di Livorno realizzati da una grande azienda italiana esperta nel settore. I dirigenti di Accademia Kronos, dopo aver colloquiato con i tecnici e visto gli impianti, si sono convinti della loro funzionalità nell’abbattere l’Arsenico. Grazie a ciò hanno stabilito contatti e accordi con i responsabili di questa azienda, trovando alla fine soluzioni concrete per risolvere in tempi rapidissimi la questione viterbese. La peculiarità di questi impianti di depurazione è legata all’uso di idrossido di ferro polarizzato, una specie di spugna ferrosa che assorbe quasi al 100% l’Arsenico. Spugna ferrosa che una volta satura viene liberata dall’arsenico e riutilizzata per ulteriori usi di depurazione. Questi i punti dell’accordo, ovviamente subordinati al volere politico degli enti locali: la società che ha realizzato gli impianti di dearsenificazione più grandi d’Europa ha dichiarato di aver pronti 6 moduli di depurazione calibrati per assorbire Arsenico, Alluminio, Uranio 238 ed altri metalli pesanti. Questi moduli possono essere piazzati tra la fonte o la sorgente e le condutture di acqua potabile in 30 giorni, possono essere provvisori o definitivi, possono essere anche dati in leasing. Ogni modulo può soddisfare le esigenze di paesi che non superano i 10.000 abitanti, oppure calibrati con varie aggiunte fino a 30.000 abitanti. Il noleggio di questi moduli può variare dai 10.000 ai 15.000 ero mensili, cifre che, secondo l’azienda produttrice, vengono scalati dall’importo definitivo qualora si decidesse di realizzare un impianto stabile. Al momento nel viterbese il comune di Vitorchiano sembra essere quello che ha preso in mano concretamente la questione, infatti entro 30 giorni prevede di risolvere il problema. Questo comune si è avvalso della competenza della stessa azienda che ha realizzato i dearsenificatori di Piombino e di Livorno. In parole povere il problema, almeno per 6 paesi del viterbese, può essere risolto in 30 giorni fino a quando non si procederà alla realizzazione definitiva di un impianto di dearsenificazione. A tal proposito per avere migliori informazioni basta telefonare alla sede di Accademia Kronos di Ronciglione al n. 0761.093080
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Ultima modifica lunedì, 14 gennaio 2013 03:09

METEOCLIMA DEL 28 OTTOBRE 2012 Analisi sulla settimana appena trascorsa E’ accaduto tutto quanto previsto, abbiamo avuto un inizio settimana con temperature gradevoli e cieli a tratti sereno e mari generalmente poco mossi, con la prima comparsa di nebbie su pianure e vallate del centro nord. Da venerdì invece dai quadranti nord europei è arrivata aria fredda polare accompagnata da abbondanti piogge e temperature in picchiata. Nevicate tra sabato e domenica anche a quote relativamente basse in Valle D’Aosta e Piemonte. Si era temuto per qualche nuovo serio nubifragio in Liguria, ma per fortuna, a parte qualche allagamento locale il pericolo è stato superato. Al centro, soprattutto tra il Lazio e la Campania, in particolare in provincia di Latina, invece c’è stato qualche fenomeno più violento che ha determinato allagamenti e trombe d’aria che hanno scoperchiato alcuni capannoni industriali. Stessa cosa è accaduto in Puglia nel comprensorio di Lecce. I mari sostenuti da venti di Maestrale e di Bora da poco mossi sono diventati agitati, impedendo di fatto i collegamenti nell’Italia centrale tra il continente e le isole minori. Per la Sardegna solo qualche ritardo e tanto mal di mare per i passeggeri. Vediamo ora cosa ci aspetta nella settimana entrante. PREVISIONI DAL 28 OTTOBRE AL 4 NOVEMBRE Oggi, in quest’Italia medioevale è pericoloso fare previsioni, qualche giudice, se la previsione risultasse errata, potrebbe mandarci sul rogo, quindi da ora in poi ci esprimeremo solo al condizionale. E’ allora la lettura delle carte del tempo ci dicono che potrebbe accadere quanto segue: fino a lunedì questa profonda saccatura polare influenzerà il tempo su gran parte delle nostre regioni in parte escludendo la Sicilia. Quindi colpi di vento soprattutto lungo le coste tirreniche e piogge abbondanti un pò ovunque, temperature in diminuzione anche di 10 gradi. I mari saranno sempre agitati o tempestosi creando problemi nei collegamenti con le isole minori. La nebbia ovviamente sarà spazzata via. Da martedì un pò di tregua, ma da mercoledì nuovamente mal tempo, questa volta causato da perturbazioni d’origine atlantica. Le temperature saranno in momentaneo lieve rialzo, ma ci saranno nuove abbondanti precipitazioni piovose soprattutto sulle regioni nord occidentali e su quasi tutte le regioni tirreniche. Allerta ( lo possiamo dire? ) in quelle zone della Liguria e della Toscana soggette già nel passato recente a frane e smottamenti. Meglio la situazione sulla Calabria ionica e sulla Sicilia. ********************** ACCADE NEL MONDO BASTA CON I NOMI ALLE PERTURBAZIONI METEO SIAMO SERI!!! di Filippo Mariani Da circa un anno a qualche meteorologo buontempone è venuto in mente di battezzare le alte pressioni e le perturbazioni con nomi di personaggi della storia e dell’arte. Così siamo passati da Caligola a Cassandra, da Asdrubale a Beatrice, creando in questo modo una completa confusione anche a livello internazionale nel campo della meteorologia. Membri della prestigiosa OMM, L’Organizzazione Meteorologica Mondiale, dissentono di questa nuova interpretazione tutta italiana, ricordando che per convenzione planetaria nomi di persone vengono assegnati esclusivamente agli uragani. Quello che ancora di più stupisce e che quotidiani nazionali anche quelli prestigiosi accettino questo giochino dei nomi riportandoli anche in prima pagina. Nell’arco di un anno possono essere decine e decine i fenomeni di alta e bassa pressione che possono interessare il bacino del Mediterraneo, alla fine non basteranno più i nomi di personaggi storici o artistici per designarli tutti. Certo che il nostro Paese non finisce mai di far ridere il mondo, passiamo da personaggi politici che sperperavano denari pubblici per donnine, ostriche e champagne a giudici che ripropongono i tribunali della Santa Inquisizione contro la scienza, fino all’invasione di europei dell’est che bloccano i treni perché continuano a rubare i fili di rame senza che nessuno intervenga seriamente per fermarli. Ciliegina sulla torta sono poi i nostri esperti del tempo ( alcuni ) che vogliono rifondare la meteorologia mondiale. Insomma impariamo ad essere seri, a dare dignità al nostro Paese, altrimenti molti di noi alla fine saranno costretti a lasciare questa Italia e chiedere asilo politico magari all’Uganda. ********************************** DA ARPAT -TOSCANA Il Mare nostrum in deficit: l’impronta ecologica supera la biocapacità del Mediterraneo Testo a cura di  Debora Badii Presentati i risultati di uno studio sulle tendenze dell’impronta ecologica del Mediterraneo che ha impegnato il Global Footprint Network per due anni Organizzata dal Global Footprint Network e l’UNESCO, con la Fondazione MAVA, si è tenuta presso la sede di Venezia dell’UNESCO la conferenza internazionale Protezione e competitività per il Mediterraneo”. Lo studio mostra come l’aumento del deficit ecologico abbia dirette implicazioni non solo sullo stato del mare e sull’equilibrio ecologico in generale, ma anche sull’economia dei paesi costieri.  Secondo i relatori, la crisi finanziaria e l’attenzione alle riforme economiche hanno messo in secondo piano il problema del deficit ecologico della regione mediterranea, area di notevole importanza in termini geopolitici ed economici. Una valutazione puntuale del deficit ecologico della Regione e delle implicazioni che tale deficit comporta in termini di sicurezza economica a lungo termine, può rappresentare uno strumento utile a orientare le scelte future e invertire la tendenza attuale.   Il primo giorno della conferenza, lo scorso 1 ottobre, è stato dedicato all’esame del Rapporto.I paesi del Mediterraneo hanno quasi triplicato la loro domanda di risorse naturali rinnovabili e dei servizi ecologici dal 1961 a oggi. Questo implica la dipendenza da approvvigionamenti esterni, con conseguenze dirette sulla sicurezza degli approvvigionamento stessi e sull’ instabilità dei prezzi.  Gli accordi di partenariato con nazioni che dispongono di riserve ecologiche non sono risolutivi: l’aumento della concorrenza per accaparrarsi risorse naturali, sempre più limitate e richieste, mette in posizione critica i paesi con minore potere d’acquisto, rendendo la situazione complessiva problematica e instabile.  In sintesi, queste le conclusioni della relazione:   la domanda supera l’offerta. In meno di 50 anni la regione mediterranea ha quasi triplicato le richieste di risorse e servizi ecologici:  il deficit ecologico è aumentato del 230 per cento;la domanda di risorse è collegata al reddito del paese e dei cittadini. Più il reddito complessivo è alto, tanto maggiore è la domanda di risorse e servizi ecologici e il consumo pro capite.  Tre soli paesi hanno assorbito, nel 2008, più del 50 per cento del totale: Francia, 21%; l’Italia, 18%, Spagna, 14%. Anche in altri paesi, qualche anno fa considerati paesi riserva, si registrano inversioni di tendenza. È il caso dell’Algeria, Libia, Marocco, Siria, Tunisia e Turchia passati da paesi riserva nel 1961 a paesi attualmente in deficit ecologico.  Un peggioramento complessivo riguarda un po’ tutti i altri paesi del Mediterraneo, anche se  in modo variabile. Agli opposti Cipro, con il record della crescita del deficit, e la Giordania, con il tasso minore. Il Montenegro resta forse l’unico creditore ecologico nella regione, ma i dati forniti non sono completi e in ogni caso anche se la sua riserva si sta riducendo;i più grandi debitori ecologici della regione mediterranea, sempre al 2008, ossia i cinque paesi  con il più alto deficit ecologico totale, sono l’Italia, Spagna, Francia, Turchia ed Egitto;il Portogallo [paese che non si affaccia sul Mediterraneo, ma che è stato incluso nel rapporto perché la sua economia è strettamente legata a questa area] è stato l’unico paese nella regione del Mediterraneo ad aver sensibilmente ridotto il suo deficit ecologico negli ultimi anni (-18% tra il 1998 e il 2008), ma il disavanzo pro capite del paese è ancora superiore alla media regionale;l’impronta ecologica totale della regione mediterranea ha superato la biocapacità locale, la capacità degli ecosistemi di fornire risorse e servizi, di oltre il 150 per cento. Il secondo giorno della conferenza, a invito, è stato dedicato a esplorare come le conclusioni dello Studio possano risolversi in risposte attive: da interventi politici mirati fino alle riforme dei sistemi di istruzione. Da un lato, quindi, approcci sistemici dei governi; dall’altro azioni per  un “one-planet thinking”, cioè per favorire la diffusione di un pensiero unico e condiviso sul Pianeta, attraverso programmi educativi e campagne di sensibilizzazione per mobilitare i responsabili politici e la società civile.  ********************************** TREMA IL POLLINO….CON UNA MODESTA SCOSSA DI APPENA 5 GRADI RICHTER IL 40% DELLE ABITAZIONI E’ DIVENTATO INAGIBILE. DA TUTTO CIO’ ESISTE L’OPPORTUNITA’ DI FAR RIPARTIRE LA MACCHINA PRODUTTIVA ITALIANA. di Gabriele La Malfa Secondo i soliti catastrofisti le scosse di terremoto di questi giorni tra la Calabria e la Basilicata sono la premessa per altre pericolose manifestazioni sismiche nella penisola. Ma chi l’ha detto? Non è la prima, né sarà l’ultima volta che ci saranno terremoti da noi, ma nessuno può sapere quando potranno verificarsi soprattutto quelli seri oltre o vicino a magnitudo Richter 7. Fenomeni sismici lungo la media e bassa dorsale appenninica sono una costante, non a caso l’autostrada A3, la Salerno Reggio Calabria, resta sempre un cantiere aperto, proprio per fenomeni di assestamento geologico ( La nostra penisola geologicamente è una terra giovane e, quindi, soggetta a continui assestamenti). L’Italia, non dobbiamo mai dimenticarcelo, insieme alla Grecia e alla Turchia, rappresenta nel bacino del Mediterraneo anche il confine tra due grandi placche tettoniche, quella africana e quella euroasiatica. Quella africana spinge verso nord mentre quella euroasiatica cerca di resistergli , da qui tutti i problemi connessi alla sismicità del nostro Paese. Il nostro pianeta, per fortuna, è un pianeta vivo e quindi dinamico che muove la crosta terrestre (litosfera) su un grande mare di materiale semi fuso conosciuto come mantello. Quindi niente predizioni funeste, nessun segno che il terremoto del Pollino sia l’inizio di una catastrofe geologica italiana. Tuttavia non bisogna neppure dimenticare, come abbiamo già detto, che viviamo in una zona del pianeta interessata dallo scontro di due grandi placche tettoniche. Detto questo dobbiamo, invece che restare immobili ad aspettare altri fenomeni sismici, cercare di prendere in mano questo aspetto e trasformarlo in opportunità. Un modo anche per uscire fuori da questa profonda stagnazione finanziaria ed economica che angoscia il nostro Paese. Come? In Italia, proprio per la sua storia che affonda le radici dalle popolazioni Appenniniche di 4000 anni fa fino ad oggi, esistono interi paesi costruiti con tecniche di oltre mille anni fa, e cioè senza fondamenta o con strutture murarie precarie. Basta un sisma di appena 5 gradi della scala Richter, che farebbe il solletico alle strutture abitative giapponesi, per far crollare da noi case e monumenti. Preso atto di ciò i nostri governi invece di annichilirci con tasse e gabelle insostenibili, senza darci speranze per il futuro, potrebbero, chiedendo aiuto anche alla Comunità europea, avviare una colossale opera di risanamento dei nostri paesi medioevali, consentendo di mettere in sicurezza abitazioni e monumenti. Sarebbe un’opera che durerebbe molti anni, ma che darebbe respiro all’imprenditoria edilizia italiana, dando da lavorare ad almeno 100.000 persone. Quindi il rischio sismico in Italia potrebbe essere, invece di un continuo lamento, un’opportunità per uscire da questa crisi. ********************************** Questo servizio è stato curato da Accademia KRONOS nazionale con la collaborazione di: Debora Badii, Gabriele La Malfa, Filippo Mariani, Pietro Ricciardi Questo servizio viene proposto ogni lunedì mattina nel sito dell’Associazione: www.accademiakronos.it nella voce SOS CLIMA ; nonché inviato gratuitamente ogni domenica a giornali, riviste e istituti universitari accreditati. Questo servizio può essere inviato gratuitamente a chiunque lo richieda. La redazione di questo bollettino o newsletter meteoclimatico sarebbe lieta d’accogliere qualche studio o osservazione vostra, quindi contattateci. Accademia KRONOS – 0761.093080 – ak@accademiakronos.it
Notizie tratte da OcchioViterbese.it – Visita il sito dell’Autore

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Ultima modifica lunedì, 29 ottobre 2012 02:20