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“Si è persa una grande occasione, io credevo al progetto di una lista unica Monti sia alla Camera sia al Senato. C’è un grande mondo che non si riconosce né con la sinistra soprattutto se condizionata dalle componenti estreme, né con l’antipolitica né con Berlusconi. Avevo dato la mia disponibilità a candidarmi, senza pretese di ruoli presenti o futuri. Durante la riunione hanno prevalso le posizioni di Italia Futura, di Montezemolo, di Riccardi, di Casini. Ho preso atto e me ne sono tirato fuori, ma non farò mancare il mio sostegno a Monti”. In una lunga intervista al Corriere della Sera Corrado Passera, ministro dello Sviluppo, spiega le ragioni che lo hanno spinto a “rompere” con il Proff. Lui non ha mai digerito il compromesso che ha messo insieme Monti,Casini & C. . “Non si è creata quella nuova formazione forte e chiara che io auspicavo ma un insieme di liste collegate che certamente faranno un buon lavoro, rimanendo però esposte alle vecchie logiche di corrente”. Quando il direttore del Corriere della Sera gli chiede se abbia reagito così perché si è sentito un po’ messo in disparte, lui risponde: “Monti mi aveva chiesto di assisterlo in un ruolo di coordinamento ma avevo legato l’accettazione al progetto di lista nuova e unica”. Per quanto riguarda altre potenziali candidature come quella della Lega e del Pdl, Passera rispondo di non essere mai stato contattato. 

 

Agenda più coraggiosa Secondo il ministro la salita in politica di Monti è stato un gesto di “coraggioso civismo. Ha   Ha fatto ciò che era giusto, non quello che forse era per lui personalmente utile. Monti in questo senso è uomo di passione, non un freddo” ma quando il direttore del Corriere Ferruccio de Bertoli gli chiede se lui ritiene che tale scelta  del presidente del Consiglio non sia una soluzione politica all’altezza di ciò che ha rappresentato il suo esecutivo, lui risponde: “È una buona sintesi”. Passera spiega che avrebbe voluto un’Agenda più coraggiosa. E spiega: “Mi è dispiaciuto non rivedere richiamato con più forza, anche nei simboli, il concetto di Agenda per l’Italia, anche se sul tema dei contenuti sicuramente si sarebbe potuto lavorare a una piattaforma più completa. Siamo tutti d’accordo che non serve un Monti bis, ma un percorso di lavoro per i prossimi cinque-dieci anni che costruisca anche un modello di società nel quale i cittadini possano riconoscersi. Una società più dinamica, ma anche più coesa e dove il privato profit, il privato non profit e il pubblico condividano le responsabilità dello sviluppo sostenibile”.

Niente tasse Secondo Passera dovrebbe essere più chiaro “l’impegno a unon aumentare la tasse, anzi a ridurli. ” No, quindi, a una nuova patrimoniale. Alleggerire il carico fiscale per le famiglie con redditi bassi e con figli e per le imprese che investono in innovazione e internazionalizzazione e soprattutto che assumono, attraverso un nuovo contratto di inserimento e reinserimento da mettere a punto. La spesa pubblica va ripensata e tagliata con interventi strutturali profondi. Valorizzato lo sconfinato patrimonio pubblico formato da terreni, immobili, partecipazioni, crediti, al fine di trovare le risorse per lo sviluppo e facilitare la riduzione del debito. Ecco un capitolo sul quale il nostro governo non ha avuto il tempo,  e forse la determinazione, per portare risultati soddisfacenti».E ancora: “Si deve fare sicuramente di più per i beni culturali e ambientali e a favore del terzo settore in tutte le sue forme; c’è un tessuto fitto e prezioso di economia sociale, di sussidiarietà, che forma un capitale sociale italiano ineguagliabile”. 


Famiglia, scuola, spesa pubblica Passera dice di condividere e apprezzare il richiamo alla centralità del ruolo femminile ma sul tema della famiglia obietta: “Si continua a sottovalutare l’enorme pressione che si accumula sulle famiglie a basso e medio reddito. Se una donna che vuole lavorare non riesce a trovare un asilo nido per i figli ogni discorso sull’occupazione appare inutile. Se non garantiamo servizi adeguati agli anziani non possiamo dirci un Paese civile. E lo stesso discorso vale per la scuola a tempo pieno, per la sanità di prossimità”. E ancora, per quanto riguarda l’apparato dello Stato: “Ripensamento totale di tutte le strutture intermedie, non solo le Province. Bilanci consolidati, certificati e confrontabili per ogni entità pubblica. Commissariamento, vero non finto, di ogni ente che non rispetta le regole; riduzione drastica di tutte le assemblee elettive locali e centrali. Si può fare molto, molto di più di quanto non si creda per migliorare il nostro federalismo. Le resistenze incontrate anche dal nostro governo sono state formidabili, veti a tutti i livelli, spesso eravamo circondati da sguardi divertiti e poco indulgenti dei dirigenti pubblici, ma quando si riusciva ad ottenere qualche risultato, l’effetto positivo era perfino contagioso. Nella pubblica amministrazione ci sono tanti talenti e persone fiere di servire lo Stato. Dobbiamo dare loro fiducia con il buon esempio. Le Poste per me sono diventate una specie di metafora dell’Italia che in pochi anni può passare dalle ultime posizioni alle prime in Europa”.

 

L’account twitter Sul suo futuro Passera lascia aperte tutte le possibilità: “«Ho ricominciato daccapo tante volte e sono pronto a rifarlo. Voglio continuare a dare un contributo a questo Paese. Come? Si vedrà, tutto è aperto.  Da ogg, lunedì 7 gennauio, è attivo l’account twitter del ministro @corradopassera, papà di Sofia, Luigi, Luce e Giovanni, marito di Giovanna, amante dell’Italia, ministro della Repubblica, attraverso il sociali network parteciperà al dibattito politico senza candidarsi. 



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Ultima modifica lunedì, 7 gennaio 2013 09:57

Grande successo per le Primarie a Ronciglione del Partito Democratico e di tutto il Centro Sinistra unito per l’Italia Bene Comune . Un lavoro che ha visto la partecipazione di varie forze politiche e della cittadinanza che con passione ha partecipato e seguito le varie fasi che hanno portato, ieri, alla vittoria del segretario nazionale del PD Pier Luigi Bersani. Un ringraziamento particolare va al lavoro svolto da tutti i volontari che hanno partecipato attivamente per far si che le operazioni, di iscrizione e di voto, andassero nel miglior modo possibile. Un augurio di buon lavoro al candidato Bersani e a tutte le forze del centro sinistra per i prossimi appuntamenti politici.Il segretario PD di RonciglioneSimona Gatto
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Ultima modifica lunedì, 3 dicembre 2012 10:53

“Roberto Maroni è l’uomo chiamato a correre in Lombardia per la Lega Nord. Una personalità di spessore, a cui auguriamo un buon lavoro nella costruzione di un progetto politico e amministrativo a uso e servizio del territorio”, così i leghisti del centro Italia raccolti nel partito Lega Federalista. “Maroni rappresenta una politica efficace, lo ha dimostrato con lo straordinario impulso nella lotta alla criminalità organizzata, dato quando era a capo del Viminale – commenta il coordinatore di Lega Federalista Umberto Fusco -. E’ una Lega più matura e pronta a sfide sempre più determinanti quella che si è venuta a consolidare negli ultimi mesi proprio intorno a Maroni. Ci sono tante realtà politiche in formazione anche al centro Italia che guardano al modello Lega. E’ proprio la territorialità, l’elemento capace di colmare la crisi d’identità della politica di oggi. Come Lega Federalista applaudiamo alla scelta di Lega Nord di puntare per la corsa al Pirellone su un politico di razza. Capace di dare sobrietà e un’immagine pulita della politica italiana”.
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Ultima modifica martedì, 13 novembre 2012 01:43

Matteo Renzi ha paura di bere il caffè come Sindona. Ieri ha concluso il suo tour elettorale in Sicilia in vista delle primarie. Alla domanda “prenderebbe un caffè con Massimo D’Alema?” ha risposto in modo piccato. “Sì ma lo preparo io”. Una di quelle rasi che davvero lasciano intendere parecchie cose. Renzi la butta in scherzo e precisa: ” Lo preparo io perche’ D’Alema ha detto una frase che mi ha molto colpito. Lui  e’ il presidente della Commissione Servizi segreti e ha detto: ‘quel ragazzo si fara’ male’. Se permettete, il caffe’ lo preparo io”. Insomma Renzi non si fida di “baffino” e soprattutto da quando ha a che fare con i servizi segreti. Si sa che D’Alema è sempre stato un’eminenza grigia della sinistra italiana. Un’ombra dalla quale Renzi proprio non vuole sentirne parlare. Come non vuole nemmeno mettersi al fianco di Crocetta appena eletto governatore del Pd. I due si erano già beccati subito dopo il voto siciliano. E in Sicilia Renzi ha cercato di sminuire il risultato di Crocetta. “Auguro buon lavoro a Crocetta senza dimenticare però che l’astensione del 53% è il dato più significativo di queste elezioni regionali”. Insomma il giovane rampollo di Palazzo Vecchio ne ha per tutti. E non le manda a dire. Ma mai chiedergli di fare due chiacchere davanti ad un caffè. Lui ama berlo in solitaria. Un pò come questa sua campagna per le primarie. Chissà se dopo il voto il caffè lo prenderà ancora dolce o amaro…


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Ultima modifica martedì, 6 novembre 2012 01:56