Posts Taggato ‘conferenza stampa’


Ecco le immagini di Nicola Cosentino durante la conferenza stampa a Napoli il giorno dopo l’esclusione dalle liste del Pdl. (foto Splash)



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Ultima modifica martedì, 22 gennaio 2013 05:56

Una così ampia auto sospensione, in piena campagna elettorale, è il sintomo di un apparato che a vari i livelli dimostra debolezza, mancanza di coordinamento. Tutto è calato dall’alto come del resto affermano intendere gli stessi interessati e come noi stessi abbiamo fin troppo sopportato. Certo è che in un momento come questo dove c’è chi nel centrodestra pensa a costruire un’alternativa credibile alla sinistra, questa è una situazione che non aiuta, anzi contribuisce a disorientare l’elettorato. Proprio ieri, in una affollatissima conferenza stampa, l’onorevole Guido Crosetto, intervenuto per la presentazione delle candidature alla Regione Lazio di Paolo Bianchini e di Alberto Cataldi, ha ribadito come proprio Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale, movimento fondato da lui, Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, sia nato non condividendo questo modo di fare e la sudditanza da Roma per decisioni importanti come le candidature alle Camere e alla Regione. Non ci rimane, quindi, che invitare, sì invitare, tutti gli auto sospesi a prendere coscienza di questa nuova ed importante opportunità, per distinguersi, aderendo al movimento Fratelli d’Italia, per riscoprire i valori di quel centrodestra nazionale in grado di rimettere in cammino la speranza di un intero territorio, il nostro, la Tuscia. Giuseppe Talucci PeruzziCapogruppo FdI in Comune Gianluca Mantuano Consigliere FdI in Provincia
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Ultima modifica venerdì, 18 gennaio 2013 01:47

Grillo in una conferenza stampa parla del simbolo “scippato” da altre due liste civetta che hanno presentato loghi molto simili in anticipo rispetto al M5S. Ora il movimento rischia di non essere ammesso alle elezioni. Grillo: “Oggi la democrazia è finita”.



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Ultima modifica sabato, 12 gennaio 2013 01:41

Roma, 11 gen. – (Adnkronos) – Avviare iniziative utili a promuovere la raccolta differenziata della frazione organica presente nei rifiuti urbani e a diffondere le corrette informazioni sulle plastiche biodegradabili e compostabili. Questa la principale finalità del Protocollo d’Intesa fra Anci, Assobioplastiche e Consorzio Italiano Compostatori.

I contenuti del Protocollo saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si svolgerà mercoledì 16 gennaio presso la sede Anci di Roma. Alla conferenza stampa interverranno Filippo Bernocchi, delegato Anci alle politiche energetiche e ai rifiuti, Leonardo Ghermandi, presidente del Consorzio Italiano Compostatori e Marco Versari, presidente di Assobioplastiche.



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Ultima modifica venerdì, 11 gennaio 2013 04:29

 

Ormai la campagna elettorale italiana si combatte anche in Europa. Tutti insomma sono autorizzati a mettere bocca sulle cose di casa nostra. E soprattutto chiunque può criticare Silvio Berlusconi. Serve solo quello. Mettere il Cav con le spalle al muro. E anche Josè Manuel Barroso , presidente della Commissione europea , non ha voluto perdere l’occasione per attaccare elegantemente Berlusconi. Durante una conferenza stampa a Dublino parla dell’Italia e sbotta: “E’ sleale accusare l’Unione europea davanti all’opinione pubblica per l’austerity. Le difficoltà dell’Italia vengono dal debito eccessivo fatto dai governi precedenti” e, ha aggiunto, “per l’irresponsabilità  dei supervisori nazionali”. Barroso è un fiume in piena e agli euroscettici risponde: “Le misure di austerity ci sarebbero con o senza l’euro, con o senza l’Unione europea”. Poi dopo aver attaccato i governi precedenti italiani, e quindi il Cav, prova anche a rilanciare e a difendere l’immagine dell’Unione europea: ”C’è il mito che la Ue impone politiche dure, ma non è vero. Molti portano questa posizione all’opinione pubblica. Ma questo è sleale, è necessario per riconquistare la fiducia, indispensabile per recuperare gli investimenti senza i quali non si può avere crescita”. 

 



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Ultima modifica giovedì, 10 gennaio 2013 07:26

In campagna elettorale il ritornello è sempre lo stesso. abbassare i toni. Certo, nessuno lo fa, ma Vittorio Sgarbi è uno di quelli che tengono il volume sempre al massimo. E quindi anche a un mese e mezzo dal voto. Intervenendo a una conferenza stampa di “Intesa popolare” a Montecitorio, il critico d’arte fifinisce “un’alleanza insensata” quella tra il premier Mario Monti e i centristi Casini e Fini. Nel mirino del critico d’arte e’, in particolare, il leader di Fli. “Chi c… lo vota Fini? – tuona – e’ un ex fascista che fascista non e’ piu’, sta con un nulla che e’ Monti e un democristiano che è Casini. Ha perso i voti che aveva e non ha conquistato quelli a cui aspirava”. Poi la parte migliore: Secondo lui, quello a cui ha dato vita il premier uscente è il movimento “di tre stronzi che vogliono i voti di Berlusconi senza di lui, aspirano ai voti del Cavaliere facendolo fuori dai giochi”.



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Ultima modifica giovedì, 10 gennaio 2013 04:25

 

L’accordo tra Berlusconi e Maroni avrà un effetto deflagrante sulle prossime elezioni. Inevitabilmente l’accordo impone una revisione dei numerosi sondaggi e soprattutto mette fortemente a rischio il “trio-sciagura” alla Camera. Intanto, grazie anche a una campagna elettorale  dirompente Silvio ha recuperato 10 punti nei sondaggi attestandosi tra il 18% e il 20% è evidente che dopo l’accordo gli scenari si modificano profondamente. Il rischio per il “Centrino”, ed è questo l’obiettivo di Berlusconi, è che fermi la sua corsa al 9,9% e, visto che la legge elettorale fissa al 10% lo sbarramento per le coalizioni, e Udc, Fli e Lista Civica Monti i così fuori dalla Camera dei Deputati. Fini, Casini e Monti potrebbero restare a secco alla Camera. Al momento la lista Monti è data all’11% (ma i calcoli sono da rifare alla luce dal ritrovato accorto tra Carroccio e Pdl), l’Udc è fermo tra il 4,5 e il 6% mentre Fli è sotto al 2%. Fini. presidente uscente della Camera, rischia di non entrarci più. 

Il “nodo” liste Si spiegherebbe così l’atteggiamento di Casini che punta direttamente al Senato di cui sogna la Presidenza. In questi giorni di lavori febbrili per la formazione delle liste, Mario Monti e il “selezionatore” Bondi stanno valutando moltissimi curriculma ma fanno fatica ad esprimere nomi forti. Ormai è questione di ore: le liste di candidati a sostegno di Mario Monti potrebbero essere completate mercoledì. I contatti tra il professore, Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini sono continui.  Un lavoro, portato aventi tenendo conto di ‘quotè riferite a ciascuna forza, ma senza forzature da manuale Cencelli. L’ultima parola spetta comunque allo stesso Monti che appare deciso a lasciare fuori chi non risponde ai requisiti illustrati nella conferenza stampa del 28 dicembre. Certamente la mancata candidatura di Bonanni, Passera, Catricalà, è stato un danno notevole per Monti che adesso rischia forte alla Camera. 

 



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Ultima modifica martedì, 8 gennaio 2013 04:04

votare foglia twitter1 Da oggi si vota per le primarie della cultura: con un tweet

Si stanno avvicinando a grandi passi le elezioni politiche con i suoi protagonisti e e i dibattiti. Ma ci sono degli argomenti che vengono ogni volta relegati agli ultimi posti nei programmi dei partiti: cultura, paesaggio, ambiente. Il Fai (Fondo Ambiente Italiano) lancia dunque oggi la sua proposta: facciamo le primarie della cultura. A partire da oggi 7 gennaio fino al 28, per tre settimane tutti i cittadini possono votare fra 15 temi (compreso quelli “verdi” come il consumo di suolo o la tutela del paesaggio) quelli più urgenti da affrontare per il  Belpaese. Per cambiare le cose dal “basso”, anche solo con un tweet di 140 caratteri. Perché se non si possono votare i parlamentari, si possono votare almeno le idee.

Dare il proprio voto è semplice: basta registrarsi su www.primariedellacultura.it e indicare fino a tre mozioni preferite. Si va dai fondi pubblici destinati alla cultura alle  politiche per lo sviluppo del turismo, dalla revisione delle norme che regolano il consumo di suolo, a misure che fermino lo svuotamento dei centri storici. Ogni tema viene sviluppato in una scheda di approfondimento sul sito delle primarie. Un gesto, quello del voto, che mette in prima fila gli italiani, soprattutto quelli che vogliono “salvare la cultura italiana boccheggiante dopo decenni di indifferenza” e “rendere lo straordinario patrimonio storico artistico e paesaggistico una ricchezza che più”. Lamentarsi insomma, non basta icon wink Da oggi si vota per le primarie della cultura: con un tweet

Ecco il messaggio video su VideoMediaset:

primariedellacultura video5 Da oggi si vota per le primarie della cultura: con un tweet

Clicca qui per vedere il videopromo della Primarie della Cultura del FAI

Al termine della sessione di voto delle primarie della cultura, emergerà una classifica: i cinque temi più votati saranno annunciati in una conferenza stampa e presentati ai candidati delle prossime elezioni politiche, in modo che essi si impegnino a renderle concrete.  ”Nei programmi elettorali dei partiti si parla di promuovere il turismo e il patrimonio storico e artistico – dichiara Ilaria Borletti Buitoni, presidente FAI - ma nessuno spiega come invertire una rotta che ha portato al disastro dei nostri beni culturali” ricordando che “un Paese senza Cultura è un Paese senza futuro”.  A Fiori&Foglie l’idea piace molto: e a voi?

Ps. L’iniziativa sembra avere successo: dal momento del lancio, si registrano già “ingolfamenti” sul server per il numero di accessi. Scomodo ma …buon segno!

Dal blog “Fiori e Foglie” curato da
Daniela Di Matteo – Visita il blog

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Ultima modifica martedì, 8 gennaio 2013 01:53

Roma, 8 gen. – (Adnkronos) – A partire dal 25 gennaio “tutti i rifiuti di Roma, Fiumicino, Ciampino e dello Stato della Città del Vaticano dovranno essere trattati negli impianti esistenti nel Lazio” perché “nella regione c’è capacità sufficiente” per risolvere il problema dell’emergenza e per non mandare più in discarica i rifiuti non trattati. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, nel corso di una conferenza stampa al ministero, in cui ha illustrato il decreto sulla gestione dei rifiuti della capitale, pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale e in vigore da oggi. Il decreto, in attuazione di quanto disposto dalla legge di stabilità di fine anno, punta a forzare le tappe sul riciclo e sul recupero di materia prima e di energia, a realizzare il pieno utilizzo della capacità produttiva degli impianti di trattamento meccanico-biologico del Lazio, alla gestione integrata secondo le direttive europee e le leggi italiane. “Mi aspetto delle battaglie”, dice Clini, ma se le istituzioni locali non applicheranno il decreto rifiuti di Roma “si rischia di fare gli interessi della malavita e far vincere l’illegalita’”.

Inoltre il decreto, ha aggiunto Clini, “impegna le autorità locali preposte alla gestione dei rifiuti e in caso di loro inadempienza interverrà il commissario”, incarico per il quale è nominato il prefetto Goffredo Sottile. In base al decreto, inoltre, le autorità competenti dovranno provvedere a completare entro il 15 febbraio le procedure di autorizzazione degli impianti di trattamento meccanico-biologico nella regione Lazio. Decorso inutilmente questo termine, sarà il commissario a provvedere entro i trenta giorni successivi ad adottare i necessari provvedimenti.

E ancora, il decreto, ha spiegato Clini, entro quindici giorni diffida le autorità competenti e le imprese a rendere operativo entro il 30 gennaio il piano per la raccolta differenziata nel comune di Roma, predisposto da Ama e Conai. Anche in questo caso Clini ha riferito che in base alla norma se non scatterà nei tempi previsti il piano di raccolta differenziata a Roma nei successivi trenta giorni saranno adottati i necessari provvedimenti. Stessi termini per le misure necessarie a favorire il recupero energetico dei rifiuti. “Il decreto -ha sottolineato Clini- scavalca la vecchia normativa riguardo le scelte della province di Roma e apre nuovi orizzonti per la gestione dei rifiuti della capitale”. La capacità di trattamento dei rifiuti nella regione Lazio è stata calcolata in base a numeri ufficiali, forniti dalla Regione e, ha sottolineato Clini, trasmessi al ministero dell’Ambiente il 24 dicembre scorso. Pertanto, ha continuato il ministro, “se sono ritenuti sbagliati ne dovrà rispondere chi li ha comunicati”. Stando quindi ai dati relativi agli impianti relativi agli impianti meccanico-biologico aerobico la potenzialità residua di trattamento nella regione è pari a oltre 930mila tonnellate l’anno da impianti esistenti, a fronte di una produzione di 1,8 milioni di tonnellate l’anno di rifiuti a Roma, cui si aggiunge un 30% di raccolta differenziata che riduce a 1,3 milioni di tonnellate l’anno i rifiuti della capitale. “La procedura parte da domani, in parallelo sarà ancora usata Malagrotta ma, per gli effetti di questo decreto e stando così le attività degli impianti esistenti, entro sessanta giorni si potrà tornare a regime”, ha detto il ministro. “Sulla base dei numeri, lavorando con questo programma che utilizza quindi impianti esistenti e la loro piena capacità, nei prossimi tre mesi dovremmo avere la dimensione reale di ciò che serve a Roma, non è quindi necessario far partire adesso i lavori per Monti dell’Ortaccio”, ha aggiunto ancora Clini.

Il decreto sui rifiuti di Roma impegna quindi direttamente le autorità locali preposte alla gestione e, ha ribadito il ministro Clini, in caso di loro inadempienza interverrà il commissario, considerando che la procedura di infrazione 2011-4021 riguarda in particolare il conferimento in discarica di rifiuti non trattati. Nel dettaglio, le autorità competenti hanno quindi in via prioritaria il compito di raggiungere la piena utilizzazione degli impianti di trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani esistenti nel Lazio che hanno una capacità autorizzata residua di trattamento, di completare le procedure in corso per l’autorizzazione degli impianti e di favorire il recupero energetico dei rifiuti urbani. In generale le autorità locali dovranno ridurre il quantitativo dei rifiuti urbani avviati a smaltimento attraverso il pieno utilizzo degli impianti esistenti nel lazio. Per quanto riguarda la città di Roma dovrà essere reso operativo il piano per la raccolta differenziata nel comune sottoscritto da Ama e Conai il 30 giugno scorso. Il decreto prevede quindi tempi molto stringenti per evitare che si determini un’emergenza rifiuti nelle capitale e nello stesso tempo anche per prevenire le sanzioni connesse alla procedura di infrazione europea.

“Il percorso e le misure individuate dal decreto consentono di allineare la gestione dei rifiuti di Roma e del lazio alle direttive europee e alle leggi nazionali, utilizzando al meglio gli impianti che esistono e che sono programmati nella regione”, ha spiegato Clini. “L’attuazione completa del decreto consentirà di riconsiderare la proroga di Malagrotta e la realizzazione di una discarica provvisoria a Monti dell’Ortaccio, perché gran parte delle ragioni che hanno portato a queste decisioni saranno superate dai risultati del decreto e – ha proseguito il ministro – secondo il decreto solo in caso di necessità, e limitatamente alle quantità che risulteranno dopo il riciclo e la piena utilizzazione degli impianti, potrà essere considerata la possibilità di individuare aree idonee per discariche”. “Le amministrazioni – ha concluso – devono seguire le indicazioni del decreto: se non le seguono saranno inadempienti e quindi sanzionabili e si tratta di sanzioni penali”.

Al ministro, ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno, “abbiamo sottolineato la necessità di fare una valutazione complessiva del ciclo dei rifiuti nella Provincia di Roma, e questo può evitare di esportarli fuori dalla Provincia, magari con un trattamento che per un certo periodo può essere fatto nell’ambito della regione ma avendo l’autosufficienza della Provincia di Roma”. Lo ha affermato il sindaco di Roma Gianni Alemanno al termine del vertice avuto con il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, sul decreto rifiuti di Roma. “E’ necessario pero’ che il commissario, con i suoi nuovi poteri, possa fare questa verifica. E io sono convinto -ha spiegato Alemanno- che se avviene questa verifica fino in fondo si può evitare Monti dell’Ortaccio. Nel frattempo si stanno facendo tutte le valutazioni sulla possibilità per trattare i rifiuti evitando di esportarli fuori dalla regione”. Il sindaco di Roma ha quindi voluto chiarire “un equivoco”. “Alle altre province del Lazio -ha detto ancora Alemanno- si chiede solo di trattare rifiuti ma questo verranno smaltiti nella provincia di Roma e, in particolare, nel primo periodo, a Malagrotta”.

“Le amministrazioni hanno otto giorni per verificare la capacità degli impianti altrimenti interverrà il prefetto con i poteri sostitutivi – ha detto la presidente dimissionaria della Regione Lazio, Renata Polverini – . Questa è una strada senza ritorno e oggi si mette in moto il meccanismo che dovrebbe portare alla chiusura definitiva dell’emergenza”.


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Ultima modifica martedì, 8 gennaio 2013 01:03

 

In attesa della lista e dei candidati, Mario Monti sfodera il suo simbolo: il candidato premier ne dà l’annuncio sul suo profilo twitter @SenatoreMonti. Appuntamento alle 18 con una conferenza stampa presso l’Hotel Plaza in via del Corso 12 a Roma. C’è il vestito, dunque, ma non ancora il contenuto della futura lista Monti, anche se nel frattempo c’è la corsa per salire sulla barca del Centrino (che per ora, stando ai sondaggi, somiglia più ad una zattera…). Gli ultimi sono gli ex Pd del neonato “Movimento dei Democratici Popolari” (MDP). I parlamentari d’orientamento cattolico del centrosinistra Adragna, D’Ubaldo, Fogliardi e Pertoldi intendono “rilanciare nelle realtà territoriali, comunitarie e professionali il protagonismo di tante forze diffuse nel vasto campo del riformismo e del solidarismo di matrice cristiana”. Naturalmente, auspicano si concretizzi l’ipotesi di una lista unica a sostegno di Monti, anche perché altrimenti che speranze avrebbero?

Il nome e la lista alla Camera – Il nodo, infatti, è sulla questione della lista unica e del simbolo. Il deputato Pdl Calderisi ha infatti rilevato come l’articolo 14 della legge elettorale proibisca a più sigle di presentare i medesimi riferimenti nei caretteri grafici contenuti all’interno dei simboli. In sostanza, Udc e Fli non potrebbero recare in calce al proprio simbolo il brand Monti giudicato da tutte le forze in campo ’strategico’ per il risultato finale. A giovarne sarebbe dunque solo la Lista Monti originale, il movimento Verso la Terza Repubblica di Luca Cordero di Montezemolo. Oggi, venerdì 4 gennaio, sul tema è intervenuto anche Pierferdinando Casini che ha spiegato come, probabilmente, non comparirà il nome di Monti nelle liste alla Camera (fatta eccezione per quella civica), ma che sarà lo stesso Monti a decidere in ultima istanza.

Manovre al Senato – Il presidente del Consiglio è al lavoro anche sul listone del Senato, passando al vaglio i bozzetti dei simboli e le ipotesi sul nome. Al momento sono 15 le simulazioni rimaste sulla scrivania del presidente del Consiglio dimissionario che dovrebbe decidere entro un paio di giorni. Andrea Riccardi, ministro della Cooperazione internazionale e gran ciambellano del professore, ha spiegato che, con ogni probabilità, sara “Con Monti per l’Italia” il nome scelto per la lista a Palazzo Madama. Ma Riccardi ha toccato anche una questione che rischia di diventare spinosa all’interno dei centristi, quella dei temi etici: Riccardi ha ribadito quanto detto dallo stesso Monti pochi giorni fa, e cioè che non è questo il momento di affrontare temi che, in ogni caso, saranno argomento di confronto parlamentare. 

 



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Ultima modifica venerdì, 4 gennaio 2013 06:39