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Giornalisti in politica. L’esercito è pronto. In parlamento la rassegna stampa la faranno dierttamente i candidati. Sono tanti. E i nomi delle penne di lusso riempiono le liste di tutti i partiti. L’ultima in ordine di tempo è quella di Augusto Minzolini che dovrebbe candidarsi nelle liste del Pdl. Ma nelle scorse settimane il piccolo esercito di cronisti che vuole una poltrona in parlamento ha buttato giù la maschera ed è approdato nei listoni. Maurizio Torrealta, giornalista di Rainews, e autore del libro “La Trattativa” va dierettamente nella lista di Antonio Ingroia. Sempre con l’ex pm c’è Sandro Ruotolo, uno della squadra di Michele Santoro. Con la lista arancione ci sono anche Saverio Lodato, giornalista dell‘Unità e Sandra Amurri de Il Fatto quotidiano. Nel Pd invece c’è Corradino Mineo, direttore di Rainews24. Mario Sechi ex direttore de Il Tempo va nella lista di Scelta Civica per Monti. ”Sono stati tre anni bellissimi, ma oggi è il mio ultimo giorno da direttore de Il Tempo”, ha detto Sechi lasciando il quotidiano. “La possibilità che mi viene offerta di servire il Paese è un onore”. Da aggiungere al “partito dei giornalisti” ci sono pure Massimo Mucchetti del Corriere della Sera che va con il Pd. Poi c’è anche Rosaria Capacchione che per il Pd sarà capolista in Campania e Oscar Giannino candidato premier per Fare per Fermare il declino. Voce fuori dal coro è quella di Enrico Mentana. Il direttore di Tg La7 bacchetta i colleghi e con un tweet afferma: “Cari Minzolini, Ruotolo, Mineo, Mucchetti, Giannino, Sechi. Del giornalismo si diceva ’sempre meglio che lavorare’.Della vostra scelta, pure”.



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Ultima modifica lunedì, 21 gennaio 2013 08:49

Anche le liste del Pdl sono ormai quasi cosa fatta. Le ultime notizie sui nomi le ha date Silvio Berlusconi in persona, intervistato a SkyTg24. In sintesi, i verdetti: Claudio Scajola e Marcello Dell’Utri fuori, come con tutta probabilità non correranno nemmeno Alfonso Papa, Mauro Milanese e Nicola Cosentino. Proprio su quest’ultimo, il Cavaliere spiega: “Gli ho chiesto un atto di generosità. Comunque – ha aggiunto – su di lui non c’è nulla, e la sua candidatura è ancora sub judice“. Margini per un ripensamento, insomma, ce ne sarebbero ancora, ma “Nick” è più fuori che dentro dalle liste della Campania.

Dell’Utri: “Resto a Santo Domingo” – Poi Berlusconi “archivia” altri due pezzi dal novanta del Pdl: “Dell’Utri e Scajola – ha spiegato – sono sicuramente fuori dalle liste”. Sciaboletta Scajola lo aveva annunciato sabato, in prima persona: “Mi ritiro perché non accetto più che la mia moralità sia messa sotto esame”. Quanto a Dell’Utri, il balletto pare essere terminato: anche il senatore non sarà candidato. E lui lo conferma: “Sì, faccio un passo indietro per il bene del partito, me lo ha chiesto Berlusconi. Resto qui – ha aggiunto -, a Santo Domingo, dove ho la casa. Ci andrò in vacanza se ci potrò andare”, ha spiegato in collegamento telefonico sempre con SkyTg24. Su Scajola, Berlusconi ha puntualizzato: “Ha fatto una dichiarazione, dicendo di volersi sottrarre ad un giudizio. E’ stata una scelta, direi generosa, quella di non candidarsi”.

“Monti? Un incapace” – Andando oltre alle liste, Berlusconi ha confermato che in caso di vittoria del Pdl Angelino Alfano sarà il candidato premier. Poi le risposte a Mario Monti: “Quello che afferma – ha dichiarato il Cav riferendosi all’intervista del Prof sul Corriere della Sera – è disdicevole e lontano dalla realtà. L’Italia sull’orlo del baratro? Una mascalzonata. L’Italia sul baratro ce l’ha portata lui, con il suo governo dei tecnici”. Silvio ha poi bacchettato Monti per aver detto che all’estero gli assicurano di non aver visto da tempo esponenti del governo italiano: “Io, nel Qatar non solo ci sono andato, ma sono amico dei leader del Qatar, ci tratto settimanalmente, ho venduto due giocatori al proprietario del Paris Saint Germaine”. Poi l’altra staffilata: “Quando Monti parla di incapaci si riferiva al suo governo”.



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Ultima modifica domenica, 20 gennaio 2013 02:41

Il ciclone Nicole Minetti ha travolto anche Napoli. Domenica 13 gennaio la consigliere del Pdl ha sfilato per Tuttosposi in un sexy abito bianco che poco lasciava all’immaginazione. All’evento, come riporta il Corriere della Sera, era presente anche l’assessore alle Pari opportunità del Comune Pina Tomasielli, che per protesta contro la presenza dell’ex igienista dentale del Cavaliere, ha deciso di andarsene.



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Ultima modifica lunedì, 14 gennaio 2013 01:49
Il ciclone Nicole Minetti ha travolto anche Napoli. Domenica 13 gennaio la consigliere del Pdl ha sfilato per Tuttosposi in un sexy abito bianco che poco lasciava all’immaginazione. All’evento, come riporta il Corriere della Sera, era presente anche l’assessore alle Pari opportunità del Comune Pina Tomasielli, che per protesta contro la presenza dell’ex igienista dentale del Cavaliere, ha deciso di andarsene.
Botta e risposta – “Non ho nulla di cui discutere con Nicole Minetti – ha spiegato l’assessore – noi non abbiamo niente a che vedere con l’idea di donna che lei personifica. Io non posso accettare il confronto con la Minetti per rispetto della mia storia, del mio passato e dei cittadini di Napoli”. Ma la Minetti non si è di certo lasciata condizionare da queste dichiarazioni e, prontamente, ha replicato: “La cosa non mi tocca e non mi interessa. Dico solo che ci vuole educazione nella vita. Avrà avuto le sue motivazioni, magari doveva andare in bagno”. 

Il principe azzurro – Ed è con l’abito bianco che Nicole si vuole andare all’altare: “Mi voglio sposare in chiesa in bianco; sogno il principe azzurro come tutte le donne e aspetto che mio padre mi accompagni all’altare”.


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Ultima modifica lunedì, 14 gennaio 2013 01:49

It’s a very peccato that Joseph Severgnini of «Corriere della Sera» don’t accept the candidatura that offered him Pier Luigi Bersani: we don’t riusciamo a capire the reason, and we’re very sorry for lui. Oddio: in really non ce ne give a fuck, ma Severgnini appartein to the same Order of our Jurnalist and ci pagano to write cazzate exactly come lui. Ergo, we don’t understand proprio: he has minga the problems that has others candidates of Pd as – for example – the vice-director of «Corriere della Sera», Maximum YoungBulls. Severgnini, in fact, is a sympathetic humorist, a popularizer, a teacher, he makes entertainment, he is a Enzo Biagi che ha studied in a international college (at Cremona) and its success is based on the original writings of travel, tourism, light but important things.

Leggi l’articolo integrale di Filippo Facci

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Ultima modifica mercoledì, 9 gennaio 2013 10:15

“Si è persa una grande occasione, io credevo al progetto di una lista unica Monti sia alla Camera sia al Senato. C’è un grande mondo che non si riconosce né con la sinistra soprattutto se condizionata dalle componenti estreme, né con l’antipolitica né con Berlusconi. Avevo dato la mia disponibilità a candidarmi, senza pretese di ruoli presenti o futuri. Durante la riunione hanno prevalso le posizioni di Italia Futura, di Montezemolo, di Riccardi, di Casini. Ho preso atto e me ne sono tirato fuori, ma non farò mancare il mio sostegno a Monti”. In una lunga intervista al Corriere della Sera Corrado Passera, ministro dello Sviluppo, spiega le ragioni che lo hanno spinto a “rompere” con il Proff. Lui non ha mai digerito il compromesso che ha messo insieme Monti,Casini & C. . “Non si è creata quella nuova formazione forte e chiara che io auspicavo ma un insieme di liste collegate che certamente faranno un buon lavoro, rimanendo però esposte alle vecchie logiche di corrente”. Quando il direttore del Corriere della Sera gli chiede se abbia reagito così perché si è sentito un po’ messo in disparte, lui risponde: “Monti mi aveva chiesto di assisterlo in un ruolo di coordinamento ma avevo legato l’accettazione al progetto di lista nuova e unica”. Per quanto riguarda altre potenziali candidature come quella della Lega e del Pdl, Passera rispondo di non essere mai stato contattato. 

 

Agenda più coraggiosa Secondo il ministro la salita in politica di Monti è stato un gesto di “coraggioso civismo. Ha   Ha fatto ciò che era giusto, non quello che forse era per lui personalmente utile. Monti in questo senso è uomo di passione, non un freddo” ma quando il direttore del Corriere Ferruccio de Bertoli gli chiede se lui ritiene che tale scelta  del presidente del Consiglio non sia una soluzione politica all’altezza di ciò che ha rappresentato il suo esecutivo, lui risponde: “È una buona sintesi”. Passera spiega che avrebbe voluto un’Agenda più coraggiosa. E spiega: “Mi è dispiaciuto non rivedere richiamato con più forza, anche nei simboli, il concetto di Agenda per l’Italia, anche se sul tema dei contenuti sicuramente si sarebbe potuto lavorare a una piattaforma più completa. Siamo tutti d’accordo che non serve un Monti bis, ma un percorso di lavoro per i prossimi cinque-dieci anni che costruisca anche un modello di società nel quale i cittadini possano riconoscersi. Una società più dinamica, ma anche più coesa e dove il privato profit, il privato non profit e il pubblico condividano le responsabilità dello sviluppo sostenibile”.

Niente tasse Secondo Passera dovrebbe essere più chiaro “l’impegno a unon aumentare la tasse, anzi a ridurli. ” No, quindi, a una nuova patrimoniale. Alleggerire il carico fiscale per le famiglie con redditi bassi e con figli e per le imprese che investono in innovazione e internazionalizzazione e soprattutto che assumono, attraverso un nuovo contratto di inserimento e reinserimento da mettere a punto. La spesa pubblica va ripensata e tagliata con interventi strutturali profondi. Valorizzato lo sconfinato patrimonio pubblico formato da terreni, immobili, partecipazioni, crediti, al fine di trovare le risorse per lo sviluppo e facilitare la riduzione del debito. Ecco un capitolo sul quale il nostro governo non ha avuto il tempo,  e forse la determinazione, per portare risultati soddisfacenti».E ancora: “Si deve fare sicuramente di più per i beni culturali e ambientali e a favore del terzo settore in tutte le sue forme; c’è un tessuto fitto e prezioso di economia sociale, di sussidiarietà, che forma un capitale sociale italiano ineguagliabile”. 


Famiglia, scuola, spesa pubblica Passera dice di condividere e apprezzare il richiamo alla centralità del ruolo femminile ma sul tema della famiglia obietta: “Si continua a sottovalutare l’enorme pressione che si accumula sulle famiglie a basso e medio reddito. Se una donna che vuole lavorare non riesce a trovare un asilo nido per i figli ogni discorso sull’occupazione appare inutile. Se non garantiamo servizi adeguati agli anziani non possiamo dirci un Paese civile. E lo stesso discorso vale per la scuola a tempo pieno, per la sanità di prossimità”. E ancora, per quanto riguarda l’apparato dello Stato: “Ripensamento totale di tutte le strutture intermedie, non solo le Province. Bilanci consolidati, certificati e confrontabili per ogni entità pubblica. Commissariamento, vero non finto, di ogni ente che non rispetta le regole; riduzione drastica di tutte le assemblee elettive locali e centrali. Si può fare molto, molto di più di quanto non si creda per migliorare il nostro federalismo. Le resistenze incontrate anche dal nostro governo sono state formidabili, veti a tutti i livelli, spesso eravamo circondati da sguardi divertiti e poco indulgenti dei dirigenti pubblici, ma quando si riusciva ad ottenere qualche risultato, l’effetto positivo era perfino contagioso. Nella pubblica amministrazione ci sono tanti talenti e persone fiere di servire lo Stato. Dobbiamo dare loro fiducia con il buon esempio. Le Poste per me sono diventate una specie di metafora dell’Italia che in pochi anni può passare dalle ultime posizioni alle prime in Europa”.

 

L’account twitter Sul suo futuro Passera lascia aperte tutte le possibilità: “«Ho ricominciato daccapo tante volte e sono pronto a rifarlo. Voglio continuare a dare un contributo a questo Paese. Come? Si vedrà, tutto è aperto.  Da ogg, lunedì 7 gennauio, è attivo l’account twitter del ministro @corradopassera, papà di Sofia, Luigi, Luce e Giovanni, marito di Giovanna, amante dell’Italia, ministro della Repubblica, attraverso il sociali network parteciperà al dibattito politico senza candidarsi. 



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Ultima modifica lunedì, 7 gennaio 2013 09:57

Scende in campo, Oscar Giannino, e si toglie qualche sassolino.”Il 2 gennaio a Roma ufficializziamo tutto, simbolo e liste. Il movimento Fermare il declino, fondato lo scorso agosto, diventa un partito, Fare“, è l’annuncio in una intervista al Corriere della Sera, dalle cui colonne parte l’attacco diretto a qualche centrista poco convinto: ”Montezemolo mi snobba – dice Giannino -, ‘una ventina di giorni fa spedimmo una lettera aperta a Monti” che non ha ricevuto risposta. ”Silenzio assoluto. Così il giorno dopo il suo discorso di Natale, capito che faceva sul serio, decidemmo di muoverci ufficialmente telefonando a Palazzo Chigi chiedendo ufficialmente di essere ricevuti” ma ”zero, come se non esistessimo”. Forse, aggiunge ”a Monti secca che nel nostro programma ci sia qualche cifra, qualche numeretto”, mentre leggendo l’Agenda Monti ”trovi solo tante belle chiacchiere”. Al momento ‘’stiamo al 2,5%. andiamo forte al Nord” ma ”con questo schifo di legge elettorale o riusciamo a fare un 4% alla Camera o in tre regioni dovremmo essere bravissimi a superare l’8%. In caso contrario la nostra sarà stata un’operazione di pura testimonianza”.



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Ultima modifica lunedì, 31 dicembre 2013 06:01

Un pacco di Natale clamoroso: per Veronica Lario pacco in senso di regalo, per Silvio Berlusconi invece significa fregatura. A tirargliela, naturalmente, il Tribunale di Milano che con una sentenza depositata proprio il 25 dicembre dalla Nona sezione civile ha fissato i termini della separazione non consensuale avviata nel 2009: il Cavaliere, scrive Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera, dovrà pagare 100mila euro al giorno di alimenti alla ex moglie, vale a dire 3 milioni di euro al mese, 36 milioni all’anno. In compenso, il leader del Pdl si terrà il patrimonio immobiliare (a cominciare dalla villa di Macherio, valutata 78 milioni) e non cederà pezzi del proprio impero societario.

Gossip e veleni – La rottura tra Berlusconi e la Lario risale alla tarda primavera del 2009, con l’ormai mitica lettera inviata da Veronica niente meno che a Repubblica, il giornale più duro e critico con l’allora premier. Era appena scoppiato il caso Noemi Letizia, la minorenne napoletana al cui compleanno aveva partecipato anche lo stesso Berlusconi. Frequentazioni chiacchierate (compresa quella con il ministro Mara Carfagna) cui la Lario decide di ribellarsi in modo eclatante, aprendo di fatto una ferita non tanto privata quanto politica. Quell’estate aprirà anche il declino del governo di centrodestra, in una serie di addii, processi, scandali ed intercettazioni. 

Il patrimonio non si tocca – La domanda di divorzio ufficiale risale al 3 maggio 2009 e le richieste di Veronica sono esose: 43 milioni l’anno, mentre Berlusconi non vuole andare oltre i 300mila euro al mese, dieci volte di meno. In ballo c’è anche Villa Belvedere a Macherio, proprietà di valore e soprattutto costosa, dato che secondo il Cav le spese di manutenzione ammonterebbero a 1,8 milioni al mese. La sentenza del Tribunale di Milano, in quanto a liquidi favorisce decisamente la moglie ma perlomeno i due ex coniugi hanno trovato un punto d’accordo: niente richiesta di “addebito di colpa” reciproco.

 



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Ultima modifica venerdì, 28 dicembre 2012 11:32
Silvio Berlusconi annuncia una domenica di tuoni e fulmini: oltre agli interventi a Domenica In su Raiuno nel primo pomeriggio e, in serata, a In Onda su La7, il Cavaliere starebbe pensando anche ad una conferenza stampa ad hoc per replicare alle pesantissime accuse rivoltegli dal premier dimissionario Mario Monti nel suo discorso d’addio (ma non tanto) a Palazzo Chigi. Nel frattempo alle 16 lo show inizia già a Domenica In, intervistato da un incalzante Massimo Giletti. Il conduttore lo interrompe spesso, gli fa domande pungenti, l’editorialista del Corriere della Sera Massimo Franco, in collegamento, punzecchia il Cav e Berlusconi, visibilmente irritato, esplode: “Lei mi deve fare parlare, siamo in campagna elettorale e non è accettabile il suo atteggiamento. Mi alzo e me ne vado”. Poi la crisi diplomatica rientra, con Giletti che convince il leader Pdl a sedersi nuovamente.


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Ultima modifica domenica, 23 dicembre 2012 05:09

 

Novantatre miliardi di visualizzazioni e 735mila filmati vietati ai minori. Sono i numeri record di Youporn e del sito collegato Xhamster raccolti dal motore di ricerca per video hot Pornwatchers. Dal 2006 a oggi, riporta il Corriere della Sera, i fan del sito hanno trascorso 1,2 milioni di anni a guardare le immagini hard. A conti fatti, se gli utenti fossero i 7 miliardi di abitanti sulla Terra, sarebbero 14 i filmati visti per ognuno.

Dietro il porno online si cela la più numerosa e attiva comunità, basti pensare che ogni mese vengono caricati dalle due piattaforme oltre 22mila nuovi video. Eppoi ci sono i siti a pagamento, il 10 per cento di tutto il web, ovvero 25 milioni di siti hard, i download di file (il 35% sul totale è a tripla x), le webcam girl.

 



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Ultima modifica sabato, 22 dicembre 2012 10:59