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tassarifiuti23Il Senato ha approvato a larga maggioranza il decreto sui rifiuti che consente di far pagare la prima rata della Tares a luglio e non ad aprile. Il decreto, che riguarda anche la proroga per il commissario che si occupa del naufragio della Costa Concordia, passa alla Camera.

Sulla Tares e’ stato raggiuno un compromesso: l’entrata in vigore della tassa non slitta a luglio, come chiesto stamane dalla commissione Ambiente, ma slitta a luglio il pagamento della prima rata, fissato ad aprile. L’aula approva il nuovo emendamento, mentre il governo si rimette all’Aula. L’emendamento, approvato all’ unanimita’ stamane in commissione Ambiente, prevedeva inizialmente lo slittamento dall’1 gennaio all’1 luglio dell’avvio della Tares ma era stato bocciato dalla commissione Bilancio per mancanza di copertura. Sulla nuova versione e’ arrivato il nullaosta della commissione Bilancio e il governo, con il sottosegretario Tullio Fanelli, non si e’ opposto. Secondo il presidente della Commissione Ambiente Antonio d’Ali, che aveva presentato la modifica che rinviava a luglio l’introduzione della nuova tassa sui rifiuti, con questa soluzione di compromesso non si mette in discussione l’entrata in vigore della Tares ma ”si da’ al nuovo Governo la possibilita’ di rivedere l’intera normativa in tempi utili”.

Fonte:www.ansa.it

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Ultima modifica giovedì, 17 gennaio 2013 11:46

Il decreto sui rifiuti oggi attende dunque di essere votato dall’aula. La Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato, nell’ambito dei lavori sul cosiddetto “Dl Rifiuti” ha detto sì all’emendamento di D’Alì. A riferirlo è stato lo stesso relatore al termine dell’esame del provvedimento che oggi dovrà passare all’esame del Senato.

In cosa consiste? La Tares è una vera e propria imposta comunale, che deve essere corrisposta da chi è in possesso doi locali o aree scoperte che possono produrre rifiuti urbani, ma dovrà pagarla anche di chi occupa o detiene edifici e locali a qualsiasi titolo e per qualsiasi uso. Una tassa che racchiude in sé sia i costi legati allo smaltimento dei rifiuti sia quelli del servizio di gestione. La prima rata, prevista per aprile, potrebbe dunque slittare a data da destinarsi se il Senato dovesse dare parere positivo.

Il sottosegretario all’Ambiente Tullio Fanelli dovrà adesso esprimere il parere in Aula dopo aver ascoltato quello della commissione Bilancio. Un sì espresso all’unanimità, come ha sottolineato il presidente della Commissione Ambiente: “Per noi la Tares, come è stata impostata, costituisce una ulteriore imposta sulla casa a cui siamo assolutamente contrari. Riteniamo che sia opportuno che della vicenda si occupi il prossimo governo“.

La scelta di rinviare l’entrata in vigore a luglio è legata al fatto che presto l’esecutivo dovrà passare la mano. Sarà dunque il nuovo governo eletto a febbraio a farsi carico di questa ulteriore tassa che graverà sulle tasche degli italiani.

Oltre al rinvio della Tares, del decreto fanno parte altre proroghe al 31 dicembre 2013 di gestioni commissariali, tra cui quella relativa al naufragio della Costa Concordia e all’emergenza rifiuti a Roma. Per quest’ultima sarebbero stati individuati i 4 impianti Tmb dove saranno fatti convogliare i rifiuti indifferenziati prodotti a Roma, Fiumicino, Ciampino e Città del Vaticano. Si tratta dei siti situati ad Albano Laziale, Viterbo, Colfelice e Castelforte.

Francesca Mancuso

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Ultima modifica mercoledì, 16 gennaio 2013 08:07

Un anno dalla tragedia della Costa Concordia. Un naufragio che ancora è vivo nel ricordo dei passegegri che quella notte riuscirono ad arrivare sull’isola del Giglio. In questi dodici mesi i lavori attorno allo scafo sono proseguiti con l’obiettivo di far tornare in funzione la nave entro il mese di luglio. Le polemiche non sono finite. Qualcuno accusa la Costa Corciere di aver dato l’ordine a Schettino di intrapendere la rotta che portò al naufragio. In un’ intervista alla Stampa il direttore generale, Gianni Onorato, respinge le accuse e fa tre domande: “Perchè la nave era vicino alla riva; perchè era in qualla posizione di notte; e perchè andava a una velocità di 16 nodi?”. 

Il ricordo e i lavori - Intanto domani sull’isola arriveranno i parenti delle 32 vittime del disastro della Concordia. Tutta l’isola si stringerà attorno a loro per una commemorazione. In mattinata è arrivato al Giglio il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, impegnato in un incontro con i cittadini, punto di partenza di una due giorni di commemorazioni. Già presenti anche i primi naufraghi, che un anno fa si trovavano sulla nave da crociera. Il consiglio dei Minisitri ha prolungato lo stato di emergenza nazionale per permettere le operazioni di rimozione della nave. ”Operazioni di rimozione e trasferimento della nave non sono semplici. Niente ritardi, vista la complessità delle cose”, ha affermato Gabrielli. Il Capo della Protezione Civile ha anche parlato dell’azienda che si sta occupando dei lavori di rimozione: “Una parte privata che ha dimostrato grande serietà”. E ricorda di avere scritto al Governo pochi giorni dopo il naufragio, per spiegare proprio che l’impresa stava svolgendo un buon lavoro. L’alternativa – secondo il capo della Protezione Civile – era che lo Stato anticipasse 400 milioni di euro. Poi ribadisce: “Non abbiamo mai nascosto un dato”.



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Ultima modifica sabato, 12 gennaio 2013 04:41

 

Un anno dalla tragedia della Costa Concordia. Un naufragio che ancora è vivo nel ricordo dei passegegri che quella notte riuscirono ad arrivare sull’isola del Giglio. In questi dodici mesi i lavori attorno allo scafo sono proseguiti con l’obiettivo di far tornare in funzione la nave entro il mese di luglio. Le polemiche non sono finite. Qualcuno accusa la Costa Corciere di aver dato l’ordine a Schettino di intrapendere la rotta che portò al naufragio. In un’ intervista alla Stampa il direttore generale, Gianni Onorato, respinge le accuse e fa tre domande: “Perchè la nave era vicino alla riva; perchè era in qualla posizione di notte; e perchè andava a una velocità di 16 nodi?”. 

Il ricordo e i lavori - Intanto domani sull’isola arriveranno i parenti delle 32 vittime del disastro della Concordia. Tutta l’isola si stringerà attorno a loro per una commemorazione. In mattinata è arrivato al Giglio il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, impegnato in un incontro con i cittadini, punto di partenza di una due giorni di commemorazioni. Già presenti anche i primi naufraghi, che un anno fa si trovavano sulla nave da crociera. Il consiglio dei Minisitri ha prolungato lo stato di emergenza nazionale per permettere le operazioni di rimozione della nave. ”Operazioni di rimozione e trasferimento della nave non sono semplici. Niente ritardi, vista la complessità delle cose”, ha affermato Gabrielli. Il Capo della Protezione Civile ha anche parlato dell’azienda che si sta occupando dei lavori di rimozione: “Una parte privata che ha dimostrato grande serietà”. E ricorda di avere scritto al Governo pochi giorni dopo il naufragio, per spiegare proprio che l’impresa stava svolgendo un buon lavoro. L’alternativa – secondo il capo della Protezione Civile – era che lo Stato anticipasse 400 milioni di euro. Poi ribadisce: “Non abbiamo mai nascosto un dato”.

 



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Ultima modifica sabato, 12 gennaio 2013 04:41

365 dopo l’incidente cosa è cambiato? Non molto lamentano le associazioni ambientaliste. Altri disastri, anche se meno gravi, si sono verificati nel corso del 2012, come il 1° giugno quando un nave cargo turca, la Mersa2, si è arenata di fronte all’Isola d’Elba. Fino all’ultimo, lo scorso dicembre quando un traghetto della Grimaldi dopo aver attraversato il Santuario dei Cetacei, ha perso al largo di Palermo una decina di tir e semirimorchi a causa del forte vento.

Greenpeace ha subito chiesto chiarimenti sulle conseguenze ambientali al Ministero dell’Ambiente e del Mare, ma dopo oltre un mese l’associazione non ha ricevuto alcuna risposta. E dovrebbe far riflettere che il decreto salva-rotte che prescrive norme per evitare la dispersione in mare di carichi pericolosi sia nato solo a seguito di un disastro.

La popolazione del Giglio, e tutti gli amanti di questo splendido mare, attendono la rimozione del relitto, che continua a essere rinviata. Le operazioni di recupero del carburante sono state fortunatamente condotte a termine senza incidenti ma la nave è comunque un contenitore di sostanze pericolose, come rilevato da un nostro rapporto” ha spiegato in un comunicato Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia.

Greenpeace, nel corso di un sopralluogo svolto i primi d’agosto, ha inoltre scoperto che lo scafo rilascia in mare, in profondità, un “materiale torbido” nel quale sono state rilevate deboli tracce di contaminazione, in particolare di ritardanti di fiamma.

Anche Legambiente lamenta la lentezza dello stato dei lavori per la rimozione del relitto. Queste le parole del presidente Vittorio Cogliati Dezza: “I continui ritardi e gli slittamenti nei tempi dei lavori di messa in galleggiamento e rimozione della Concordia, necessitano di spiegazioni precise. Le preoccupazioni a riguardo sono purtroppo quelle che da tempo Legambiente sta esprimendo. I rallentamenti dovuti anche alle trivellazioni e alle fessurazioni del granito rendono la tempistica sempre meno chiara. Chiediamo per questo maggiore chiarezza sui problemi riscontrati, sulla situazione che si sta delineando e sulla necessità di approntare da subito un serio piano d’emergenza, soprattutto alla luce dell’ennesimo ritardo annunciato che farà slittare il galleggiamento dopo settembre 2013”.

Oltre ai rischi ambientali, Legambiente ha puntato il dito contro l’aumento dei costi di intervento (oltre il 25%) che supera i 400 milioni di dollari. Continua: “Bisogna anche accelerare i tempi di rimozione del relitto dalle acque dell’Isola del Giglio e ripristinare al più presto l’ecosistema marino. Infatti i continui ritardi non fanno altro che aumentare il rischio di pericolosi sversamenti in mare dell’enorme quantità di sostanze tossiche presenti nella città galleggiante. Lo scafo del relitto continua a deformarsi e periodicamente assistiamo alla fuoriuscita di sostanze inquinanti. Per quanto riguarda lo spostamento della nave è necessario portarla a Piombino, che è il porto più vicino, e non a Palermo o in altre città lontane, così da ridurre al massimo il pericolo di inabissamento”.

Francesca Mancuso

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Ultima modifica venerdì, 11 gennaio 2013 07:41

costa rimozIl ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha detto oggi che la Costa Concordia tornerà a galleggiare l’autunno prossimo e non a primavera, come era stato previsto inizialmente. La nave da crociera è ancora arenata a poche decine di metri dalle coste dell’Isola del Giglio, dal 13 gennaio 2012. Nel naufragio morirono 32 persone e Francesco Schettino, l’ex comandante, è stato accusato di essere uno dei principali responsabili del disastro, per aver deciso di far passare la grande nave a pochi metri dall’isola per effettuare un “inchino”, un saluto ravvicinato ai suoi abitanti.

Lo slittamento dei tempi è stato confermato anche dal presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, che ha detto che la nave dovrebbe essere trainata nel porto di Piombino, per le operazioni di smaltimento, entro settembre. Il porto di Piombino sembra però non essere in grado di accogliere la nave, a causa delle sue dimensioni attuali, aumentate dopo l’installazione dei cassoni necessari per il galleggiamento. Il progetto di rimozione è gestito dalla Titan-Micoperi, la società che si è aggiudicata la gara internazionale organizzata dalla Costa Crociere.

Maria Sargentini, presidente dell’Osservatorio sui lavori di rimozione della Costa Concordia, ha spiegato che le operazioni per rimettere la nave in asse dureranno almeno 36 ore: poi, serviranno circa 45 giorni per portare la nave in galleggiamento. Il 31 gennaio prossimo finirà lo stato di emergenza e il governo deve ancora prendere una decisione su come proseguire la gestione straordinaria delle operazioni di rimozione: Sergio Ortelli, sindaco del Comune di Isola del Giglio, ha chiesto al governo il prolungamento dello stato di emergenza, fino alla completa rimozione.

Fonte:www.ilpost.it

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Ultima modifica giovedì, 10 gennaio 2013 02:24

Arrabbiato e dispiaciuto, perché oltre al dolore si è sentito trattato “peggio di Bin Laden“. Il comandante Francesco Schettino, intervistato da La Stampa, si sfoga a un anno dalla tragedia dell’isola del Giglio quando, con lui al timone, la Costa Concordia naufragò causando la morte di 30 persone e 110 feriti. Da quel 13 gennaio 2012, il suo nome è finito in centinaia di ricostruzioni poco lusinghiere, oltre che al centro di un processo per disastro e strage: ”Sono stato dipinto peggio di Bin Laden, mentre il mio rammarico per quello che è successo è enorme – ha spiegato al quotidiano torinese -. Altrettanto onestamente rinnego l’immagine che mi hanno cucito addosso, ridicolizzando non solo 30 anni del mio lavoro, della mia esperienza in tutto il mondo, ma anche l’immagine del nostro Paese esposto alle critiche, spesso ingiuste, dell’intero pianeta”. Il comandante, che dice di provare un “dolore sincero, dal profondo del cuore” dà la sua versione dei fatti: “L’inchino? Tutti sapevano che per omaggiare l’isola si doveva passare più vicino. L’avevamo sempre fatto”. Leggerezza o no – sostiene -, non era solo colpa sua: “Quella sera non mi vennero fornite le informazioni esatte. Io posso avere pure sbagliato ma non ero solo”. D’altronde lui è stato il “presidente dei capitani della Costa Crociere, eletto da tutti ma ora mi sparano addosso”. 



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Ultima modifica lunedì, 7 gennaio 2013 10:00

Fa lo spaccone Francesco Schettino: “Non ce la dovete avere con me, perché io, con la mia manovra, ho salvato la vita a voi e a tantissimi passeggeri”. Lo ha detto in aula a Grosseto, l’ex comandante a una coppia di coniugi tedeschi, sopravvissuti al naufragio della Costa Concordia. Michael Lissem e sua moglie Angelika, intervistati da Sky Tg24, hanno raccontato di “aver avuto modo di parlare più volte col comandante Schettino. Gli abbiamo chiesto come stava e lui diceva che si sentiva proprio male, era agitato”. “Io ho detto a Schettino – ha affermato Michael – che mia moglie, qua presente, è stata male quella notte perché non sa nuotare. Ma lui ha repicato di aver fatto la manovra che ha consentito di salvarci la vita. Ha fatto capire che era stata la sua manovra a evitare una tragedia di più ampia portata”. Come avete visto Schettino in aula? “All’inizio ero molto arrabbiata con lui – ha risposto Angelika, ma oggi che l’ho visto di persona ho in parte cambiato opinione”. Per la donna, l’ex comandante “ha dimostrato di avere un lato umano e mi è sembrato più simpatico, mentre prima mi sembrava molto più scostante e antipatico”. 

Il processo - Oggi si sta svolgendo al Teatro Moderno di  Grosseto l’udienza per l’incidente probatorio sulla scatola nera della  Costa Concordia. Come ieri, anche oggi è presente in aula l’ex comandante della nave, Schettino. In abito grigio, Schettino  è sceso dalla sua auto ed è entrato da un ingresso secondario, riuscendo a evitare i giornalisti. Per tutta la settimana, accusa, difesa e rappresentanti delle parti offese ascolteranno i risultati del lavoro condotto dai periti per rispondere ai 50 quesiti posti dal gip Valeria Montesarchio, al fine di fare chiarezza sulla dinamica del naufragio. In aula, oltre ai nove indagati con i loro difensori, ci sono il  procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio e i sostituti Alessandro Leopizzi, Maria Navarro e Stefano Pizza, oltre a 125   avvocati difensori di parti offese, periti e collaboratori. Oggi sarà  la volta dei magistrati, che potranno avanzare osservazioni sui   risultati del lavoro del collegio dei periti, mentre da domani la   parola passerà a consulenti e avvocati delle parti.



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Ultima modifica martedì, 16 ottobre 2012 02:05