Dopo le parole, i fatti. Lo avevano annunciato, gli Shabaab. E poi i miliziani islamici somali lo hanno fatto: sul loro profilo twitter, oggi, lunedì 14 gennaio, hanno pubblicato la fotografia del cadavere di quello che sostengono essere il “capo” del commando francese del fallito blitz in Somalia. Il bltiz – Lo scorso sabato, l’esercito francese ha provato a liberare Denis Allex, soldato rapito a Mogadisco il 14 luglio del 2009, ma l’incursione ha avuto un esito drammatico: l’ostaggio è morto, insieme a lui un soldato, forse due (l’altro viene ancora dato per disperso). Il blitz si è reso necessario dopo l’accelerata decisa da Francois Hollande con l’azione militare in Mali: come rappresaglia, gli islamisti della Somalia, avrebbero quasi sicuramente ucciso l’ostaggio transalpino. La foto – Nella fotografia pubblicata dagli Shabaab, uno scatto che potrebbe urtare la vostra sensibilità, si vede un giovane uomo con i capelli corti, gli occhi sbarrati. Ha del sangue rappreso sul viso, e indossa una camicia scura dalla quale esce una catenina con una croce. Secondo quanto sostengono i miliziani islamici, sarebbe uno dei militari francesi che hanno partecipato al blitz nella notte tra venerdì e sabato. Per ora non è arrivata ancora alcuna conferma ufficiale. |
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“E’ una piantagrane”. Secondo l’editore francese Arnauld Lagardère la première dame, Valèrie Trierweiler, moglie di Francois Hollande è una che da giornalista crea solo problemi. Nella sua biografia l’editore racconta il suo rapporto con la Trierwiler. “Finora non ha provocato altro che guai”, afferma Lagardère. Una frase che sminuisce il ruolo professionale della Trierwiler che da giornalista affermata di Paris Match è diventata una professionista da evitare e criticata dal suo stesso editore. Lagardère è un fiume in piena e demolisce la figura della donna di Hollande. Precedenti e storie finora poco conosciute che gettano un’ombra sulla première dame. L’editore racconta del periodo elettorale prima del voto che ha portato all’Eliseo Hollande. La Trierwiler era tesa ed ebbe da ridire per una copertina del suo stesso settimanale che criticava l’attuale coppia presidenziale. A quel punto, racconta, Lagardère, Hollande lo va a trovare e precisa che la Trierwiler non è esattamente la première dame. Dunque anche la figura di compagna e di donna viene sminuita dallo stesso Hollande e anche dall’editore. Lagardère racconta pure di avere avuto la tentazione di mettere alla porta la Trierweiler. Salvo poi averci ripensato per non subire vendette e boicottaggi dalla coppia presidenziale. Per Lagardère la première dame non conta nemmeno nei palazzi del potere: “E’ una bomba disinnescata”. C’è da giurare che la biografia di Lagardère andrà a ruba in libereria. Ma non entrerà di sicuro all’Eliseo. 
