Analisi sulla settimana appena trascorsa Nulla delle previsioni catastrofiche lanciate dai meteorologi e dalla protezione civile la scorsa settimana si è avverata. Erano stati diramati messaggi di allerta nubifragi soprattutto sulle regioni tirreniche, ma non è successo nulla a parte qualche acquazzone autunnale. Ma allora cos’è successo? Semplicemente che i meteorologi, ancora una volta, non hanno tenuto presente le variabili che in maniera incisiva possono vanificare ogni previsione meteo. Lo dicemmo già in un’altra occasione: tutto il bacino del Mediterraneo e l’orografia europea possono interferire su perturbazioni anche profonde perché costituiscono a volte invisibili barriere capaci di deviare le correnti atlantiche in entrata nel Mediterraneo verso l’Inghilterra e la Scandinavia, mentre la formazione orografica soprattutto delle Alpi può, com’è accaduto domenica scorsa, da una parte smorzare le correnti fredde e dall’altra deviarle verso i Balcani. Così è stato e per fortuna ciò non ci ha causato alcun nubifragio. Ma ora vediamo cosa accadrà la settimana entrante, a questo punto con il beneficio d’inventario…. PREVISIONI DAL 21 AL 28 OTTOBRE Situazione di bel tempo fino a giovedì su gran parte delle regioni italiane, un vasto campo di alta pressione interessa da qualche giorno tutto il Mediterraneo, ciò comporta anche un notevole innalzamento delle temperature che potremmo definirle più settembrine che autunnali. Qualche annuvolamento e qualche pioggia tuttavia sulla Sardegna e Sicilia occidentale. Soprattutto in Puglia e Calabria si registreranno temperature superiori ai 30 gradi. A causa di questa situazione arrivano le nebbie che interesseranno gran parte delle valli e pianure dell’Italia centro nord. Verso la fine della settimana, però, si attende un drastico cambiamento del tempo, infatti una nuova saccatura proveniente dal Polo Nord dovrebbe raggiungere l’Europa centrale e spingersi fin’oltre le Alpi. Per cui da venerdì prossimo possibilità di tempo invernale soprattutto al Nord e su parte delle regioni centrali. Stabile invece la situazione al Sud. I mari generalmente calmi o poco mossi fino a venerdì poi in graduale peggioramento soprattutto sul nord Adriatico, sul Mar Ligure e sul Tirreno centrale. ********************************** ACCADE NEL MONDO Un’eccezionale ondata di maltempo ha investito la Spagna orientale e la Francia Sud occidentale. Lourdes è finita sott’acqua. A memoria d’uomo non si ricordava una così copiosa e persistente pioggia, che i meteorologi francesi l’hanno definita quasi monsonica. Pioggia che ha fatto straripare tutti i corsi d’acqua della regione. Il fiume Gave, che scorre all’interno del Santuario di Lourdes, è uscito dagli argini ed ha invaso tutte le strutture del centro religioso. Chiusi anche gli alberghi di Lourdes e molti fedeli fatti tornare a casa. Per i cristiani catastrofisti, questo è un segno nefasto che prelude qualcosa di tremendo che tra breve dovrebbe accadere in Europa. Queste fosche interpretazioni sull’allagamento del Santuario pare siano legate ad una predizione di un veggente morto molti anni fa che avrebbe detto: quando la sacra fonte di Lourdes sarà profanata dalle acque impure del fiume Gave, sarà il segno dell’arrivo di grandi sofferenze.. Noi però non crediamo a queste superstizioni, anche perché a causa dei profondi cambiamenti climatici in atto, probabilmente a Lourdes si verificheranno ancora casi del genere. ********************************** L’ITALIA E’ ORMAI ENTRATA NELL’INFLUENZA DEL CLIMA AFRICANO di Gabriele La Malfa La fascia climatica che circonda il nostro pianeta dall’equatore ai tropici, quella per intenderci dove le temperature sono più elevate a causa dell’incidenza dei raggi solari, si è allargata di 250 chilometri verso nord e di altrettanto verso sud. Ciò ha comportato lo spostamento di condizioni climatiche relegate in precedenza in Africa oltre le sponde del Mediterraneo. Da tale spinta l’anticiclone delle Azzorre è ormai finito a latitudini più settentrionali rispetto al passato, si da interessare a volte l’Islanda e l’Inghilterra, mentre gli anticicloni africani, in particolare quello Sahariano, sono stati spinti oltre l’Africa fino a giungere sulla Spagna meridionale, la Francia del sud, L’Italia e la Grecia. E’ questa ormai una situazione, secondo gli esperti, definitiva. Per noi italiani vorrà dire in futuro periodi estivi roventi e grande siccità, a parte eccezioni. Uno scenario certamente non allegro. Purtroppo non finisce qui, i flussi di aria più fredda provenienti dai quadranti più settentrionali dell’Europa o anche dall’Atlantico, inevitabilmente si scontreranno con l’aria calda stagnante e con la grande evaporazione del Mediterraneo, per cui nel periodo autunnale dovremmo assistere impotenti a fenomeni meteo estremi. In questa nuova situazione climatica si potrebbero generare anche nel nostro mare degli uragani, anche se di minor forza rispetto a quelli atlantici. Che fare allora? Ci rimane la strada dell’adattabilità, cioè prepararci a questi scenari futuri in maniera reale attraverso una serie di interventi sul territorio capaci di fronteggiare o limitare l’irruenza di possibili bombe d’acqua e, soprattutto, proteggere i nostri boschi dagli incendi estivi. Insomma se questa è la nuova collocazione climatica dell’Italia sarà bene prenderne atto e non aspettare che siano gli dei a risolvere i problemi che ogni estate ci colpiranno. ********************************** SOTTO LA CROSTA TERRESTRE C’E’ UNO STRANO E PREOCCUPANTE FERMENTO di Filippo Mariani C’è forte apprensione nel mondo scientifico a causa di una inusitata recrudescenza di attività sismiche e vulcaniche in tutto il pianeta. In particolare i geologi stanno monitorando parte dei 1000 vulcani sia sommersi che emersi che formano la cintura di fuoco ( Ring of fire ), la linea di congiunzione delle placche tettoniche che dalla Filippine giunge fino in Sud America. Da circa un mese gli strumenti di rilevazione dei fenomeni sismici sono, secondo alcuni scienziati, un pò troppo agitati . Il vulcano Cerro Machin in Colombia è entrato in una fase che prelude ad una grande eruzione. Ma quello che più preoccupa gli scienziati è l’isola vulcanica di El Hiero nell’arcipelago delle Canarie. Da oltre una settimana a circa 10 Km di profondità si stanno manifestando seri eventi sismici. Se nel malaugurato caso dovesse esplodere l’isola o franare nell’oceano una porzione del vulcano, ciò potrebbe causare un tsunami di proporzioni gigantesche che flagellerebbe le coste sud orientali degli USA e cancellerebbe le pianure delle isole Azzorre. Attività sismica sospetta anche nelle profondità del super vulcano di Yellowstone. Sciame sismico in concomitanza di tutti quelli elencati anche in Islanda. Nella Russia orientale è già entrato in attività esplosiva il vulcano Klyuchevskoy alto ben 4.700 metri. Per i vulcanologi non è tanto il fatto che i vulcani a volte si attivino violentemente, ma la sincronicità degli eventi sismici e vulcanici in tutto il pianeta. E’ come se la stessa Terra decidesse di svegliare tutti i suoi vulcani contemporaneamente. Sarà così? Se i timori degli scienziati si concretizzassero….. allora sarebbero guai grossi per tutti noi abitanti di questo pianeta. ********************************** Cambio di rotta europeo: biocarburanti a metà 19 ottobre 2012 Notizie dalla Rivista ENEA EAI – Vincenzo Ferrara Continua il dibattito a livello europeo sulla sostenibilità dei biocarburanti. Il 17 ottobre scorso, la Commissione Europea ha presentato al Parlamento e al Consiglio Europeo una proposta (COM(2012) 595 final) finalizzata ad apportare delle importanti modifiche alla Direttiva del 1998 sulla qualità della benzina e del diesel (Direttiva 98/70/CE) e alla più recente Direttiva sulla promozione delle energie rinnovabili (Direttiva 2009/28/CE). La proposta deriva dall’esigenza di considerare in maniera differente l’impatto ambientale delle varie tipologie di biocarburanti immessi sul mercato, soprattutto dal punto di vista delle emissioni aggiuntive derivanti da un cambio di destinazione d’uso dei suoli (ILUC: Indirect Land Use Change). In altre parole, l’intenzione della Commissione è quella di evitare che la crescente domanda di biocarburanti nell’Unione Europea (+3% nel 2011, dati EurObserver) provochi un eccessivo spostamento delle produzioni alimentari verso terre non agricole, come foreste e zone umide, provocando indirettamente un aumento delle emissioni ad effetto serra e riducendo, di fatto, i benefici ambientali derivanti dal consumo di biocarburanti. In quest’ottica la Commissione Europea ha avanzato le seguenti proposte di emendamento delle due direttive: limitare, nel raggiungimento degli obiettivi al 2020 della Direttiva europea sulle energie rinnovabili, il contributo dei biocarburanti convenzionali la cui coltivazione è a elevato rischio di ILUC; aumentare il rendimento dei processi di produzione dei biocarburanti riducendone le emissioni di almeno il 60% e scoraggiando nuovi investimenti in impianti poco efficienti; incrementare la quota di mercato dei biocarburanti di nuova generazione (a basso ILUC), in modo tale da aumentare il loro contributo al raggiungimento degli obiettivi al 2020; obbligare gli Stati Membri e i fornitori di carburanti a dare stime relativamente all’effetto ILUC dei propri biocarburanti. Aspetto fondamentale della proposta della Commissione, è di contenere al 5% la quantità di biocarburanti e bioliquidi derivanti da colture alimentari (cereali, amido, zucchero e oli) che può essere presa in considerazione nel calcolo della quota di biocarburanti sui consumi finali di energia utilizzati nei trasporti ai fini dell’obiettivo europeo del 10%. A ciò si aggiunge la proposta di incentivare i biocarburanti che hanno un impatto basso o nullo dal punto di vista delle emissioni da ILUC, come quelli di seconda (derivati da prodotti agricoli e vegetali di scarto come paglia e rifiuti) o terza generazione (biocombustibili prodotti dalle alghe o che non impattano sull’uso dei suoli). La Commissaria per l’Azione per il clima dell’UE, Connie Hedegaard, ha sottolineato come i biocarburanti che usiamo devono essere autenticamente sostenibili. In futuro l’aumento nell’impiego dei biocarburanti deve basarsi su biocarburanti avanzati, perché qualsiasi alternativa risulterà insostenibile . La linea della Commissione Europea è assolutamente condivisibile – ha detto Giulio Izzo esperto ENEA sulle bioenergie – perché cerca di bilanciare sia le esigenze di limitare la conversione dei terreni agricoli alla produzione di biocarburanti e di scoraggiare, quindi, gli investimenti in questa direzione, sia la necessità di sviluppare biocombustibili di seconda e terza generazione e incoraggiare, invece, lo sviluppo di pratiche e processi di produzione rispettosi del clima e ambientalmente sostenibili . Vincenzo Ferrara – Direttore Responsabile Rivista ENEA EAI E-mail: vincenzo.ferrara@enea.it ferrara.vincenzo@minambiente.it ********************************** CONCLUSI TRE GIORNI DI STUDI SULLA SITUAZIONE AMBIENTALE, MEDICA ED ECONOMICA ITALIANA E MONDIALE Si è concluso il primo appuntamento tra esperti ambientali di Accademia Kronos, provenienti da tutt’Italia, per la costituzione di una rete di assistenza scientifica e tecnica per i comuni italiani. Rete che dovrebbe diventare operativa con l’anno nuovo. Si tratta di un programma informatico, ogni comune d’Italia, nel momento di emergenze ambientali e sanitarie, cliccando nella voce specifica vedrà apparire sullo schermo la persona competente che gratuitamente potrà dare una prima assistenza. Nella sede nazionale di Accademia Kronos tra il 12 e il 14 di questo mese esperti e scienziati si sono alternati per offrire conoscenza. Tra i personaggi di maggior spicco: il consulente scientifico dell’attuale Governo Monti, il dr Vincenzo Ferrara, l’esperto internazionale di biologia marina il prof. Roberto Minervini, l’economista e scrittore Nino Galloni, il noto nutrizionista prof. Ezio Gagliardi e il giornalista Rai dr. Carlo Sacchettoni. Da Vincenzo Ferrara si è appreso che la fascia equatoriale – tropicale da cui le correnti calde poi vanno ad influire sul clima di tutto il pianeta, ultimamente si sono allungate di 250 Km a nord e altrettanto a sud. Per l’emisfero settentrionale ciò ha voluto dire lo spostamento più verso i poli delle tradizionali alte pressioni, come la nostra delle Azzorre, determinando nel contempo lo spostamento verso il Mediterraneo delle alte pressioni africane, tra le quali quella infernale Sahariana. Da questo quadro, per lo scienziato, l’estate che è appena trascorsa non sarà più l’ultima. In futuro avremo estati sempre più roventi e grande siccità. Per il giornalista Sacchettoni, la globalizzazione e le nuove tecnologie stanno decretando la fine dei sistemi di comunicazione tradizionali quali i giornali cartacei e la stessa TV. Il futuro è relegato a sistemi d’informazione più immediati e condivisibili da più utenti, ad esempio attraverso le reti internet in particolare con i social network ( facebook, twitter, ecc.). Per Sacchettonoi è questo un modo più democratico di gestire la comunicazione rispetto al passato. Non più una comunicazione Verticale dall’alto verso gli utenti, ma una comunicazione lineare in cui ognuno può dare un contributo o dissentire liberamente. In questo modo si possono lanciare idee e farle lievitare socialmente, vedi in fenomeno Grillo, la Rivoluzione di primavera araba, ecc. – In questa nuova era della comunicazione associazioni come Accademia Kronos possono trovare spazi maggiori rispetto al passato. Per il biologo Roberto Minervini, l’uomo sta raschiando sul fondo del barile questo relativamente alla pesca. Il problema è drammatico, ma non irreversibile. C’è ancora la possibilità di consentire al mare di rigenerarsi, bastano regole precise e la limitazione delle giornate di pesca soprattutto per quanto riguarda l’Italia. Infatti si è visto che se si andasse a pescare al massimo 2 volte alla settimana, invece dell’accanimento giornaliero, si pescherebbe di più, si risparmierebbero i costi di esercizio e in particolare si consentirebbe ai pescatori una maggiore gestione del proprio tempo libero. Detto questo il biologo ha informato gli astanti che l’ingresso di alieni ossia pesci, molluschi e alghe, provenienti dal Mar Rosso e da altri mari del pianeta, sta creando qualche problema sulla nostra sicurezza alimentare. Infatti soprattutto i molluschi filtratori, come le cozze, possono accumulare tossine di queste nuove alghe aliene e, quindi, creare problemi alla salute da parte di chi le mangia. Oltre a ciò la presenza dei pesci palla ( animali velenosi ) se erroneamente ingeriti possono portare a gravi danni. Insomma , ha concluso il biologo, con la globalizzazione, il nostro Mediterraneo che ha sempre dato grande sicurezza alimentare, ora dobbiamo guardarlo con più attenzione e limitarci a consumare prodotti ittici sicuri . Il nutrizionista Ezio Gagliardi ha presentato un recente studio USA- Cina sull’incidenza dei tumori sulla popolazione mondiale. Da questo studio, durato oltre 10 anni, si evince che chi consuma eccessivamente carne a differenza di chi predilige prodotti vegetali, è più soggetto a incappare in un tumore, a parte ovviamente quelli causati da ambienti inquinati che possono colpire chiunque. Lo studio ha dimostrato che su 10.000 casi esaminati soprattutto nelle campagne cinesi, solo un 7 per cento è stato colpito da tumore. Mentre su 10.000 casi esaminati nelle campagne degli Stati Uniti circa un 18% ha avuto un tumore. La differenza risiede, secondo lo studio, nel fatto che nelle campagne cinesi si mangia molto meno carne che nelle campagne americane. Lo studio non si è occupato delle incidenze di malattie nelle grandi città, perché qui, secondo il prof. Gagliardi, le percentuali causate non solo dall’alimentazione, ma soprattutto dall’ambiente inquinato, in alcuni casi superano il 50%. – Mangiare meno carne ha detto Gagliardi è anche un comportamento rispettoso dell’ambiente naturale, infatti si sa che per far spazio a nuovi pascoli si distruggono le ultime foreste pluviali del pianeta . Ha infine concluso invitando i presenti a considerare le nuove metodologie di analisi e prevenzione della salute attraverso il mineralogramma, ossia l’analisi dei capelli che ogni persona può fare per conoscere quanti metalli pesanti e veleni ha accumulato negli anni. Un modo efficiente per conoscere il proprio stato di salute e poi per poter intervenire in modo mirato. L’ultima relazione – lezione è stata quella dell’economista Nino Galloni, il quale ha fatto tutto un excursus dell’inizio del male finanziario ed economico che oggi ci affligge. Partendo dal famoso Club di Roma, che negli anni 70 aveva prodotto lo studio sui limiti dello sviluppo, fino ai giorni nostri abbracciando una complessa visione internazionale che noi oggi chiamiamo globalizzazione. Galloni ha analizzato i vari fattori che possono incidere sullo sviluppo sostenibile, tra questi il rapporto risorse e popolazione e distribuzione equa tra nord e sud del pianeta. Per vivere in armonia con l’ambiente naturale il pianeta Terra dovrebbe contenere al massimo 2 miliardi di individui, e non i 7 miliardi di oggi. L’Italia per poter essere autosufficiente dal punto alimentare e per un’equa spartizione delle sue risorse dovrebbe avere 15 o 20 milioni di abitanti e non i 60 di oggi. Da qui l’inizio della crisi in senso globale. Altro fattore è stata ed è la rincorsa, voluta dai grandi e veri detentori della ricchezza mondiale, verso un consumismo sfrenato. L’accaparramento di ricchezza, di cose materiali e di prestigi sociali e politici hanno portato l’uomo a vivere per questi falsi idoli, dimenticando altri valori più profondi e meno costosi che allignano dentro ogni essere umano. Di fatto i fenomeni di corruzione dei politici italiani a cui assistiamo attoniti in questo momento, sono il frutto di questa impostazione di vita. Galloni si è soffermato a parlare del PIL, grande iattura dell’umanità. Il Pil infatti non vuol dire dare felicità all’uomo, anzi! Esso rappresenta solo il movimento di denaro che ogni nazione registra. Più c’è movimento di denaro più cresce il PIL. Nel contempo più si tagliano e si distruggono fette della natura più il PIL cresce. In tutto questo l’uomo resta solo con se stesso, si impoverisce di valori, si dispera perché non riesce a stare al passo con costi, tasse e bollette e riversa tutta la sua rabbia verso la stessa società, gli amici e la propria famiglia. Non a caso da 20 anni a questa parte i divorzi in Italia sono cresciuti del 60%. In nome del PIL stiamo distruggendo la natura, la società e le stesse famiglie. Ma in tutto questo c’è invece chi ne trova beneficio: i grandi istituti finanziari del pianeta, le banche, gli speculatori, gli stessi che hanno inventato la corsa verso l’Avere , cancellando quella più umana dell’Essere. Invece del PIL ( Prodotto interno lordo) si dovrebbe abbracciare l’idea del BIL ( Benessere interno lordo) e forse così riusciremo a veder le stelle . *************************************************** Mercato forestale del carbonio in Italia Importante non mancare DA: REDAZIONE SISEF Con la presente invitiamo a partecipare ai due seminari organizzati dal Nucleo di Monitoraggio del Carbonio INEA sul tema Mercato forestale del carbonio in Italia che si terranno a Roma e Padova, rispettivamente il 6 e 16 novembre 2012. I seminari rappresentano unimportante occasione per approfondire il ruolo del settore agro-forestale negli accordi istituzionali definiti in sede internazionale per la mitigazione al cambiamento climatico e per poter conoscere le dinamiche future del settore nei mercati istituzionale e volontario in Italia. Roma. Martedì 6 Novembre 2012 I crediti di carbonio agro-forestali in Italia: accordi Post-Kyoto Via Nomentana, 41 Roma, Sala Serpieri, Istituto Nazionale di Economia Agraria Partendo dalla presentazione dellindagine Stato del mercato forestale del Carbonio in Italia 2012 e delle proposta di linee-guida INEAGenerare e vendere crediti di carbonio in Italia, lincontro di Roma sarà unimportante occasione per conoscere le dinamiche future del settore agro-forestale nei mercati istituzionale e volontario in Italia. Padova. Venerdì 16 Novembre 2012 Il mercato volontario dei crediti di carbonio: opportunità, metodi e strumenti Via Tommaseo, 7 Padova Sala Convegni, Banca Popolare Etica Lincontro di Padova sarà loccasione per conoscere le organizzazioni italiane attive nel mercato forestale del carbonio in Italia, nonché una opportunità unica per discutere le metodologie in uso, le forme contrattuali ed organizzative, le tipologie progettuali, i sistemi per la garanzia della qualità dei progetti e le corrette modalità di comunicazione. Oggi in Italia più di venti organizzazioni italiane offrono servizi per il calcolo della carbon footprint, la riduzione delle emissioni e la compensazione delle stesse. Per maggiori informazioni: http://www.rivistasherwood.it/serviziecosistemici/ Segreteria tecnica e iscrizioni: Isabella Brandi Tel. 0647856426 email: brandi@inea.it *************************************************** Questo servizio è stato curato da Accademia KRONOS nazionale con la collaborazione di: Vincenzo Ferrara, Fulvio Fiorentini, Gabriele La Malfa, Davide Leone. Filippo Mariani, Pietro Ricciardi Questo servizio viene proposto ogni lunedì mattina nel sito dell’Associazione: www.accademiakronos.it nella voce SOS CLIMA ; nonché inviato gratuitamente ogni domenica a giornali, riviste e istituti universitari accreditati. Questo servizio può essere inviato gratuitamente a chiunque lo richieda. La redazione di questo bollettino o newsletter meteoclimatico sarebbe lieta d’accogliere qualche studio o osservazione vostra, quindi contattateci. Accademia KRONOS – 0761.093080 – ak@accademiakronos.it
Notizie tratte da OcchioViterbese.it – Visita il sito dell’Autore
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Ultima modifica lunedì, 22 ottobre 2012 08:14
