Posts Taggato ‘Giardinaggio’


Milano si veste di led in grande stile. E con le sue luminarie a basso consumo non rinuncia allo splendore e al fasto della feste più luminose dell’anno: Natale e Capodanno. Su iniziativa dell’Assessorato dell’Ambiente milanese nasce il Festival Led, un trionfo di scintillanti luci sulle opere e sui più bei palazzi della città per tutto il periodo festivo. E in una delle vie più grandi e trafficate, ecco un omaggio tutto floreale: per oltre 5 chilometri le luminarie prendono la forma di una rosa fascinosa. Festeggiano e annunciano la rosa dedicata a Milano, la ‘Gran Milano’, che verrà piantata a primavera nelle principali aiuole della città.

Nel futuro ci saranno solo i led. Questo è quanto è stato deciso per rendere il nostro stile di vita più eco-sostenibile. I led consumano poco ma questo non vuol dire che non siano all’altezza delle luci tradizionali: lo dimostra il Festival Led. L’iniziativa ha creato un concorso di artisti che hanno gareggiato con i loro progetti per decorare a led la città di Milano. E i risultati sono a dir poco “illuminanti” :D

Dai tram sfolgoranti alle facciate, alle fontane ai castelli, la città risplende nella notte, dando finalmente luce alle sue parti più belle (anche se come al solito la polemica non è mancata, per esempio nel caso di Ago, Filo e Nodo, la scultura di Piazza Cadorna, dove le luci sono state rimosse). Ogni opera ha il suo sponsor, così che siano contenti tutti: il Comune, per il prestigio dell’iniziativa e la cassa salva, gli artisti per l’onore e le spese pagate, l’azienda per la visibilità e l’immagine e i cittadini per il ritornato splendore della loro città. Dopotutto, la sostenibilità è anche questo.

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Daniela Di Matteo – Visita il blog

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:04

E’ la pianta con le foglie tra le più belle che esistano: sono di colore verde oliva scuro, con una lucentezza metallica, da nervature e bordi argentei. Hanno una forma a cuore alla base e sono sostenute da grandi piccioli. Sono piante per…

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:04

L’ormai famoso orto che Michelle Obama ha introdotto nei giardini della Casa Bianca si sta preparando ad affrontare il suo secondo inverno. Le protezioni, che sono state montate proprio in questi giorni, sono dei semplici tunnel, comunemente usati anche negli orti casalinghi, con archetti di metallo a sostenere teli di plastica ancorati al suolo da sacchi di sabbia. In questo modo la famiglia Obama si garantisce verdure fresche anche durante i freddi mesi invernali. Ma questo succede fuori dalle stanze della Casa Bianca. Dentro invece l’orto si trasforma in un capolavoro di… pasticceria!

L’orto di Michelle è diventato il simbolo delle sue campagne a favore di una sana alimentazione, basata sul consumo di frutta e verdure fresche, provenienti da coltivazioni locali o meglio ancora dagli orti casalinghi.

Durante il 2010 l’orto presidenziale è stato incrementato di altri 120 mq. per un totale di oltre 450 mq. Da quando è stato iniziato nella primavera del 2009, il Kitchen Garden ha prodotto più di 900 kg. di frutta e verdura e il solo raccolto dell’autunno 2010 ha fornito ben 180 kg. di patate dolci. Nell’orto della Casa Bianca c’è pure un alveare che quest’anno ha prodotto circa 72 kg. di miele.

L’orto presidenziale si è garantito per il secondo anno una citazione nel famoso White House Gingerbread House, ovvero il dolce natalizio preparato dagli chef della Casa Bianca. E’ infatti tradizione in Inghilterra creare piccole case costruite con pan di zenzero e glassa per le festività. Ecco la “casetta di pan di zenzero” della Casa Bianca…


Il dolce nella sua versione 2010 mostra l’orto (sulla sinistra) ricoperto dai tunnel di protezione oltre ad un alveare in miniatura.

L’anno scorso invece l’orto era ritratto nel pieno rigoglio di frutta e verdura.

Luisella Rosa

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:04

Questo insolito Albero di Natale arriva da Sydney in Australia ed è formato da 100 vecchie biciclette destinate alla discarica, donate da una ditta locale che si occupa di riciclaggio. I telai delle biciclette che compongono questo “Tree-cycle” sono stati verniciati di verde, mentre le ruote sono dipinte in vari colori. Perfino la stella in cima a questo originale albero è formata da parti di biciclette, per la precisione da forcelle e ruote, rivolte in varie direzioni.

Ci sono volute 8 settimane per dare vita a questa insolita composizione natalizia alta 7 metri, che si trova a The Rocks, una delle principali zone commerciali di Sydney. E’ il terzo anno che The Rocks crea un albero di Natale con materiale di recupero destinato al riciclo: lo scorso anno era composto da bottiglie, mentre nel 2008 erano state utilizzate delle vecchie sedie.

Come ogni progetto eco-friendly, anche questo Tree-cycle terminerà la sua carriera natalizia tornando al centro di riciclaggio da dove proveniva, per continuare la sua trasformazione.

Luisella Rosa

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:04

Durante la nostra chiacchierata con Giulia Clamer, abbiamo potuto ammirare numerose varietà di ciclamini che sono state selezionate negli ultimi anni: nuovi colori e nuove forme. Ecco dunque presentarsi ciclamini fiammati, frangiati, arricciati, sfumati, bordati e bicolori e nuove selezioni in cui i petali del fiore sono diventati romanticamente ondulati. Qualche tempo fa, in occasione di Orticolario, avevamo ammirato il Ciclamino “Fleur en Vogue” a corolla aperta creato da Syngenta, ma non sono solo i fiori a offrire novità, nel ricco mondo dei ciclamini moderni. Anche le foglie cambiano e affascinano, acquistando nuovi disegni bordati o marmorizzati, come trine e pizzi miniati da artigiani, contribuendo a rendere ancora più decorativa questa pianta stupenda. Ecco alcune tra le varietà più belle in commercio.

Le foto ci sono state gentilmente fornite da Guido Franco Clamer, editore di Clamer Informa, importante rivista di floricoltura, che ringraziamo sentitamente.

   

   

   

  

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:04

Se chiedete in giro come si coltiva un ciclamino bello fiorito preso dai banchi di un garden (visitate la nostra fotogallery per vedere le nuove varietà), vi sentirete spesso dire che potete metterlo in giardino, che il più piccolo è più resistente del grande, che dovete bagnarlo una volta alla settimana. Ma tutto questo non è sempre valido, soprattutto se abitate dove d’inverno gela. Volete sapere perché? Leggete cosa ci ha raccontato Giulia Clamer, vivaista all’ingrosso di piante annuali, ciclamini e Stelle di Natale (figlia del celebre padre, Guido Franco Clamer, uno dei più grandi esperti di floricoltura in Italia) e ne scoprirete delle belle…

Giulia, la prima domanda che mi viene da farti è la più scontata, guardando alla prima neve che è appena caduta qui a Milano. I ciclamini possono vivere all’aperto?
Allora Daniela, qui bisogna subito essere chiari: i ciclamini moderni sono molto diversi dai loro progenitori dei boschi, i ciclamini selvatici o botanici. Se da un lato sono più ricchi di fiori, più grossi e più belli, dall’altro resistono meno al freddo e all’umido: non sopportano temperature sotto agli 0° gradi. Insomma, niente ghiaccio e neve per loro! Ovvio che le persone più fortunate sono quelle che abitano da Roma in giù, dove i ciclamini possono stare fuori tutto l’anno.

Quindi cosa consigli a chi li compra dove l’inverno è più duro?
L’ideale è ripararli in casa appena le temperature cominciano a toccare gli zero gradi. E’ fondamentale che abbiano una posizione molto esposta alla luce, per esempio vicino ad una finestra. Un ciclamino sano fiorisce da settembre fino a maggio. La cosa migliore infatti è comprarli a settembre appena li si trova nei garden, così ci si godrà di più la lunga fioritura.

Altra cosa: è fondamentale tenerli puliti: quando si tolgono i fiori, bisogna togliere anche il gambo. E’ facile, niente forbici: basta uno strappo netto. E’ importante farlo anche per evitare che i fiori producano semi, che ci mettono tantissimo a crescere e le piantine figlie non daranno mai una fioritura paragonabile a quella della “madre”. Eliminiamo anche tutte le foglie che ingialliscono, per impedire che marciscano tra la vegetazione.

Metterli in casa: ma i nostri appartamenti non sono troppo caldi per i ciclamini?
No, il caldo non dà problemi se c’è luce: conta che nelle nostre serre arriviamo anche a 40° gradi e loro vivono benissimo. In realtà il problema più grosso dei ciclamini è l’umidità forte delle nostre zone: a ottobre comincia ad essere eccessiva per queste piante ed è facile che marciscano per l’attacco delle muffe (botrytis). Da ottobre infatti è meglio ritirarli in casa di notte e tenerli fuori di giorno se le giornate sono asciutte. Oppure, finché le temperature lo consentono, metterli fuori sotto una tettoia, in modo che non si bagnino.

E come dobbiamo annaffiarli, una volta acquistati?
Si può anche bagnarli sopra il terriccio ma meglio farlo da sotto. Si mette l’acqua nel sottovaso e si lascia che il ciclamino beva. Dopo un’ora si butta via l’acqua residua: in questo modo non si rischia l’asfissia delle radici e quindi il marciume. Sono piante estremamente sensibili agli eccessi idrici. Per regolarsi lasciate perdere la regola di “una volta alla settimana”. Meglio prendere in mano il vaso e soppesarlo: se è leggero si bagna, se è pesante, no. Aiuta anche osservare le foglie: si abbassano sempre più quando la pianta ha bisogno d’acqua. Ecco, non aspettiamo che si “sdraino” completamente: bagniamola appena iniziano ad abbassarsi.

In effetti annaffiare correttamente sembra la cosa più complicata, con i ciclamini!
E’ proprio così, Daniela. Ma anche in caso di insuccesso, non bisogna demoralizzarsi. In floricoltura è la bagnatura la parte più difficile da imparare: io non lo faccio fare al nuovo dipendente, me ne occupo direttamente  io. Coltivare bene vuole dire bagnare bene. E’ una sensibilità che richiede tempo, ogni pianta ha la sua necessità e non solo: il clima decide su come si bagna. Se bagno un ciclamino a luglio, il giorno dopo è asciutto. Se lo bagno a novembre, rimane bagnato per quattro giorni.

I ciclamini hanno bisogno di concime?
Certo, anzi! Appena li compriamo e li portiamo a casa, bisogna subito concimarli con un concime per piante fiorite. Questo perché la terra è pochissima nel vasetto: quando si esaurisce il nutrimento, la pianta si ferma. Per farla ripartire bisogna nutrirla, come faresti con i tuoi gerani sul balcone.

E’ possibile far rifiorire un ciclamino l’anno dopo l’acquisto?
In  teoria è possibile, i ciclamini sono piante perenni: terminata la fioritura, il bulbo va a riposo perdendo tutte le foglie e dopo alcuni mesi riprende a vegetare. Ma io sconsiglio la ri-coltivazione: gli ibridi moderni hanno un ciclo di vita di circa un anno, in cui danno il massimo da fine agosto fino a Natale… Meglio buttarli via quando sfioriscono del tutto. C‘è il rischio che facciano solo foglie l’anno dopo o comunque che diano una fioritura assai scarsa. Sono insomma, anche se è brutto dirlo, piante “usa-e-getta”.

Giulia, quanti ciclamini coltivi all’anno nelle tue serre?
In vivaio, qui a Rho, disponiamo di più di 5.500 mq di serre e produciamo circa 60mila ciclamini all’anno che vendiamo ai garden center e ai grossisti. Questa attività l’abbiamo iniziata io e mio marito James nel 1999: anche se è dura e non ti fa diventare ricco, lavorare con le piante è comunque meraviglioso.

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:04

Avete presente i cactus e le piante grasse che nei nostri paesi siamo soliti vedere in piccoli vasetti? Nelle loro terre d’origine possono presentarsi in maniera molto diversa, a partire dalle dimensioni. Due studiosi, Giovanna Anceschi e Alberto Magli, si sono dati l’obiettivo di andare a “caccia” di piante grasse e poi hanno deciso di mettere a disposizione su un sito Internet, Cactusinhabitat.org, le foto che hanno scattato girando in lungo in largo paesi come Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay, Perù e Uruguay, spesso in luoghi impervi e poco accessibili.

Cactusinhabitat.org è online dal 21 ottobre 2010, con un archivio di più di 2000 foto, che illustrano 40 generi e 151 specie (32 delle quali del genere Parodia): un punto di riferimento per tutti gli appassionati di cactacee che, come gli autori, amando queste piante si sono domandati come vivono in natura. Una Natura sempre più defraudata, che con questo lavoro di documentazione e informazione si vorrebbe contribuire a preservare.

Insieme al sito si presenta il primo cactusinhabitat booklet: “South America 2005/2010″. La pubblicazione (nelle versioni stampata e download) riassume e completa i contenuti principali del sito. Le uscite seguiranno gli aggiornamenti, con le novità sulla distribuzione, la conservazione e la tassonomia che emergeranno dai rilevamenti dei prossimi viaggi dei due studiosi.

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:04

In Natale si fa in rosa quest’anno. E’ infatti questo il colore delle Stelle di Natale della nuova Collezione “Princettia” in cui potrete imbattervi nei garden e nei negozi di fiori, fresche fresche per il Natale 2010. La tinta è certo diversa dalla classica “Stella” rossissima a cui siamo abituati ma potrebbe portare di sicuro una ventata di allegra novità in casa, magari in tono con le decorazioni natalizie dell’albero!

Con rosa acceso sarà di sicuro un Natale vivace. Lo sanno bene i francesi che l’anno scorso hanno decorato gli Champs-Elysées proprio in fucsia, in pompa magna.

Altro vantaggio: queste varietà di Euphorbia pulcherrima (perché così si chiama la Stella di Natale dal punto di vista botanico) sono particolarmente compatte nella crescita, con un’altezza molto più contenuta della classica Stella: si attesta sui 25 cm. Anche disponendo di poco spazio, sarà quindi molto facile trovare loro un angolo per godersele durante le festività. Quattro le gradazioni di rosa disponibili sulla Stella “Princettia”: da un tenerissimo rosa perla (’Soft Pink’) al fucsia più acceso (’Dark Pink’) passando da ‘Pink’ e ‘Hot Pink’: per una festa con una sferzata di autentica energia.

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:04

Il mese delle feste per eccellenza è iniziato, e bisogna subito cominciare a pensare al grande giorno, il 25 dicembre, quando tutta la famiglia si riunirà intorno alla tavola imbandita in pompa magna per il Natale. E allora come sorprendere e deliziare i cari “ospiti” di quel magico giorno? Magari con un’idea per evitare sprechi e acquisti di decorazioni che si accumulano in cantina. Per esempio una cruditè a forma di Stella di Natale… direttamente nel piatto!

La stella-pinzimonio è uno dei suggerimenti davvero carini che troviamo in Rete su un blog tutto dedicato al Visual Food ovvero all’intaglio di frutta e verdura. Sotto il titolo curioso Amouseonthetable.blogspot.com, Rosemary, la creativa autrice, propone tante decorazioni sfiziose, ecologiche e commestibili.

Compresa una tavola tutta a tema natalizio, di cui ci hanno intrigato, naturalmente, i soggetti vegetali: Stelle di Natale – come quella della foto in alto –  e alberi – per esempio di tagliatelle – simboli di questa calda festività. Ornato di “stelle-peperoni”  anche lo stupendo centrotavola.

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:04