Posts Taggato ‘Giardinaggio’


Svuotare regolarmente i sottovasi. Con l’arrivo dell’inverno si ha la tendenza ad abbandonare il terrazzo a sè stesso: è un errore. I sottovasi, ad esempio, tendono a riempirsi d’acqua, che facilità l’insorgenza di marciumi….

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:04

Il titolo di questo pezzo è venuto fuori facilmente. E’ infatti proprio il cavolo il protagonista di queste fioriere con cui vi proponiamo di vestire di verde bellezza il balcone anche durante la stagione più dura. Con l’aiuto della nostra garden designer di fiducia, Elisabetta Pozzetti (qui la sua email), Fiori&Foglie vi mostra due abbinamenti che terranno “scena” fuori dalle vostre finestre fino a quando arriverà la bella stagione con i suoi colori e i suoi profumi. Facilissime da realizzare! Ecco tutti i dettagli…

QUALI PIANTE USARE
- 4 cavoli ornamentali
- 4 piantine di Abelia variegata

Per l’autunno Elisabetta ci aveva consigliato la splendida fioriera di erica calluna. Ma per l’inverno c’è un’alternativa estremamente decorativa: utilizzare i cavoli ornamentali. Poco costosi, i cavoli ornamentali hanno una caratteristica interessante: più fa freddo e più si intensificano i loro colori. E non perdono le foglie. Queste qualità li rendono piantine adattissime alle fioriere (o anche aiuole) invernali.

I colori sono gradevoli: vanno dal bianco, al verde, al rosa, al violetto, a foglia sfumata o ondulata. In commercio ce ne sono di piccola taglia o bei cespi ricchi, da scegliere a seconda di quanto spazio si ha a disposizione.

L’ALTERNATIVA IN BIANCO-VERDE

QUALI PIANTE USARE
- 2 cavoli ornamentali
- 4 edere ricadenti a foglia piccola e scura

COME CURARE LA FIORIERA
Comporre queste fioriere è molto facile perché i cavoli non sono piante esigenti, anzi. Si accontentano di un po’ di terriccio universale con un pugno di stallatico. L’unica cosa importante è mettere sul fondo della fioriera (forata in basso) un bello strato di argilla espansa per evitare ristagni, che sono l’unica cosa che il cavolo ornamentale teme davvero e che può portarlo a marcire.

Se scegliete la proposta con il cavolo bianco, optate per l’ederina a foglia scura per esaltare il contrasto delle tinte e tenete le piante ben appressate, in modo da non lasciare spazi vuoti che indebolirebbero l’impatto della composizione.

COSA FARE QUANDO ARRIVA LA BELLA STAGIONE
Quando le giornate cominceranno a scaldarsi, i cavoli ornamentali andranno a fiore. Il centro del cespo si rialza a formare una piccola piramide e la pianta produce, dal centro, dei fiorellini semplici, giallo senape, che spuntano a mazzetti su steli sottili. Una volta sfioriti, i cavoli potranno essere scartati a favore di annuali stagionali. Invece Edere e Abelie possono continuare a vivere per molti anni felicemente sui nostri balconi. Le Abelie infatti sono piccoli arbusti perenni semi-sempreverdi decorativi tutto l’anno con dei bei fiorellini bianchi o leggermente rosati a seconda della varietà: se regalerete loro un vaso capiente, abbelliranno per anni il vostro inverno.

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:04

 

Uno degli alberi di Natale più famosi del mondo è sicuramente quello che ogni anno viene allestito al Rockefeller Center di New York (foto AFP), il complesso di edifici eretto dalla celebre famiglia di banchieri americani nella zona di Manhattan. E’ una tradizione iniziata la vigilia di Natale del 1931 quando un gruppo di operai che lavoravano alla costruzione del complesso addobbarono un piccolo abete con decori di carta, cranberries (mirtilli rossi) e lattine. A partire dal 1933, anno di inaugurazione del Rockefeller Plaza, ogni anno si ripete l’evento che prevede diverse fasi, dalla scelta dell’albero, al trasporto, all’installazione fino all’inaugurazione ufficiale, che avviene con la cerimonia di accensione delle luci. Quest’anno sarà il 30 di novembre, con un grande spettacolo per l’occasione ricco di cantanti e artisti.

Il grande successo dell’albero di Natale del Rockefeller Center (nella foto AFP quello del 2009) inizia dalla scelta dell’abete perfetto. Tutti gli anni, gente da ogni parte dell’America scrive ed invia foto, nella speranza di veder scelto il proprio albero che deve comunque avere delle caratteristiche ben precise ovvero deve essere alto almeno 20 metri e largo 11 anche se solitamente l’abete prescelto ha sempre avuto un altezza compresa tra 23 e 27 metri.

Non viene offerta nessuna ricompensa in cambio, se non l’orgoglio di aver donato l’albero di Natale più amato d’America.

L’albero in questione è generalmente un Picea abies quello che negli States è comunemente chiamato ‘Norway spruce’. Si tratta di una conifera originaria dell’Europa ma che è diventata diffusissima anche negli Stati Uniti dove questo abete è stato piantato a scopo ornamentale e si possono ormai trovare esemplari di dimensioni ragguardevoli in molti giardini privati.

L’abete che sarà protagonista del Natale 2010 proviene da Mahopac, una località a 50 miglia da Manhattan ed è stato donato dalla famiglia di un pompiere del New Your City Fire Department, Peter Acton, veterano delle operazioni di salvataggio a Ground Zero. L’intera famiglia, marito, moglie e due bambini hanno assistito con un misto di orgoglio e di tristezza al taglio del loro albero e alla sua partenza per New York.

Il trasporto, come ogni anno, è stato una vera e propria impresa titanica. Dopo il taglio, l’abete è stato caricato con tutte le attenzioni su un autoarticolato dotato di gru idraulica e costruito appositamente per il trasporto di questi alberi. Il capo-giardiniere del Rockefeller Center, dopo aver contato gli anelli della sezione del tronco per stabilirne l’esatta età, ha accompagnato l’abete fino alla sua nuova destinazione, dove è arrivato il 12 novembre dopo un viaggio avvenuto quasi esclusivamente durante la notte, scortato dalla polizia, lungo un tragitto appositamente studiato per evitare problemi alla circolazione.

Anche se decisamente meno glamorous della cerimonia di accensione delle luci, l’installazione dell’abete al Rockefeller Center è sempre seguita da centinaia di persone. L’albero è stato poi decorato con 30.000 luci eco-friendly disposte su 8.000 metri di cavi elettrici. Ogni ramo viene addobbato singolarmente per ottenere il miglior effetto e, oltre alle luci, non ci sono altri ornamenti ad eccezione della stella che viene posta in cima. Anche la stella ha avuto la sua cerimonia di presentazione: ricoperta di cristalli Swarovski, è stata rivelata al pubblico il 18 novembre da Blake Lively, una delle interpreti di Gossip Girl.

Come ogni anno, sono attese migliaia di persone per la Rockefeller Center Christmas Tree Lighting Ceremony che avrà luogo martedì 30 novembre dalle 19 alle 21 mentre milioni di persone la seguiranno alla televisione. L’evento comprenderà anche diverse performance di popolari artisti americani ed uno spettacolo sul ghiaccio del Rockefeller Ice Rink. Ogni giorno e fino al 2 gennaio 2011, l’albero rimarrà acceso dalle 5,30 del mattino fino alle 11,30 di sera e solamente a Natale sarà illuminato per l’intero giorno mentre la notte del 31 dicembre le luci si spegneranno alle 21. Il 7 gennaio verrà poi smantellato e l’albero di Natale più famoso d’America si trasformerà in circa 3 tonnellate di pacciamatura, mentre le parti più grosse del tronco verranno donate al U.S. Equestrian team nel New Jersey.


L’albero del Rockefeller Center nel 2008 – Foto AFP

Luisella Rosa

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:04

Spesso a fine stagione ci si chiede se i propri gerani vanno tenuti per superare l’inverno oppure se è il caso di non impiegare ulteriori risorse. I gerani vanno conservati solo se sani e forti, le migliori probabilità di una buona…

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:04

PARTECIPA AL NOSTRO TEST DA CASA O DALL’UFFICIO
Sperimenta con noi la coltivazione delle orchidee farfalla nei Mini e Maxi Cubi e dicci le tue impressioni!

Scopriremo insieme il bello di prenderci cura di un’orchidea insieme: più siamo e meglio è! E un BUONO-SCONTO in questi casi è sempre utile… Vero? Ecco tutti i dettagli!

Compra un Mini o Maxi Cubo: seguendoci online, potrai osservare e commentare con noi come reagiscono le tue orchidee in questi vasi dotati di riserva d’acqua, nati per facilitare la cura delle phalaenopsis e di altre piante in appartamento alle nostre latitudini.

Prima di tutto, la cosa più importante: i prezzi…

MINI-CUBO LECHUZA: circa 14 euro
MAXI-CUBO LECHUZA: circa 29 euro (con il buono-sconto di Fiori&Foglie: 23,20 Euro)
CLICCA QUI per stampare il buono e sapere dove trovare i vasi.

A questo punto procuratevi una pianta di orchidea-farfalla di qualsiasi colore con una sola attenzione: se volete partecipare al test sul Mini-Cubo, deve trattarsi di una mini-orchidea (le phalaenopsis alte circa 20cm a fiore piccolo) . Se invece preferite testare il Maxi-Cubo – avvalendovi del nostro buono-sconto, potrete utilizzare una phalaenopsis di taglia comune.

IL TEST DEL MAXI-CUBO E’ APPENA INIZIATO
Il vivaista Luigi ha già assemblato il tutto:
GUARDA COME HA FATTO
In arrivo l’assemblaggio del Mini-Cubo: prova anche tu e scrivici!!

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:04

Contro le carie dentali, la medicina scopre i mirtilli rossi, ovvero le bacche molto apprezzate in America dove sono note con il nome di “cranberries” (compaiono in salsa nel menù del ThanksGiving, il Giorno del Ringraziamento). Il Cranberry è un piccolo arbusto sempreverde a portamento strisciante che, dopo la gradevole piccola fioritura rosata a primavera, produce i suoi frutti, tondi e di un bel rosso acceso, molto decorativi, che maturano in autunno. A quanto pare queste bacche, da noi ancora poco diffuse e coltivate (si trovano più facilmente sciroppi e conserve di mirtillo rosso, più che la frutta fresca), hanno proprietà preziose per la salute dei nostri denti.

Secondo quanto emerge dallo studio pubblicato su Caries Research dai ricercatori della University of Rochester Medical Center (Usa) il mirtillo rosso contribuisce a ridurre la formazione della placca e a prevenire la formazione della carie. La ricerca, condotta su un gruppo di topi, ha dimostrato che le proantocianidine di tipo A, contenute nei mirtilli rossi, sarebbero in grado di distruggere gli enzimi glucosiltransferasi, necessari ai batteri per realizzare i glucani – le molecole che compongono la placca. Al termine dello studio è infatti emerso che i mirtilli avevano ridotto la produzione di glucani fino al 70% e, conseguentemente, di carie, fino al 45%, poiché i batteri, non essendo più in grado di nascondersi dentro la placca, sarebbero divenuti vulnerabili e meno pericolosi.

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:04

 La verdura, la frutta, il pane e la pasta: nel piatto? No, addosso. Ecco i modelli esclusivi della collezione “Hunger Pains” del fotografo Ted Sabarese: GUARDALI TUTTI NELLA FOTOGALLERY

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:04

Da venerdì ovvero domani, si prevede il calo delle temperature e persino neve in Italia, con un netto anticipo invernale. Quindi se volete che la vostra prossima primavera fiorisca con i colori e i profumi dei fiori da bulbo ovvero, solo per citare i più usati – crochi, tulipani, narcisi e giacintiurge darsi da fare prima che il gelo arrivi e renda stretta la morsa del terreno del giardino. Per chi ha solo vasi, la vita è più semplice: c’è più tempo ma meglio affrettarsi in ogni caso, per dare ai bulbi che pianteremo il giusto tempo di adattarsi al nuovo ambiente e di crescere per fiorire nella bella stagione. Armiamoci dunque di zappetta e apprestiamoci agli ultimi lavori che possiamo fare, prima del precoce arrivo di Generale Inverno! ;-)

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:04

In effetti la notizia è veramente di quelle che rendono fieri. E’ stata creata una varietà di rosa intitolata alla città di Milano. La rosa ‘Gran Milano’ è rossa e troverà presto il suo posto nelle aiuole più prestigiose della capitale meneghina: verrà infatti piantata per prima cosa a Piazza della Scala. L’orgoglio trapela dalle parole dell’assessore all’Arredo, Decoro urbano e Verde Maurizio Cadeo che ricorda: “Ben poche città al mondo possono vantare una rosa che porta il proprio nome. Milano ora ce l’ha”. Ecco le caratteristiche del rosaio…

Neanche da dire che le cose non siano state fatte per bene: il creatore tedesco della rosa ‘Gran Milano’ infatti di esperienza ne ha da vendere e da sempre il suo marchio, Kordes, è, per tutti gli appassionati, garanzia di varietà sane e rigogliose. Ecco la descrizione della ‘Gran Milano’:

La rosa ‘Gran Milano’ ha caratteristiche ideali: lunghissima fioritura, portamento compatto e ordinato, grande resistenza alle malattie e al freddo, fogliame sano ed elegante di un bel verde lucente e persistente anche nella stagione invernale e limitata necessità di cure manutentive. Il fiore ha anche un’altra caratteristica: la certificazione europea ADR, una garanzia assoluta di qualità che evita di dover ricorrere ai trattamenti antiparassitari, consentendo quindi un notevole beneficio in termini ecologici e ambientali; ha già vinto la Medaglia d’Oro e la Medaglia d’Argento, rispettivamente, ai concorsi internazionali di Valencia e di Monza”. Non male, no? ;-)

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:04

E dopo la poltrona-cactus, come non mostrarvi un’altra chicca dell’interior design contemporaneo che cerca di sposare ambiente e arredamento moderno? E’ questo infatti l’intento della poltrona creata dall’artista Nadia Utto: la Poltrona “Desert for one”, che ricrea un romantico angolo di sabbia, rocce e cactus nel vostro salotto… 

Anzi, no. Lasciate perdere i cactus, altrimenti il vostro ospite starà piuttosto scomodo, in effetti. Meglio optare per delle belle piante grasse. Finte? Ma no, ovvio: vere, anzi, verissime. La Poltrona-deserto infatti è fatta in modo da ospitare nella sua ”tasca” il substrato necessario ovvero il terriccio per piante grasse, che potranno anche essere annaffiate quando occorre, visto che il rivestimento è del tutto impermeabile ed è completo di “scarico” con tappino per togliere l’acqua in eccesso. Solo una la richiesta: tenere la nostra poltrona-deserto ben esposta alla luce (con almeno tre ore di sole diretto), così che le piante possano goderne e non spostarla troppo bruscamente, in modo che possano adattarsi con gradualità…

La poltrona è corredata di accurate istruzioni per l’uso, in cui si suggerisce il modo migliore per coltivare le nostre piantine facendole crescere al meglio: l’artista infatti assicura al nostro angolo di deserto casalingo una durata di molti e molti anni. Il deserto non vi attira e vorreste piuttosto un bello scenario tropicale? Siate pazienti: allo studio, tra le Ecochairs di Nadia, c’è anche una “Poltrona-isola”: con l’acqua intorno!

Il sito di Nadia Utto: www.urbancamouflagearts.com

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:05