Posts Taggato ‘giorgio napolitano’


Sono state depositate le motivazioni della sentenza con la quale la Corte Costituzionale, lo scorso 4 dicembre, accolse il conflitto sollevato dal Quirinale nei confronti della Procura di Palermo relativo alle intercettazioni in cui, indirettamente, veniva coinvolto il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Le intercettazioni furono disposte nell’ambito della presunta trattativa tra Stato e mafia. 

“Dannose per le istituzioni” – Così oggi si scopre che secondo la Consulta, la “propalazione” del contenuto dei colloqui di Napolitano “sarebbe estremamente dannosa non solo per la figura e per le funzioni del Capo dello Stato, ma anche e soprattutto per il sistema costituzionale complessivo”. Fin troppo facile sottolineare come quando vennero diffuse le conversazioni private di Silvio Berlusconi, allora premier, nell’ambito del processo Ruby nessuno mosse un dito e men che meno sostenne che tale condotta forse dannosa per le istituzioni.

“Distruzione immediata” – La Corte Costituizionale prosegue sottolineando la necessità di “distruggere nel più breve tempo le registrazioni casualmente effettuati di conversazioni telefoniche del presidente della Repubblica. Per le toghe, insomma, è questa la soluzione, messa nero su bianco nella sentenza numero 1 del 2013, e con cui viene posta la pietra tombale sul conflitto tra il Quirinale, la Procura di Palermo e sulle parole di Napolitano intercettate nell’ambito della trattativa.



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Ultima modifica martedì, 15 gennaio 2013 05:01

Il presidente Giorgio Napolitano va in tv per il suo ultimo discorso di fine anno. Napolitano ha praticamente concluso il suo settennato. Nel discorso appare stanco. La regia di Re Giorgio sulla politca del paese deve averlo sfiancato. Impegnato come sempre ad usare tutti i mezzi possibili per comandare, Costituzione alla mano, va detto, sulle scelte politiche degli italiani. Monti è una sua creatura e i messaggi che lancia continuano ad essere uno spot, anche il 31 dicembre per Bersani e Monti e una campagna di attacco per Berlusconi e Grillo. “Scelte di governo dettate dalla necessità di ridurre il nostro massiccio debito pubblico obbligano i cittadini a sacrifici, per una parte di essi certamente pesanti, e inevitabilmente contribuiscono a provocare recessione. Ma nessuno può negare quella necessità : è toccato anche a me ribadirlo molte volte”. Peccato dimentichi che il debito pubblico enl 2012 è aumentato di 90miliardi. Nugas, dicevano i latini. Schiocchezze. Solo per Re Giorgio.

Spot per Monti -
Poi un bel messaggio per ricordare agli italiani la candidatura del professore Mario Monti a premier. ”Il senatore Monti ha compiuto una libera scelta di iniziativa programmatica e di impegno politico. Egli non poteva candidarsi al Parlamento, facendone già parte come senatore a vita. Poteva, e l’ha fatto – non è il primo caso nella nostra storia recente – patrocinare, dopo aver presieduto un governo tecnico, una nuova entità politico-elettorale, che prenderà parte alla competizione al pari degli altri schieramenti. D’altronde non c’è nel nostro ordinamento costituzionale l’elezione diretta del primo ministro, del capo del governo”. Insomma giustifichiamo il Prof e ricordiamo che è candidato alla presidenza del Consiglio, qualora qualcuno ancora non lo avesse capito. Mentre snocciola i suoi consigli Napolitano appare poco elegante. Ha la giacca sbottonata, l’orologio al rovescio, insomma appare poco istituzionale. Infine mentre l’ultimo bottone della giacca sta per dirgli addio attacca Grillo: ” Il rifiuto o il disprezzo della politica non porta da nessuna parte, è pura negatività e sterilità”. E citando Benedetto Croce ammonisce: “Senza politica, nessun proposito, per nobile che sia, giunge alla sua pratica attuazione”. Un invecchiato Napolitano ha dato così l’addio al suo settennato. Ricordandoci che il Prof è in campo, che Grillo è il male e che il Cav è populista. Non si lamenti Re Giorgio se gli italiani non lo ascoltano più. L’anno scorso gli spettatori sono stati 10.038.000. Quest’anno sono stati solo 9.738.000. Evidentemente c’è voglia di aria nuova anche al Colle.



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Ultima modifica martedì, 1 gennaio 2013 03:07

di Franco Bechis

Sono quattro le Regioni italiane in cui si gioca la vera partita delle prossime elezioni politiche: Lombardia, Veneto, Sicilia e Campania. E in tutte e quattro quelle regioni lo schieramento favorito alla vigilia della campagna elettorale, quel raggruppamento Pd-Sel guidato da Pierluigi Bersani, rischia di non farcela, mettendo a serio rischio la possibilità di avere un governo dopo il voto di fine febbraio. Quelle quattro regioni infatti decideranno se potrà esserci dopo il voto una maggioranza al Senato, se questa maggioranza sarà appesa a un voto come accadde nel 2006 al governo di Romano Prodi, se questa maggioranza sarà possibile solo con l’appoggio determinante della lista Agenda Monti per l’Italia o addirittura se nemmeno questo matrimonio sarà sufficiente al varo di un governo. Se infatti Lega e Pdl (uniti o anche separati) dovessero vincere in tutte e quattro quelle Regioni nel voto per il Senato, è assai probabile che l’Italia si venga a trovare nella stessa identica situazione della Grecia di mesi fa, e sia costretta in questo modo a tornare alle elezioni provocando un gran pasticcio al Quirinale (dove Giorgio Napolitano sarebbe in scadenza, ma il Parlamento potrebbe non essere in grado di votare il suo successore). 

Leggi il commento integrale di Franco Bechis

su Libero in edicola oggi, domenica 30 dicembre



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Ultima modifica domenica, 30 dicembre 2012 08:49

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano usa un iPad. La tecnologia arriva anche al Qurinale. E Re Giorgio si adegua. La foto è stata twittata dal Consigliere per la Stampa Pasquale Cascella. Il Presidente sta per avviare la diretta streaming della cerimonia del “Ventaglio”.



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Ultima modifica mercoledì, 26 dicembre 2012 11:23

Il “Professor cinguetta” sdogana l’autopromozione di se stesso nel giorno di Natale. Dopo gli auguri alle alte cariche dello Stato e ai leader dei partiti, Mario Monti diffonde – a sorpresa – il suo verbo su Twitter. Pochi minuti prima della mezzanotte fanno capolino due messaggio sul profilo da poco aperto. “Insieme abbiamo salvato l’Italia dal disastro”. E ancora: “Ora va rinnovata la politica. Lamentarsi non serve, spendersi sì. Saliamo in politica“. Due cinguettii che dimostrano, primo, come la campagna elettorale del Prof sia iniziata e, secondo, che nella corsa al voto cavalcherà toni da vera e propria propaganda (il Prof si intesta il merito di aver salvato l’Italia che, al contrario, appare più sull’orlo del tracollo).

Gli auguri – Monti ha twittato i suoi pensieri due giorni dopo la presentazione della sua agenda, dove tra le varie proposte fa capolino una indigestibile: la patrimoniale. I centristi, da par loro, hanno subito aderito al programma dal Professore. I cinguetti di Monti, come detto, sono arrivati dopo gli auguri alle alte cariche dello Stato, a partire dal suo “alleato” Giorgio Napolitano e dalla moglie Clio. “I più fervidi auguri, unitamente alla profonda riconoscenza per l’alta guida morale e istituzionale che il presidente ha esercitato anche quest’anno nei confronti dell’intera comunità nazionale e del governo”, ha detto Monti.



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Ultima modifica mercoledì, 26 dicembre 2012 11:20

Nuova imperdibile puntata di Crozza nel Paese delle Meraviglie. Reinterpretando il grande classico dei Queen The Show Must Go On, il comico genovese veste i panni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e sfotte Silvio Berlusconi e il suo ritorno in campo: “Dobbiamo resistere perché se no c’è il rischio che quel puzzone faccia un altro giro… di nuovo il puzzon”.



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Ultima modifica sabato, 22 dicembre 2012 10:59

 

Il Monti-1 è finito. Il presidente del Consiglio, dopo l’ultimo consiglio dei ministri a palazzo Chigi, è salito al Quirinale dove ha ufficialmente rassegnato le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La notizia è stata battuta dalle agenzie alle 19 e 33. Nelle prossime ore il Capo dello Stato scioglierà le Camere, avvierà consultazioni solo formali tra le forze politiche per poi fissare ufficialmente la data delle elezioni. Nel pomeriggio, Monti aveva pronunciato il suo ultimo discorso da premier alla Farnesina, di fronte agli ambasciatori e alla presenza del ministro degli esteri Giulio terzi. “Sono stati tredici mesi spesso difficili, ma comunque affascinanti” aveva detto Monti. Che poi si è lasciato andare a un momento di auto-promozione: “Lascio un’Italia più affidabile e più attraente”. 

Il prossimo atto del Professore è atteso per domenica (o almeno, così ha preannunciato lui). Monti ha infatti scelto l’antivigilia di Natale per “sciogliere la riserva” su una sua eventuale corsa per un bis a Palazzo Chigi. Una corsa che, fino a poche ore fa sembrava se non certa almeno assai probabile. Ma che, complici anche sondaggi non èproprio entusiasmanti  sulle liste di centro che lo sosterrebbero, non pare ora così probabile. Silvio Berlusconi, nel pomeriggio di oggi, lo ha posto di fronte a un aut-aut: se si candida a Palazzo Chigi può scordarsi il Quirinale è il senso delle parole del cavaliere. ed è assaui probabile che, candidandosi premier coi vari Casini, Montezemolo, Riccardi, ecc… il prof rischi di giocarsi anche il Colle. Perchè, presentandosi come avversario politico, difficilmente potrebbe contare sul sostegno (probabilmente decisivo) del Pd per la nomina a presidente della Repubblica.

 



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Ultima modifica venerdì, 21 dicembre 2012 10:53

 

Il Monti-1 è finito. Il presidente del Consiglio, dopo l’ultimo consiglio dei ministri a palazzo Chigi, è salito al Quirinale dove ha ufficialmente rassegnato le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La notizia è stata battuta dalle agenzie alle 19 e 33. Nelle prossime ore il Capo dello Stato scioglierà le Camere, avvierà consultazioni solo formali tra le forze politiche per poi fissare ufficialmente la data delle elezioni. Nel pomeriggio, Monti aveva pronunciato il suo ultimo discorso da premier alla Farnesina, di fronte agli ambasciatori e alla presenza del ministro degli esteri Giulio terzi. “Sono stati tredici mesi spesso difficili, ma comunque affascinanti” aveva detto Monti. Che poi si è lasciato andare a un momento di auto-promozione: “Lascio un’Italia più affidabile e più attraente”. 

Il prossimo atto del Professore è atteso per domenica (o almeno, così ha preannunciato lui). Monti ha infatti scelto l’antivigilia di Natale per “sciogliere la riserva” su una sua eventuale corsa per un bis a Palazzo Chigi. Una corsa che, fino a poche ore fa sembrava se non certa almeno assai probabile. Ma che, complici anche sondaggi non èproprio entusiasmanti  sulle liste di centro che lo sosterrebbero, non pare ora così probabile. Silvio Berlusconi, nel pomeriggio di oggi, lo ha posto di fronte a un aut-aut: se si candida a Palazzo Chigi può scordarsi il Quirinale è il senso delle parole del cavaliere. ed è assaui probabile che, candidandosi premier coi vari Casini, Montezemolo, Riccardi, ecc… il prof rischi di giocarsi anche il Colle. Perchè, presentandosi come avversario politico, difficilmente potrebbe contare sul sostegno (probabilmente decisivo) del Pd per la nomina a presidente della Repubblica.

Il Professore ha anche problemi di “personale”, nel senso che non ha una solida squadra su cui contare: alcuni dei suoi ministri hanno affermato e riaffermato l’intenzione di porre fine alla loro esperienza politica; altri, come Elsa Fornero, sono francamente impresentabili. Lo stesso Corrado Passera ha deluso, visto che in questi mesi di governo lo sviluppo è rimasto una chimera. Ma nemmeno tra i politici che lo sosterrebbero vengono nomi di peso. Salvo che non si pensi allo stesso Montezemolo o a Casini o a Mastella o a Pisanu o a Fini. Cioè figure che difficilmente accetterebbero di far parte della squadra di governo. O che non potrebbero mai e poi mai essere presenatte all’opinione pubblica come garanzia di rinnovamento politico.

E’ possibile che domenica il premier dimissionario presenti un programma per l’Italia e illustri le riforme necessarie per il Paese. Ma prendendosi altri giorni di riflessione per ufficializzare una decisione. Potrebbe anche chiedere una sorta di “fiducia sul manifesto”, ovvero cercare di capire chi e quanti sottoscriverebbero la sua agenda e poi sciogliere la riserva. 


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Ultima modifica venerdì, 21 dicembre 2012 10:53

 

La grazia ad Alessandro Sallusti? No, grazie. Questo il parere della Procura generale di Milano. In meno di un giorno il pg Manlio Minale ha risposto alla richiesta di Giorgio Napolitano, che lo aveva interpellato sulla possibilità di chiudere con un atto di clemenza la vicenda del direttore de Il Giornale, condannato senza condizionale a quattordici mesi per diffamazoni, e quindi rinchiuso dall’inizio dello scorso dicembre agli arresti domiciliari.

Parere non vincolante – Per inciso, il parere della procura generale non è vincolante, come pure quello del ministro della Giustizia, Paola Severino. La decisione finale, infatti, spetta comunque al Quirinale. Il no di Minale, però, è d’intralcio sulla strada della grazia, presentata dal legale di Sallusti, Ignazio La Russa, insieme alle firme raccolte da Libero e a quelle di un lungo elenco di parlamentari di diversi partiti.

Procura spaccata – Le motivazioni del gran rifiuto della procura di Milano non sono ancora note. Ma il “no” era piuttosto prevedibile, poiché la magistratura, sul caso Sallusti la magistratura meneghina si era spaccata dopo la richiesta di arresti domiciliari avanzata dal procuratore capo, Edmondo Bruti Liberati. La decisione di Bruti, infatti, fu aspramente contestata dai pm, che accusavano Sallusti di un trattamento di favore. Il giudice di sorveglianza, poi, ammise Sallusti – contro la sua stessa volontà – agli arresti domiciliari. 

 



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Ultima modifica venerdì, 21 dicembre 2012 01:50

Il ministro della Giustizia Paola Severino ha comunicato di aver ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la domanda di grazia presentata in favore di Alessandro Sallusti dall’avvocato Ignazio La Russa. Il ministro Guardasigilli – si legge in una nota del dicastero – ha immediatamente disposto la necessaria attività istruttoria, nell’ambito della quale dovranno essere acquisiti i pareri della Procura generale di Milano e del magistrato di Sorveglianza. Non appena ultimata l’istruttoria, il ministro Severino invierà al Presidente della Repubblica il fascicolo per le determinazioni di sua esclusiva competenza ai sensi dell’articolo 87 della Costituzione per l’esercizio del potere di clemenza, così come precisato dalla sentenza numero 200 del 2006 della Corte Costituzionale. Sallusti, su Twitter, ha specificato: “Io non ho chiesto nulla, se il Presidente Napolitano valuta la grazia è un segnale importante per tutti.

Vince “Libero” – Che Napolitano stessa valutando la domanda di grazia presentata di La Russa era emerso già nelle ultime ore. La Russa è avvocato di Sallusti nella causa per evasione dagli arresti domiciliari, e nella domanda ha spinto sulle ragioni “per cui sarebbe opportuno concedere la grazia a Sallusti). La domanda di grazia è una vittoria per il direttore, ma anche per Libero e la nostra raccolta firme in tal senso, a cui si sono aggiunte le 329 firme dei parlamentari consegnate mercoledì mattina al Quirinale da Luca D’Alessandro, deputato del Pdl. 



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Ultima modifica giovedì, 20 dicembre 2012 04:43