Posts Taggato ‘il cavaliere’

 

Non è più un segreto, per nessuno. Mancavano però ancora due conferme che avessero tutti i crisimi dell’ufficialtà. Quella del protagonista, Silvio Berlusconi (che però mercoledì sera, spiegando che “in moltissimi mi chiedono di tornare”, aveva pressochè definitivamente fatto luce sul suo futuro) e quella di Angelino Alfano. Ora, la conferma del segretario, è arrivata: “Anche oggi Berlusconi mi ha espresso la volontà di tornare in campo da protagonista. E’ lui il detentore del titolo. Le primarie? Erano per la successione, ma ho sempre detto che se tornava in campo il Cavaliere non ha senso farle, e non si faranno”. Così l’eterno delfino spazza via gli ultimi (vaghi) dubbi sul ritorno politico del Cavaliere, e pone la definitiva pietra tombale sulle consultazioni azzurre, difese dallo stesso Alfano, odiate da Berlusconi e, forse, mai davvero vicine a vedere la luce.

Il fronte dei contrari – Le incertezze non ci sono più: il candidato – con tutta probabilità del Pdl, e non di un nuovo partito o di una sua lista – è Berlusconi. Una decisione nell’aria da tempo, a lungo rimandata, smentita e poi riconfermata. Una decisione che, però, rischia di minare i già fragili equilibri del partito. Se da un lato c’è un esercito azzurro entusiasta per il ritorno di Silvio, dall’altro sono molti gli esponenti del partito che si sono schierati o espressi contro la sesta discesa in campo di Berlusconi. In prima linea gli ex An, da La Russa a Gasparri, senza dimenticare la Meloni, che voleva con tutte le forze le primarie. Poi c’è Guido Crosetto, che nella mattinata di giovedì 6 dicembre ha espresso tutto il suo dissenso rispetto alla linea del partito. Da non scordare, inoltre, chi si è opposto alla sfiducia al governo Monti, ora appeso a un filo.

Alfano: “Voteremo legge di stabilità” – Sulla convulsa situazione politica che si è delineata nelle ultime ore e che pare destinata a concludersi con la fine della parentesi del govenro tecnico, si è poi espresso anche Alfano: “Il Pdl – ha spiegato – voterà la legge di stabilità. Noi abbiamo sempre detto che non vogliamo far precipitare il Paese in un esercizio provvisorio. Quindi la legge di stabilità non è a repentaglio”. Il segretario ha poi aggiunto che “domani mattina (venerdì 7 dicembre, ndr) alle 10,30 andrò a riferire al Presidente della Repubblica”. Al centro dell’incontro la crisi di governo. Lo stesso Monti, che usa Giorgio Napolitano come “scudo”, ha fatto sapere di attendere l’esito del vertice tra Alfano e Monti. Sulla doppia astensione che, di fatto, ha messo in minoranza il governo, Alfano ha spiegato che “è il segno evidente di uno nostro disagio, un disagio forte per come stanno andando le cose nel nostro Paese. Dopo 13 mesi di governo, che è stato chiamato a risolvere la crisi con un gesto di responsabilità da parte di Berlusconi, le cose vanno peggio”. Sull’ipotesi di far cadere Monti, il segretario ha spiegato che “decideremo nei prossimi giorni, ma domani, per correttezza istituzionale informeremo prima il presidente della Repubblica sui nostri intendimenti”. Alfano, infine, scaccia le accuse di chi addita gli azzurri come “irresponsabili”: “Non abbiamo fatto precipitare i fatti. Se lo avessimo voluto, avremmo dato oggi la sfiducia al governo. Invece, abbiamo fatto una scelta di responsabilità dando un segnale chiaro al governo”.



Notizie tratte da Libero-News.it – Visita il sito dell’Autore

More
Tag:,   |  Postato in Notizie  |  Commenti  Nessun commento
Ultima modifica giovedì, 6 dicembre 2012 08:39

Indietro tutta. Ora anche Angelino Alfano pigia sul freno. E le consultazioni per scegliere il leader del Pdl paiono un’ipotesi archiviata, pur se non ancora ufficialmente: “Le primarie hanno senso solo se non si candida il presidente Silvio Berlusconi – ha spiegato il segretario degli azzurri -. Se il presidente Berlusconi si candida occorre ripensare tutto”, ha dichiarato intervistato dalla Rai nel corso della sua visita in Sardegna. E che il Cavaliere abbia intenzione di ripresnetarsi alle prossime elezioni non è più in segreto: prima sono arrivate le indiscrezioni di stampa. Poi, oggi, la conferma di fatto: “Candidarmi? Ci sto pensando”, ha spiegato l’ex premier. Una nuova bordata alle primarie del Pdl, dunque, quelle stesse primarie verso le quali il Cav si è sempre mostrato scettico, fino a definirle una “pagliacciata”.

Addio consultazioni – Alfano ha poi aggiunto: “Le dichiarazioni di oggi del presidente Berlusconi pongono sotto una nuova luce le elezioni primarie. Se lui davvero dovesse tornare in campo come ha annunciato, mi chiedo il significato di queste primarie e quindi la mia valutazione resta coerente con quello che ho sempre detto – ha insistito -. Noi le primarie le abbiamo immaginate come un motivo di rilancio del Popolo della libertà, pensando e sperando che fosse una gara delle idee attraverso la quale recuperare la fiducia di tanti elettori che ci avevano votato”, ha spiegato il segretario del Pdl.

Effetto tsunami – Le parole di Berlusconi, come al solito, sul Pdl già in crisi hanno avuto l’effetto di uno tsunami. Secondo Guido Crosetto, in lizza per le primarie, l’intervento del Cavaliere “muta totalmente lo scenario. Penso sia logico e giusto fermarsi a riflettere. Io presenterò le firme di supporto alla candidatura alle primarie per rispetto al lavoro fatto da centinaia di amici in tutta italia. Ma la dichiarazione di Berlusconi ci riporta a condizioni diverse rispetto a quelle su cui erano nate le primarie. Penso che per primo Alfano ne prenderà atto sospendendo il percorso che avevamo iniziato”, aveva anticipato.

Bondi e Bernini – Secondo il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, “Berlusconi  in più occasioni ha ripetuto le cose che ha detto oggi. C’è stata poca disponibilità d’ascolto nel partito delle cose che molto lucidamente ha detto il Presidente Berlusconi. Lui ha messo sul tappeto i problemi che dobbiamo affrontare e su cui dobbiamo riflettere”. Infine Anna Maria Bernini, deputata e portavoce vicario del Pdl: “Ha ragione Berlusconi. Senza di lui in campo abbiamo subito una crisi di consenso e di identità. E’ necessario che il partito gli chieda di sciogliere ogni riserva e di tornare presto alla guida dei moderati. Ed è altrettanto necessario riaprire, a partire dalla Lombardia, un franco confronto con la Lega Nord”.

Biancofiore: “Dimissioni in massa” – Per l’amazzone Michala Biancofiore, le parole di Alfano sono “intelligenti”, poiché il segretario “finalmente torna in linea con il volere del fondatore del Pdl e con i nostri elettori. Stoppi immediatamente le primarie e consenta la rinascita di Forza Italia e del centrodestra nel segno indelebile e vincente di Berlusconi. Dia l’esempio – ha aggiunto la Biancofiore – e rassegni le dimissioni nelle mani del presidente, sarà richiamato per acclamazione. Ma soprattutto – spara ancora – si dimettano tutti quei dirigenti ai quali dobbiamo il braccio di ferro con l’uomo che ha più consensi in Italia e grazie al quale esistono, sono stati al governo e ricoprono ruoli di grande rilievo nella società. Forza Berlusconi, forza italiani. Ora torniamo a far sognare e a credere nella politica con un’operazione di serietà fuori dal palazzo, per la gente e con la gente”, ha concluso la Biancofiore.



Notizie tratte da Libero-News.it – Visita il sito dell’Autore

More
Tag:,   |  Postato in Notizie  |  Commenti  Nessun commento
Ultima modifica sabato, 24 novembre 2012 07:06

Il Cavaliere è in piena forma: dimagrito, di buon umore, pronto a scendere in campo con una sua lista dopo aver mollato il Pdl alla “grana primarie”, Berlusconi incontra i giornalisti davanti a Palazzo Grazioli prima di partire per Milano, dove domani andrà a Milanello e poi a San Siro per Milan-Juventus. Parla di Pato, di El Shaarawy e non si risparmia un nuova barzelletta: “Scusate – esordisce rivolgendosi ai cronisti – sapete, ho un problema. E’ un problema familiare: c’è mio fratello che va dal medico in ogni momento perchè pensa di essere una gallina – sorride il Cavaliere – e il medico mi ha detto: deve portarlo qui in clinica e deve restarci almeno per un mese… Beh, ho capito ma questo è davvero un problema: come facciamo per le uova?”, conclude il racconto l’ex premier.



Notizie tratte da Libero-News.it – Visita il sito dell’Autore

More
Tag:,   |  Postato in Notizie  |  Commenti  Nessun commento
Ultima modifica venerdì, 23 novembre 2012 06:59

 

di Salvatore Dama

Oggi Silvio Berlusconi è atteso a Roma dai dirigenti del Popolo della Libertà per un chiarimento. Vogliono l’interpretazione autentica della sfuriata di Villa Gernetto. Se si è trattato di uno sfogo personale, bene: secondo i colonnelli, il Cavaliere aveva tutte le ragioni per avercela con il mondo intero, dopo la condanna a quattro anni per il processo Mediaset.  Se invece l’ex premier ha voluto tratteggiare la nuova linea politica del partito, male: significa aver delegittimato la strategia del segretario politico e aver svuotato di significato le primarie indette per il 16 dicembre. 

Silvio ieri ne ha parlato al telefono con Angelino Alfano e altri: «Voi andate avanti con l’organizzazione. Le primarie servono a dare nuovo slancio al partito. Ma il mio passo indietro non significa che debba ridurmi al silenzio mentre i giudici mi infilzano», ha tenuto a precisare il Cavaliere rivendicando il diritto all’iniziativa politica. E lasciando intendere che, nelle prossime settimane, le scorribande mediatiche dell’ex presidente del Consiglio saranno sempre più frequenti. 

L’uragano Silvio: «Avete visto Grillo in Sicilia?», i voti si riversano nel terreno  dell’antipolitica,   ed è lì che l’uomo di Arcore vuole lanciare la sua sfida. Con una dialettica anti-tasse, anti-Monti e soprattutto polemica verso i giudici. Non gliene frega niente se oscura il delfino e se mette in imbarazzo i colonnelli con repentini cambi tattici. Sta lavorando alla sua “cosa” nuova. E non ha intenzione di annunciarla tanto presto: «Ho già dimostrato in vita mia di poter organizzare un partito vincente in due mesi…». Quindi il dualismo sarà la regola del Pdl ancora per parecchie settimane. Questo sì che è sicuro.   

È tanto che Berlusconi non riuscisce la dirigenza azzurra. Succederà in giornata. Poi Silvio deciderà  se vedere anche i coordinatori regionali del Pdl o se lasciare la pratica ad Alfano. Anticipando a domani la partenza per il Kenya, destinazione Malindi.  I rapporti sono tesi. L’ex Guardasigilli gli ha mandato a dire che la fiducia a Monti rimane intatta, anche sul ddl anti-corruzione, e che la maggioranza del Pdl sta con lui. Di rimando Silvio ha attibuito al giovane segretario una parte delle responsabilità della sconfitta siciliana: «Io avevo chiuso l’accordo con Miccichè, fosse stato per il sottoscritto avremmo vinto. Ma quei due l’hanno fatto saltare:  si odiano…». 

Ciò non significa che debba rimettere il mandato: «Deve continuare a fare il segretario. Mi serve che stia lì». Il Cavaliere ha altro a cui pensare. È tutto preso dal capire che agibilità politica possa avere una sua lista personale, che spazi e che margini di consenso. Ieri sera Berlusconi aveva invitato a cena ad Arcore Umberto Bossi, Giulio Tremonti e Roberto Calderoli. Appuntamento saltato all’ultimo momento, pare. Ma è chiaro il progetto di Silvio: nel suo movimento vuole coinvolgere anche la “vecchia guardia” del Carroccio, che adesso ha meno spazi da quando Roberto Maroni è diventato segretario. E, pur di allargare la rete di contatti, Berlusconi ha anche fatto pace con il suo “odiatissimo” ex ministro dell’Economia. Al quale adesso avrebbe proposto una nuova avventura politica comune. Come ai bei vecchi tempi.

 


Notizie tratte da Libero-News.it – Visita il sito dell’Autore

More
Tag:,   |  Postato in Notizie  |  Commenti  Nessun commento
Ultima modifica martedì, 30 ottobre 2012 10:10

L’assalto nei confronti di Silvio Berlusconi è giudiziario: le toghe continuano ad accerchiarlo. L’ultimo – devastante – capitolo, è quello relativo alla condanna a quattro anni per frode al fisco nel processo Mediaset. Un colpo bassissimo, per il Cavaliere. Ma anche per la sua società. La sentenza è arrivata poco prima della chiusura delle contrattazioni in Borsa, ma a Piazza Affari il tuffo verso il basso è stato significativo e repentino: i titoli del Biscione hanno chiuso in calo del 3,11%, a 1.338 euro.



Notizie tratte da Libero-News.it – Visita il sito dell’Autore

More
Tag:,   |  Postato in Notizie  |  Commenti  Nessun commento
Ultima modifica venerdì, 26 ottobre 2012 05:43

 

Anche nel Pdl si deve consumare lo strappo. Ne è convinto Giuliano Ferrara che dalle colonne di Repubblica incalza il segretario del partito Angelino Alfano a uccidere il padre. “C’è stato il passo indietro di D’Alema e Veltroni, c’è il ciclone Renzi, il cambiamento è totale” sostiene il direttore del Foglio. “Adesso siamo arrivati al punto che anche nel Pdl serve uno strappo. Qui o si scioglie il partito o qualcuno si deve muovere. E lo strappo stavolta lo deve fare Alfano”, altrimenti per il partito di via dell’Umiltà sarà “la morte cerebrale”. Secondo Ferrara “nel momento in cui sei segretario deve essere percepito come un vero leader”. E un leader in questo momento dovrebbe “indire le primarie il due dicembre e candidarsi senza aspettare il Cavaliere. E deve essere felice”, puntualizza il direttore, “se si candida la Santanché contro di lui. Deve dire: Berlusconi è la nostra memoria, il nostro passato, è il nostro glorioso fondatore ma non avrà più un ruolo attivo”. Alfano per Ferrara “deve tagliare il cordone ombelicale e poi raggruppare quel resta del Pdl”. 

Ferrara è convinto che il segretario del Pdl “deve rivendicare di aver contribuito a salvare l’Italia con il governo Monti. Invece di stare zitti e muti votando le leggi di Monti dovrebbero avere il coraggio di proporre loro stessi come classe dirigente, con le loro idee”. Non dovrebbe essere troppo difficile per il direttore del Foglio. E il Cavaliere? “In questo momento Berlusconi è l’uomo più indeciso del mondo”. Ferrara pensa a un posto che il Pdl potrebbe riservargli al Senato come espressione di una storia e di una memoria, ma “potrebbe anche non candidarsi proprio”, anche se non crede che si esporrà al rischio di essere arrestato: “ci sono almeno una dozzina di pm che lo vorrebbero mettere in galera”. Riguardo al processo Ruby, il direttore sostiene che “se lo assolvono sarebbe un fuoco d’artificio pazzesco”. A quel punto l’uomo è imprevedibile…

 



Notizie tratte da Libero-News.it – Visita il sito dell’Autore

More
Tag:,   |  Postato in Notizie  |  Commenti  Nessun commento
Ultima modifica sabato, 20 ottobre 2012 12:42


Notizie tratte da Libero-News.it – Visita il sito dell’Autore

More
Tag:,   |  Postato in Notizie  |  Commenti  Nessun commento
Ultima modifica martedì, 9 ottobre 2012 12:43