Posts Taggato ‘lega nord’

Lunedì 21 gennaio, ore 20: questo il termine ultimo per la presentazione delle liste elettorali. I partiti si sono presi tutto il tempo necessario. Gli scontri, in particolare nel Pdl, sono stati durissimi. Ma alla fine i nomi sono arrivati. Molte liste ancora non sono disponibili in formato pdf. Quelle che sono state pubblicate ve le elenchiamo qui, di seguito, scaricabili e consultabili.

Monti Camera – Abruzzo

Monti Camera – Basilicata

Monti Camera – Calabria

Monti Camera – Campania 1

Monti Camera – Campania 2

Monta Camera – Emilia Romagna

Monti Camera – Friuli Venezia Giulia

Monti Camera – Lazio 1

Monti Camera – Lazio 2

Monti Camera – Liguria

Monti Camera – Lombardia 1

Monti Camera – Lombardia 2

Monti Camera – Lombardia 3

Monti Camera – Marche

Monti Camera – Molise

Monti Camera – Piemonte 1

Monti Camera – Piemonte 2

Monti Camera – Puglia

Monti Camera – Sardegna

Monti Camera – Sicilia 1

Monti Camera – Sicilia 2

Monti Camera – Toscana

Monti Camera – Trentino Alto Adige

Monti Camera – Umbria

Monti Camera – Valle D’Aosta

Monti Camera – Veneto 1

Monti Camera – Veneto 2

Monti al Senato

Udc alla Camera

Udc all’estero

Partito Democratico alla Camera

Partito Democratico al Senato

Lega Nord

Beppe Grillo, Movimento 5 Stelle


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Ultima modifica lunedì, 21 gennaio 2013 08:49

Cesare Bosetti è tra i consigliero regionale lombardi della Lega Nord, coinvolto nell’inchiesta della Procura di Milano sui rimborsi falsi al Pirellone. In particolare dalle carte risulta che nel 2011 avrebbe speso 15 mila euro in dolciumi. Intervistato da La Repubblica, lui la spiega così: “Ma si figuri, sono diabetico. Mi viene da morire solo a i immaginarli tutti quei dolciumi. Vado spesso in una pasticceria di Milano dove mangio”. Quando il giornalista gli chiede se gli sembra normale spendere più di mille euro al mese per il pranzo, lui risponde: “Ci sono anche le spese le i taxi, la ricarcica del telefono, i libri. Tra le spese che mi vengono contestate ci sono anche dei quadri che ho acquistato per il gruppo: ho pagato poi me li sono fatti rimborsare. Seenta, è tutto regolare. Possiamo spendere 18mila euro al mese,. Neppure nel 2011 ho raggiunto questo tetto. E nel 2012 ho speso solo 1069 euro”. Il consigliere assicura che non c’è nessun problema finché restano queste regole. 

 

Anche Pierluigi Toscani, pure lui consigliere della Lega, che dalle carte dell’inchiesta si sarebbe fatto rimborsare il lecca lecca e le cartucce per il fucile. Anche lui risponde alle domande di Repubblica e spiega: “Le cartucce per il fucile? Credevo fossero cartucce per il toner della stampante che le ha insertite con le altre. Hoa gito in buona fede”. E, per quanto riguard i cioccolatini, dice.: “Non mi sento in colpa. oi non abbiamo le carte di credito. Paghiamo con i nostri soldi. Consegniamo alle impiegate tutti gli scontrini. Sono loro che selezionano quello che possiamo farci rimborsare. Non credo di aver fatto qualcosa di così eclatante. Non metto fuori nemmeno le spese per la benzina. 



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Ultima modifica sabato, 15 dicembre 2012 12:50

 

Numerosi acquisti di videogiochi, sigarette e bibite, in particolare Red Bull. Sono queste alcune delle spese che l’ex consigliere lombardo Renzo Bossi, figlio del Senatur, indagato insieme ad altri quaranta consiglieri per peculato dalla Procura di Milano, avrebbe effettuato coi soldi del gruppo consiliare della Lega Nord. Il “Trota” nei mesi scorsi si era già dimesso dal Consiglio regionale della Lombardia in seguito ad un’altra inchiesta. 

Ma Bossi jr non è il solo ad aver usato indebitamente i soldi pubblici. Oltre a Nicole Minetti, tra gli indagati, da quanto emerge, c’è anche un consigliere che avrebbe comprato coi rimborsi regionali il pane, mentre l’esponente leghista Cesare Bossetti avrebbe speso, nel 2011, quasi 15 mila euro per comprare dolci in pasticceria e fare colazione con brioche e caffè. Al consigliere del Pdl Angelo Giammario, invece, viene contestato di aver usato per fini personali oltre 27.000 euro di  soldi pubblici, in particolare per noleggiare auto e taxi.

 



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Ultima modifica venerdì, 14 dicembre 2012 06:42

 

“Alle primarie del Pdl voterei Alessandro Cattaneo, perché garantirebbe un pò di rinnovamento e di cambiamento: il centrodestra nello stato in cui è può sperare solo in qualcosa di rivoluzionario e profondamente innovativo”. Così Giancarlo Galan, storico “fedelissimo” di Silvio Berlusconi, ad Agorà, su Rai Tre. L’ex ministro aggiunge poi che “se invece dovessi badare alla convenienza chiederei un appuntamento con Alfano, come hanno fatto tutti. Non lo faccio e voglio sperare che Alfano mi apprezzi più per questo”. Una bordata contro il segretario, insomma, di cui Galan, da tempo, contesta la linea e la gestione del partito. 

“La colpa è di Tremonti” – L’ex ministro guarda poi agli errori del Pdl spiegando che “affidare la gestione della macchina a chi è convinto di teorie ingegneristiche diverse dai principi liberali è stato un colossale errore”. In questo caso “le teorie erano soprattutto economiche perché è su queste che è avvenuto lo scontro nella legislatura. Dò la colpa a Giulo Tremonti, alla Lega Nord, a quella parte che crede legittimamente in altre cose”.   

“Rivoluzione liberale, ci credo ancora” – “Il motivo della nostra crisi vera – ha proseguito Galan – è che non abbiamo potuto mantenere le promesse fatte. Io credo ancora nella rivoluzione liberale, perché, quando l’abbiamo presentata, la ricetta liberale ha ottenuto un consenso enorme. Ci credo contro il centrosinistra che, giustamente, propone un’altra ricetta e contro quelli anche al nostro interno che non ce la lasciano fare”.

 



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Ultima modifica mercoledì, 14 novembre 2012 02:36

 

Nell’editoriale che ha seguito l’approvazione con voto segreto dell’emendamento che conferma il carcere per i giornalisti, Alessandro Sallusti – direttore de Il Giornale che ora rischia più che mai di finire in galera – si è scagliato contro la casta: “Fate ridere”. Quindi l’anatema: “Io finirò in carcere, mi consolerà guardandovi sparire”. Nel mirino del direttore la Lega Nord che ha spinto per il provvedimento (che però “in fondo è stata la più onesta: ha dichiarato le sue intenzioni”), poi Rutelli, ma soprattutto Pd e Pdl che, scrive Sallusti, “con la benedizione dei loro capi (Angela Finocchiaro e Maurizio Gasparri) si sono trincerati dietro l’anonimato per vendicarsi dei giornalisti che più e più volte li hanno presi con le mani nella marmellata e a volte nella merda”. No, l’errore non è nostro: Sallusti ha scritto Angela Finocchiaro, e non Anna. Per inciso, Angela Finocchiaro esiste: è la celebre attrice comica che ha preso parte a decine di film e che recentemente si è distinta nei successi di Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord. Sorge un legittimo sospetto: Sallusti attacca Anna ma scrive Angela. Non è che avrà sbagliato il nome di proposito per evitare altre querele?

 



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Ultima modifica mercoledì, 14 novembre 2012 02:35

Appuntamento per martedì. Il leader della Lega Nord Roberto Maroni presenterà ufficialmente il suo libro, “Il mio Nord, il sogno dei nuovi barbari”. Edito da Sperling & Kupfer e scritto con Carlo Brambilla, il volume di 156 pagine ripercorre i primi anni dell’attività politica di Bobo fino agli avvenimenti politici più recenti. Nel libro verranno snocciolati anche gli obiettivi del nuovo Carroccio, che punta a diventare forza egemone del Settentrione. Il prezzo dovrebbe attestarsi intorno ai 17 euro.



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Ultima modifica sabato, 3 novembre 2012 07:40

di Pier Paolo Antonelli

Come spesso accade su notizie legate alla vita personale dei cittadini più in vista, arriva ora il momento della riscossa per Pier Paolo Antonelli, ormai ex-esponente della Lega Nord, che, appena appresa la notizia di essere indagato per stalking, ha deciso con grande senso di responsabilità di autosospendersi dal proprio partito. Nei giorni scorsi era trapelata la notizia dell’emissione di un’ordinanza applicativa di misura cautelare di non avvicinamento ai luoghi frequentati da un conoscente dello stesso Antonelli. Trascrizioni dei testi dell’ordinanza, coperta dal segreto istruttorio, e con contenuti da accertare, erano addirittura apparsi su svariati organi di stampa di taratura nazionale. Addirittura Antonelli ha appreso che sarebbe stato sentito dal Gip di Milano Dott.ssa Maria Cristina Mannocci dagli stessi organi di stampa e non per tramite dei canali tradizionali. Ma col passare dei giorni affiorano verità che mettono in dubbio la veridicità dei fatti per cui è indagato Antonelli. E parallelamente si annunciano iniziative giudiziarie importanti verso chi ha divulgato la notizia in modo arbitrario senza la piena conoscenza dei fatti. Lunga la lista di reati a carico di numerosi organi di stampa. Nello specifico violazione della privacy, diffamazione, violazione del diritto di replica, violazione del segreto istruttorio. Antonelli, difeso dall’Avv. Barbara Bertoni di Pavia, provato dalla vicenda ma anche molto determinato, non risparmia colpi per nessuno: “Pubblicare notizie con la diffusione di atti coperti dal segreto istruttorio è davvero degno di un paese incivile. Per non parlare del fatto di aver appreso la notizia del mio interrogatorio dai giornali. Ben quindici testate giornalistiche di taratura nazionale hanno addirittura riportato la parola “condannato”, mentre risulto solo indagato. Mancava solamente la parola giustiziato per fare ulteriore gossip. Fare politica al giorno d’oggi vuol dire, come nel mio caso, gettare nel cesso la propria vita privata, e allora preferisco dedicarmi alla stessa e non sprecare il mio tempo per i miei ideali. E’ chiarissimo, tuona Antonelli, che sono oggetto di attacco politico da parte di qualcuno. Qualcuno che, non avendo altre armi per poter arrecare danno al sottoscritto, con qualche amico magari all’interno dei tribunali, utilizzi questi metodi deplorevoli per mettere fuori gioco un elemento per molti scomodo. Ho fatto, appena appresa la notizia, un immediato passo indietro all’interno della Lega Nord. Un passo che è stato apprezzato da parecchie persone le quali non solo mi hanno fatto presente che non era necessario, ma hanno sottolineato che qui non si tratta di questioni legate a tangenti o reati di natura amministrativa, ma di ben altro. Chi è indagato per questi reati il passo indietro non lo ha fatto. E’il bene che voglio alla Lega Nord che mi ha spinto a fare un passo indietro, anche perché ritengo di essere stato il capo espiatorio per poter attaccare il carroccio. Nonostante i numerosi messaggi di solidarietà e sostegno ricevuti mi dispiace che taluni esponenti del carroccio latitano, e non credo di meritare ciò dopo tanto impegno politico. Ma và bene così. Gli amici veri vengono a galla in  queste occasioni.” Intanto sembrerebbe che chi accusa Antonelli di stalking a partire dal mese di ottobre 2011, abbia fornito versioni non veritiere e contrastanti. E spuntano anche le prove oltre che ai testimoni. Ed emerge ad esempio che mentre viene dichiarato che  le condotte persecutorie da parte di Antonelli sarebbero state poste in essere a partire da ottobre 2011 e che nel febbraio 2012 queste condotte avrebbero ingenerato “ansia e timore, tale da costringere la persona  nel febbraio 2012 ad allontanarsi dal suo domicilio per trovare riparo presso l’abitazione della madre in Svizzera”, Laura P., amica di Antonelli, afferma :”Chi accusa Antonelli a febbraio 2012 non era in Svizzera ma i rapporti con Antonelli erano buoni, tanto che io 26 febbraio 2012 la stessa si trovava con me e altri amici insieme ad Antonelli a ballare in una discoteca di Milano. Abbiamo anche scattato delle fotografie di gruppo”. Stessa versione anche da parte di Cristian C., altro amico dell’Antonelli. “C’ero anche io quella sera in discoteca e chi accusa Antonelli ha passato tutta la sera con noi, insieme ad Antonelli”. “ Altro che persecuzione, afferma Antonelli. I rapporti con chi mi accusa e famiglia erano molto buoni tanto che produrremo tutti i testi delle conversazioni avvenute tramite Facebook con lo stesso proprio a partire dal mese di Ottobre 2011. Anche gli episodi di danneggiamento di autovetture non sono comprovate da nessuna prova. Sono contento, conclude Antonelli, perchè grazie al comportamento dei media sulla vicenda chiederemo risarcimenti ingenti e adeguati all’immenso danno personale che ho ricevuto con la diffusione di questi atti. Stiamo inoltre valutando anche di chiedere il trasferimento di questo procedimento ad altra Procura, visto che, non si capisce come, dalla Procura di Milano atti così delicati fuoriescano dal palazzo di giustizia con questa facilità.”



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Ultima modifica sabato, 3 novembre 2012 04:39

 

“Primarie del Pdl? Non sono interessato, non faccio parte di quel partito”. E’ chiaro pur nel suo tono sibillino Roberto Maroni, segretario federale della Lega Nord. “Noi le primarie le abbiamo già fatte – aggiunge – così come abbiamo fatto le nostre valutazioni sulla  Lombardia”. Non è facile come poteva sembrare il riavvicinamento tra il Popolo delle Libertà e Lega: saltata la cena tra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi (sembra proprio per un malumore di Maroni), l’ex ministro degli Interni non manda proprio segnali di conciliazione. Se deve essere alleanza, per la Lombardia il candidato è lui.

Palazzo Lombardia – Rumors vogliono che il Cav fosse pronto a garantire la candidatura di Maroni alla presidenza della Lombardia pur di assicurarsi l’alleanza col Carroccio. Il segretario, però, glissa. E se Roberto Formigoni chiede invece una candidatura del Pdl, risponde che queste “sono valutazioni legittime, ma personali”, senza poi risparmiare la stoccata: “La Lombardia è andata in crisi perchè c’è stato un assessore non della Lega – puntualizza – arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa. Chi doveva vigilare – dice – non ha vigilato”.

Il monito siciliano – Maroni, però, lancia un avvertimento: o si trova l’intesa (sulle sue condizioni) oppure in Lombardia è possibile il ripetersi dello scenario siciliano. “La divisione del centrodestra ha favorito la vittoria del candidato Pd – dice -, mentre anche il successo del Movimento 5 stelle era atteso. Lo stesso – conclude – si può ripetere anche qui”.

 



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Ultima modifica martedì, 30 ottobre 2012 10:13

 

“Primarie del Pdl? Non sono interessato, non faccio parte di quel partito”. E’ chiaro pur nel suo tono sibillino Roberto Maroni, segretario federale della Lega Nord. “Noi le primarie le abbiamo già fatte – aggiunge – così come abbiamo fatto le nostre valutazioni sulla  Lombardia”. Non è facile come poteva sembrare il riavvicinamento tra il Popolo delle Libertà e Lega: saltata la cena tra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi (sembra proprio per un malumore di Maroni), l’ex ministro degli Interni non manda proprio segnali di conciliazione. Se deve essere alleanza, per la Lombardia il candidato è lui.

Palazzo Lombardia – Rumors vogliono che il Cav fosse pronto a garantire la candidatura di Maroni alla presidenza della Lombardia pur di assicurarsi l’alleanza col Carroccio. Il segretario, però, glissa. E se Roberto Formigoni chiede invece una candidatura del Pdl, risponde che queste “sono valutazioni legittime, ma personali”, senza poi risparmiare la stoccata: “La Lombardia è andata in crisi perchè c’è stato un assessore non della Lega – puntualizza – arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa. Chi doveva vigilare – dice – non ha vigilato”.

Il monito siciliano – Maroni, però, lancia un avvertimento: o si trova l’intesa (sulle sue condizioni) oppure in Lombardia è possibile il ripetersi dello scenario siciliano. “La divisione del centrodestra ha favorito la vittoria del candidato Pd – dice -, mentre anche il successo del Movimento 5 stelle era atteso. Lo stesso – conclude – si può ripetere anche qui”.

 



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Ultima modifica martedì, 30 ottobre 2012 10:13

 

“«È stata durissima», racconterà alla fine. Angelino Alfano ha discusso per ore con un riluttante Silvio Berlusconi, lo ha messo dinanzi alla gravità della situazione anche ricorrendo a toni inusuali: «O mi dai retta o qui crolla tutto, compresi io e te». Alla fine il Cavaliere ha annunciato lui stesso quelle primarie che avrebbe dovuto convocare Alfano e ha assicurato che non si candiderà: l’unica mossa che tiene unito il partito. Adesso tutti gli oneri e gli onori sono sulle spalle di Angelino. Il quale ringrazia il proprio mentore e si prepara a scalare una montagna”, spiega il vicedirettore di Libero, Fausto Carioti, sul quotidiano in edicola oggi. L’addio del Cavaliere apre un nuovo scenario. Per Alfano è la prova del “quid”, tra legge elettorale, alleanza e l’imprescindibile verdetto del voto. Per l’ex Guardasigilli le primarie sono il meno: la vera sfida da vincere è costruire una coalizione che sia in grado di tenere insieme la Lega Nord (che ha subito riaperto la porta dopo il passo indietro di Berlsuconi) e l’Udc.

Leggi il commento di Fausto Carioti su Libero in edicola oggi, giovedì 25 ottobre

 



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Ultima modifica giovedì, 25 ottobre 2012 09:27