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L’avviso su una pizzeria di Napoli: annaffiate le piante che avete rubato. Quando si dice VERO AMORE… :D

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Ultima modifica mercoledì, 16 febbraio 2011 08:36

L’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio (Arsial) partecipa all’esperimento “Una serra nello spazio” che il 17 febbraio vedrà collegati 4 centri europei (Frascati, Colonia, Tolosa e Lisbona) con l’astronauta dell’Esa, Paolo Nespoli. Il tecnico dello spazio, che dal dicembre 2010 si trova sulla Stazione Spaziale Internazionale in orbita intorno alla Terra, sarà impegnato nell’avviare la coltivazione di una serra in miniatura, descrivendo sul web, in momenti successivi, i passi più significativi della crescita delle piante e consentendo ai ragazzi di paragonare l’esperimento con uno analogo condotto a terra. La mini-serra ospita alcune piante di Arabidopsis thaliana: i ragazzi al suolo e Paolo nello spazio seguiranno insieme la crescita delle piante per 10 settimane.

A Frascati, dove 100 studenti italiani parteciperanno all’iniziativa, l’Arsial illustrerà il progetto Ue Sustgreenhouse, la serra sostenibile (www.sustgreenhouse.eu). ”Sustgreenhouse – ricorda il Commissario Arsial Erder Mazzocchi – è un progetto per un regolare e duraturo sviluppo delle colture orticole, prevalenti nella zona del Basso pontino, nato allo scopo di ridurre il consumo di acqua tramite innovativi sistemi di utilizzo della risorsa idrica. La partecipazione delle nuove generazioni all’esperimento dell’Esa, a cui anche Arsial prenderà parte, rappresenta un ulteriore riconoscimento significativo per l’approccio che abbiamo adottato sulla questione ambientale”.

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Ultima modifica martedì, 15 febbraio 2011 08:34

Gli agrumi per chi non ha molta esperienza sono tra le piante più difficili da coltivare in vaso, in quanto bisogna tenere in equilibrio i seguenti aspetti: temperatura e ricovero invernale acqua tipo di terreno In vaso devono confrontarsi con…

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Ultima modifica sabato, 12 febbraio 2011 07:37

Ci hanno sempre spiegato che l’evoluzione è una lotta senza quartiere per la sopravvivenza: la legge della giungla impone senza remore il suo dictat: “Mors tua, vita mea”. Ma si sta scoprendo che le cose non sempre vanno proprio così. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su American Naturalis, frutto di una ricerca portata a termine dai biologi dell’Imperial College di Londra e del Royal Botanic Gardens. I ricercatori hanno studiato i meccanismi con cui le orchidee si riproducono osservando le numerosissime specie sudafricane per 10 anni, per capire come possono condividere pacificamente lo stesso habitat. E hanno scoperto che, per assicurarsi una progenie, le oltre 22.000 specie di orchidee mettono in azione una vera e propria collaborazione. Ovvero invece di farsi concorrenza l’un con l’altra, varietà diverse di orchidee “spalmano” il polline su parti distinte del corpo delle api permettendo dunque una doppia impollinazione, a vantaggio di entrambe.

Per esempio, se due varietà condividono lo stesso ambiente crescendo vicine (es. Pterygodium pentherianum e Pterygodium schelpei) una aggancerà il polline sulle zampe dell’ape e l’altra sul suo addome. Quindi lo stesso insetto porterà con sè due pollini diversi senza mischiarli, permettendo il perpetuarsi della specie.

Cosa ancora più sorprendente, commentano i ricercatori guidati da Tim Barraclough, è la duttilità che queste incredibili piante dimostrano: “Il Dna ci dice che spostando il fiore in un’altra zona, l’orchidea è pronta ad adattare la sua strategia a nuove specie di api”. Queste nuove scoperte mettono in luce il ruolo degli insetti impollinatori nell’ecosistema e la complesse interazione che esiste tra il mondo animale e quello vegetale.

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Ultima modifica martedì, 8 febbraio 2011 08:27

I frutti tropicali portano sempre con loro un fascino tutto speciale: forme e colori a cui non avremmo mai pensato si abbinano, creando qualcosa di intrigante e a volte assolutamente succulento. Alcune delle piante che generano questi deliziosi frutti possono essere coltivate anche alle nostre latitudini se assicuriamo loro condizioni simili a quelle dell’ambiente da cui provengono. Sarà piuttosto complicato, in certi casi, ottenere frutti commestibili ma le piante potranno vivere bene e svilupparsi decorando piacevolmente le nostre case durante il freddo inverno. Un caso tipico è proprio la pianta dell’ananas: il frutto infatti nasce da un cespo di foglie rigide estremamente bello da vedere, capace di adattarsi bene ad un bel salotto luminoso.

Coltivare l’ananas in casa è piuttosto semplice una volta che si conoscono le sue necessità. A fini ornamentali ne sono state selezionate diverse varietà “nane” che mantengono dimensioni contenute. Durante l’inverno è facile trovare questa pianta nei garden. La più ricercata è la forma variegata di Ananas comosus (bellissima la ‘Ivory Coast’), di solito in vendita completa del bel frutticino già in formazione.

Non aspettatevi però che quel mini-ananas diventi grande come quello che trovate al supermercato! La pianta infatti difficilmente riuscirà a portarlo a maturazione: per questo processo richiede temperature molto alte, ben di più di quelle che possiamo fornire in un comune appartamento durante l’inverno. Inoltre le varietà ornamentali vengono selezionate per il loro potenziale decorativo e non per il sapore dei frutti. Più probabilmente il mini-ananas si seccherà, ma con grande lentezza. Per almeno un mese rimarrà perfettamente decorativo. Nel frattempo dovremo dare alla pianta ciò che le serve per vivere: caldo, luce e grande umidità, soprattutto ambientale. Ama dunque essere nebulizzata spesso sulle foglie con uno spruzzino riempito d’acqua (meglio se demineralizzata), mentre il terriccio del vaso deve rimanere sempre appena umido e morbido intorno alla pianta. Dove invece l’inverno è mite, la pianta dell’ananas può essere piantata direttamente in giardino.

L’ananas è una bromelia (ricordate che ne abbiamo parlato?): il suo sviluppo quindi segue un ciclo ben definito. Quando seccherà il frutto, bisognerà tagliarlo. Dopo qualche tempo la pianta seccherà anche le foglie, ma non temete. Prima di “morire”, accanto al cespo “madre” cresceranno dei piccoli cespi di foglie nuove che, dopo qualche anno, fioriranno a loro volta (per facilitare la nascita dello stelo fiorifero, mettete vicino alla pianta mele e banane molto mature comprendo pianta e frutti con un sacchetto trasparente: l’etilene emesso indurrà la fioritura). E nel salotto di casa ospiterete così un piccolo pezzo di tropico!

Una pianta d’ananas particolarmente ornamentale è l’Ananas lucidus (anche variegata). Le foglie, senza spine e lunghe circa 80cm, hanno una tinta decisamente bronzea che si intensifica con il sole. I frutti sono piccoli e rosati e possono essere usati come reciso per il flower design nella creazione di composizioni dal tocco tropicale.

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Ultima modifica lunedì, 7 febbraio 2011 08:27

Fuori freddo e gelo imperversano. Ma un pollice verde non si ferma di fronte al meteo avverso. E c’è chi ha deciso, molto seriamente, che bisogna inventarsi nuovi metodi, non per avere fiori, ma per avere verdure fresche tutto l’anno. Con o senza pollice. E anche quando fuori nevica. L’idea è questa: sfruttare gli spazi, contenuti e spesso sfortunati, di cui dispone un comune appartamento di città, come una finestra per esempio. Ed ecco che nasce l’orto verticale idroponico

L’idea si è diffusa in Rete come un virus e molte persone in vari luoghi del mondo, tra cui scuole e università, hanno accettato la sfida: “windowfarm” ovvero auto-produrre ortaggi d’inverno in città e poi parlarne insieme (sul sito www.windowfarms.org), confrontando successi ed insuccessi, migliorando la tecnica, verificando le ipotesi e la crescita delle piante.

Il principio alla base in apparenza è semplice: fornendo le sostanze necessarie, le piante, anche in spazi delimitati e in assenza di terra, possono dare frutti e foglie. Occorre però rispettare determinate necessità, prima di tutto la luce, che in inverno a certe latitudini può essere molto scarsa. La struttura dell’orto verticale da finestra prevede dunque un collegamento elettrico per un’illuminazione aggiuntiva tramite lampadine speciali.

I contenitori per gli ortaggi consistono in bottiglie riciclate: la soluzione nutritiva circola tra i contenitori grazie a tubi sottili che creano un circuito chiuso, che prevede pompe, ossigenatori e pochi altri accessori. La chiave però è la chimica delle sostanze impiegate, da dosare attentamente per ottenere una crescita salutare degli ortaggi. Non facile è vero, ma sicuramente una sfida stimolante e una frontiera “verde” tutta da scoprire.

Allo studio anche il design dell’orto da finestra, per fare in modo che il sistema non sia troppo costoso né complicato, così che chiunque possa costruirlo utilizzando un semplice kit. Non sarà forse la soluzione alla sfida del cibo, ma di sicuro potrà portare esperienze interessanti e punti di vista diversi da quelli della produzione alimentare così come la conosciamo.

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Ultima modifica martedì, 4 gennaio 2011 07:50

La fine dell’anno ha messo al pettine i nostri bilanci e, se stiamo attraversando un periodo difficile, i nostri sentimenti per l’inizio del 2011 possono volgersi al negativo e renderci difficile la ripresa dopo le feste. Stress e stati d’animo negativi possono peraltro avere ripercussioni sulla salute dell’organismo. Sembra curioso ma i fiori sono alla base di una cura naturale che si propone di alleviare i disagi dell’animo: si tratta dei Fiori di Bach, in cui le corolle assumono un ruolo salutistico, ben diverso dal giardinaggio o dalla decorazione.

Secondo Vera Paola Termali, esperta del centro di ricerca Cerifos di Milano, un valido aiuto può venire dalla Floriterapia originale del dottor Bach: trentotto rimedi a base di fiori ed erbe che possono influire positivamente su molteplici situazioni di disagio e conflitto. “Una terapia naturale – prosegue Termali – sperimentata con successo da oltre ottant’anni, accettata dall’OMS, e che si è dimostrata efficace non solo nell’affrontare le lievi ansie di tutti i giorni, ma anche quando si manifestano problemi e patologie più gravi, da gestire con calma e lucidità. Non è necessario ‘credere’ in questa terapia: i Fiori di Bach funzionano anche nei bambini, negli animali e nelle piante. Dato che sono stati sviluppati come metodo di auto-aiuto, tutti possiamo imparare a trarne beneficio in relazione alla nostra personalità e ai nostri problemi, con dei corsi ad hoc”.

Per esempio, contro i pensieri neri tipici dei bilanci di fine anno, dice la Termali, “sono utili Gentian contro pessimismo e delusione, Scleranthus per non bloccarsi davanti alle decisioni, Wild Rose contro la rassegnazione, Cerato per l’intuito e il coraggio di cogliere le occasioni”.

Passato Capodanno, la ripresa del lavoro può essere faticosa. Niente paura: “Qui ci vuole Hornbeam – spiega  Termali – ottimo per combattere il ‘monday morning feeling’, magari insieme a Olive, che dà energia fisica, e a Crab Apple, per purificare l’organismo dagli stravizi alimentari”.

I Fiori di Bach sono reperibili nelle comuni farmacie ed erboristerie. E’ consigliabile comunque non assumere tutti i rimedi insieme: si rischia infatti di non distinguere i benefici delle singole essenze. I rimedi vengono venduti in singole boccette in soluzione alcolica e vanno assunti nella misura di 4 gocce al sotto la lingua 4 volte al giorno.

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Ultima modifica lunedì, 3 gennaio 2011 07:50

Gelo e neve, oltre alle insistenti piogge, la fanno da padrone ormai da novembre nel Nord Italia. A questo punto le belle erbe aromatiche (salvia, rosmarino, basilico ecc.) che abbiamo acquistato e coltivato con tanta cura nella stagione calda passata che fine fanno? Alcune resistono bene al nostro inclemente inverno, ma altre hanno più difficoltà. Ecco dunque cosa dobbiamo aspettarci da quelle più comunemente utilizzate e cosa fare per proteggerle dalle intemperie.

Bisogna tenere conto che la maggior parte delle erbe che coltiviamo per l’uso nella nostra cucina sono le cosiddette “erbe mediterranee”. Il che indica chiaramente il loro habitat preferenziale: caldo e secco, a volte quasi arido, con terreni molto ben drenati, spesso sassosi, con inverni miti in cui le temperature più basse non durano mai a lungo. Tutto il contrario di quello che accade qui nel settentrione, per non parlare delle piogge e dell’umidità invernale, che certo queste piante (con forse l’unica eccezione della menta) non amano. Quindi prima attenzione: esporle tutte al sole, in modo che un minimo di calore venga recuperato anche durante la brutta stagione.

BASILICO
Ad autunno, all’arrivo dei primi venti freddi, l’avrete già visto ingiallire e indebolirsi sempre più. Il basilico infatti non tollera assolutamente il freddo. Si può ritirarlo ma considerato l’uso che se ne fa in cucina, conviene sradicare la pianta e conservarne le foglie per l’inverno (un buon sistema è mettere le foglie nei contenitori per il ghiaccio e aggiungere acqua: una volta gelati, i cubetti si potranno aggiungere direttamente al sugo) comprandone una nuova (o piantare i semi) la stagione successiva.

ROSMARINO
Non soffre né gelo né il freddo di pianura. E’ resistente e caparbio: se qualche punta dovesse gelare, a primavera basterà tagliarla via e la pianta subito creerà nuova vegetazione.

SALVIA
Se la tenete in vaso, potrebbe risentire dell’inverno se perdurano basse temperature e spogliarsi di molte foglie. Si riprenderà ai primi caldi ma se la pianta stenta molto, e la usate parecchio in cucina, meglio coltivare due o tre piante contemporaneamente e sostituirle quando occorre. Prima di scartare la pianta spogliatela di tutte le foglie, tritatele insieme ad un po’ di rosmarino fresco e mischiate con del sale grosso: sarà un ottimo condimento per le carni invernali. Tenete conto che le varietà variegate tendono ad essere decisamente più delicate della classica salvia da cucina.

TIMO
E’ un tipo capriccioso, il timo. Non tanto in terra quanto in vaso, dove si prende un po’ di tempo per adattarsi al nuovo ambiente. Se anche lo vedrete spogliarsi, sembrando quasi del tutto secco, non disperate: lasciatelo in pace, proteggetelo se in vaso e aspettate la primavera. Dalla base dei rametti spesso spuntano nuovi germogli e la pianta rigenera da sola la sua chioma. Se doveste perderla, riprovate l’anno prossimo con un consiglio: acquistate una piantina giovane appena la trovate nei garden. Crescendo nel vostro angolo verde, si adatterà meglio e diventerà più resistente.

MAGGIORANA
Tollera piuttosto bene il freddo: non spaventatevi se la vedrete imbruttirsi quando verrà sottoposta a gelo e neve. A primavera tagliatela a pochi centimentri da terra e ricreerà gli steli nuovi direttamente dalle radici sotterranee, con la nuova vegetazione.

ORIGANO
Non apprezza il freddo e il gelo, ma spesso si adegua perdendo la parte aerea e ributtando a primavera, come la maggiorana. Detesta i ristagni invernali.

ALLORO
Non teme le temperature fredde, neanche le più basse e manterrà la sua bella foglia profumata per tutta la brutta stagione. Può essere utilizzato tutto l’anno.

MENTA
La menta non soffre né gelo né neve. Anche se perderà la parte verde visibile, che seccherà, le radici rimarranno ben vive nel terreno. A primavera la vegetazione ricrescerà e presto la pianta tornerà in forma.

ERBA CIPOLLINA
L’erba cipollina non teme nulla del gelido inverno perché i suoi piccoli bulbi se ne stanno sottoterra per tutta la stagione fredda, lasciando seccare gli steli verdi. La pianta va a riposo quando arrivano i primi geli: l’ideale dunque è tagliarla a zero prima del freddo: diamo una pulita veloce agli steli e tagliamoli a pezzetti, riponendoli in un sacchetto per il freezer. Si conserverà a meraviglia e sarà utilissima in cucina durante l’inverno mentre fuori la pianta riposa, in attesa del risveglio primaverile.

MELISSA
Nessun problema: la pianta secca la vegetazione se fa molto freddo e la ricrea a primavera.

PEPERONCINO
Il peperoncino non sopporta le basse temperature: va dunque ritirato in un’area riscaldata ma ben esposta alla luce, con tutte le cure necessarie ad una pianta tropicale.

PREZZEMOLO
Nessun problema con l’inverno, anzi: spesso cresce al meglio con il fresco. Con il gelo le foglie e gli steli seccano ma a primavera ributtano. La pianta però è biennale, vive solo due anni consecutivi, poi va riseminata.

ERBA LIMONCINA
Non ama il gelo, che soffre moltissimo se coltivata in vaso, al punto da non sopravvivere all’inverno. In terra invece, pur perdendo tutte le foglie, riesce a resistere molto meglio, rigermogliando dal legno nudo anche se a tarda primavera.

LAVANDA
La classica lavanda comune (lavandula angustifolia) resiste bene al freddo anche se mai troppo volentieri. Se avete un muro contro cui piantarla al sole, ve ne sarà grata. Attenzione alle piogge invernali: per non rischiare pericolosi ristagni di umidità, aggiungete un bello strato di ghiaia nella terra in cui la piantate.

Tutte le aromatiche riescono ad affrontare molto meglio l’inverno più duro se vengono piantate direttamente in terra. Il vaso infatti si raffredda facilmente se non ha protezione (barriere, muri, angoli riparati). In entrambi i casi comunque si può aiutarle a superare la brutta stagione coprendo la superficie di vasi e aiuole con un buono strato di pacciamatura, per esempio la corteccia in vendita nei garden. Questo proteggerà il terreno e preserverà meglio le radici dal gelo. Possiamo anche avvolgere i vasi più esposti con un sacco di juta usato come una “coperta” e legato intorno al vaso con un robusto spago. Attenzione alle bagnature dei sempreverdi in questo periodo: annaffiare è utile solo se la pianta si trova al riparo dagli elementi ma bagnare il terriccio che poi gela di notte può mettere a rischio l’apparato radicale. Quindi fatelo raramente e solo nelle giornate più soleggiate. Ritirare le erbe aromatiche in casa? Io lo sconsiglio: molto meglio che si adattino all’ambiente che trovano, cresceranno sicuramente più robuste e sane.

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Ultima modifica martedì, 28 dicembre 2010 07:33

La maggior parte delle piante smettono di crescere in inverno e ha dunque bisogno di riposo. Bisogna diminuire la somministrazione di acqua. Collocarle in un luogo fresco le aiuta a trascorrere l’inverno in condizioni più simili al loro…

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Ultima modifica venerdì, 24 dicembre 2010 06:12

L’olivo è una pianta che non sopporta il freddo: rischia di morire se la temperatura scende per molti giorni sotto i 10 gradi. Si pensa che essendo in inverno non abbia bisogno di acqua (come tutte le piante coltivate in vaso), ma va…

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:03