Caro Presidente Monti, la grave crisi economico-finanziaria internazionale che sta minando le fondamenta dell’Euro-Zona ed il nostro Paese colpisce soprattutto i giovani. Questo quadro, sviluppatosi anche a seguito di discutibili decisioni assunte dai nostri padri e nonni, pesa fortemente sulla nostra generazione, che sta pagando il prezzo più alto della crisi in termini di carenza di posti di lavoro, di difficoltà estreme nel costruire una famiglia ed il proprio futuro, di incertezze sulla tenuta del sistema sociale e pensionistico di unItalia anagraficamente assai adulta. La stragrande maggioranza dei giovani non è composta di fannulloni o di bamboccioni, né di persone violente, eppure la politica dellultimo ventennio ha smesso di investire sui figli di questo Paese. Poco più di un anno fa, proprio mentre lItalia era sullorlo del baratro, a Lei e ad un gruppo di tecnici è toccato risollevare le sorti di questo Paese, facendogli riacquisire credibilità e prestigio internazionale, mettendo in sicurezza i conti dello Stato e cercando di rilanciarlo nonostante alcune scelte dolorose ma necessarie. Con la strana maggioranza che ha sostenuto il Suo Esecutivo, non si poteva certo ottenere di più, anche perché le forze parlamentari pre-esistenti non si sono sempre dimostrate ben disposte ad approvare quelle necessarie riforme strutturali che avete proposto. Seppur non tutti i provvedimenti adottati dal Suo Governo sono stati accolti con favore, per gli importanti sacrifici che sono stati richiesti agli italiani, siamo coscienti del coraggio che avete dimostrato nellassumere la responsabilità di salvare e di risanare uno Stato sullorlo del precipizio in un periodo di crisi così profonda. Per queste ragioni Le chiediamo di andare avanti e di non vanificare il buon lavoro sinora svolto ed i sacrifici a cui si sono sottoposti i nostri concittadini, anche per ultimare le importanti e determinanti riforme avviate. Siamo convinti che non sia necessario procedere ad una fusione fredda per costituire un nuovo partito, ma che sia più opportuno mettere assieme, in una grande lista civica per lItalia, le migliori esperienze della società, del sistema imprenditoriale e produttivo, delle professioni, dellassociazionismo, del mondo giovanile. Questo nuovo movimento dovrebbe avere ununica ambizione: lavorare quotidianamente per cambiare l’Italia! La conseguenza di una sana politica sarà quello di rilanciare modelli di selezione basati su logiche meritocratiche, di dare nuove prospettive al Paese ed un nuovo impulso alla nostra generazione per mettere in campo tutte quelle capacità individuali e la carica innovativa che consentiranno di costruire un futuro migliore, superando quel preoccupante stato di immobilismo che caratterizza la società italiana, quelle diffuse forme di rassegnazione di tutti coloro che sentono il freno tirato da una gerontocrazia inamovibile e dalle caste che dominano interi settori del sistema Paese e che ci stanno lasciando ai margini della vita pubblica. Il problema di unassenza di ricambio generazionale investe tutti i settori della vita sociale del Paese, compreso quello della politica. Ed anche se in molti sostengono che questo ambito, più di altri, avrebbe bisogno di innovazione, si può facilmente affermare che continua ad essere poco permeabile ai giovani e che il ringiovanimento, auspicato da più parti, difficilmente viene praticato. Per evitare rigidità sociali e il rischio concreto del declino della produttività individuale, lunica strada percorribile è quella della meritocrazia e della libertà di competere. Una strada che necessita prioritariamente di unaccurata riflessione sulla situazione in atto, sullo status quo, e quindi sui rimedi praticabili e possibili. Se non ci fosse lungimiranza in questa direzione, a causa della crisi economica e di quella politica, si rischierebbe di far prevalere il populismo della cosiddetta anti-politica e di fermare un processo a cui lEuropa stessa ci chiama e che necessita di importanti azioni di coordinamento, anche dellintero territorio nazionale. E’ giunto il momento di riprendere pieno possesso della nostra libertà di scegliere e diventare protagonisti del cambiamento. Vogliamo che l’Italia diventi un Paese giovane, moderno, dinamico.Un luogo in cui il costo del lavoro sia commisurato alla produttività in modo da permettere allimpresa di essere competitiva e al lavoratore di percepire una remunerazione adeguata che tenga conto del costo della vita. Dove tutti i cittadini che vi nascono, vivono, lavorano e rispettano le leggi, abbiano gli stessi diritti e gli stessi doveri. Dove si pagano tasse adeguate per la qualità dei servizi pubblici ricevuti e per la propria capacità contributiva, e non siano fra le più alte del mondo. Dove dopo tanti anni di serio lavoro, si possa godere di una pensione adeguata. Dove l’innovazione, l’istruzione e la ricerca, siano le chiavi su cui investire per crescere. Dove l’ambiente venga considerato una fondamentale risorsa da tutelare, ma anche una fonte di lavoro e di reddito. Dove i nostri meravigliosi beni storici, culturali, architettonici e paesaggistici vengano protetti e valorizzati, anche per incrementare l’offerta turistica di quello che è considerato il più bel Paese del mondo. Un Paese che sappia promuovere la produzione locale di qualità, leconomia sociale e superare così gli squilibri economici, sociali, territoriali e culturali, sostenendo con forza il diritto al futuro. Un Paese dove a diciotto anni ogni cittadino possa candidarsi e votare per ogni carica pubblica, ma in cui nessuno possa ricoprire per più di due volte lo stesso incarico elettivo o amministrativo. Un Paese dove non siano tollerati sperperi di denaro pubblico e proliferazione di Enti inutili. Un Paese in cui gli onesti prosperino, ed i furbetti siano perseguiti e prontamente ricondotti al rispetto delle norme di civile convivenza. Un Paese in cui il merito e le capacità, siano l’unico metro di reale valutazione. Dove ci sia la certezza del futuro. Un Paese dove rigore, trasparenza e sostenibilità dei conti pubblici, siano le basi per la corretta gestione dello Stato ed i capisaldi su cui costruire sviluppo, crescita e benessere. Noi pensiamo che questa Italia possiamo costruirla con Lei, ed è per questo che Le chiediamo di accettare la sfida e di candidarsi alla guida del Paese. Presidente, i giovani le rivolgono un appello accorato: scenda in campo per loro e insieme ad essi apra il percorso che conduce alla strada della speranza e del futuro per le nuove generazioni, per gli italiani di oggi e per quelli di domani.
Notizie tratte da OcchioViterbese.it – Visita il sito dell’Autore
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