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 Il Milan ha iniziato le trattative con il Real Madrid per tentare di riportare il brasiliano Kaka’ in rossonero. Le due societa’ hanno iniziato a parlarsi sul tema dopo il tentativo fatto da Galliani in estate. Kaka’ ieri era a Milano ed ha aperto alla possibilita’ di un ritorno. L’ad del Milan ieri ha incontrato Ernesto Bronzetti, intermediario nelle trattative fra Milan e Real Madrid, e oggi ha ricevuto Gaetano e Dario Paolillo, gli agenti di Kaka’. Per indirizzare positivamente la trattativa il presidente Silvio Berlusconi avrebbe parlato direttamente con il numero uno del Real, Florentino Perez. Il Milan vorrebbe il giocatore in prestito dal Real e Kaka’, che ha trascorso sei anni a San Siro, dovrebbe accettare un taglio di stipendio sostanzioso, visto che al momento guadagna circa 13 milioni di euro a stagione.



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Ultima modifica giovedì, 17 gennaio 2013 05:22

 

Continua la ricerca dell’anti-Juve, che ha vinto in extremis contro il Cagliari nell’anticipo del venerdì sera. E i verdetti della giornata pre natalizia di Serie A (in attesa del big match di stasera tra Roma e Milan) indicano Lazio e Fiorentina in cima alla lista delle papabili.  Biancocelesti e gigliati, infatti, non fanno come l’Inter che si è inceppata in casa con il Genoa (1-1 a San Siro) ed hanno vinto fuori su due campi difficili. La squadra di Petkovic ha espugnato il Ferraris grazie a Hernanes rovinando la “prima” di Delio Rossi sulla panchina doriana; i viola hanno vinto a Palermo grazie al ritrovato Jovetic (doppietta) e sia Lazio che Fiorentina inguaiano ulteriormente le classifiche di Samp e Palermo. Il Napoli, da parte sua, riesce a ripartire dopo le disavventure con la giustizia sportiva ed a Siena (prima in panchina in campionato del neo allenatore Iachini) passa nel finale con Maggio e riesce a raddoppiare col solito Cavani su rigore. Il Parma vince a Bologna il derby emiliano ribaltando il risultato. Felsinei avanti con Sorensen nella ripresa, sono prima raggiunti da Valdes e poi superati grazie a Sansone. Pari con gol (Muriel e poi pari di Denis su rigore) tra Atalanta e Udinese, mentre il Torino sfrutta al meglio il fattore campo, battendo in casa con due reti nel primo tempo il Chievo: un’autorete di Sardo spiana la strada, poi Gazzi ha mezzo al sicuro il risultato.

Petkovic all’arrembaggio – La Lazio fa un salto triplo. I biancocelesti, nell’ultimo turno dell’anno, rovinano il debutto dell’ex Delio Rossi sulla panchina della Sampdoria, espugnando il Ferraris con la rete decisiva, nel primo tempo, del profeta Hernanes. Tre punti che consentono ai biancocelesti di Petkovic, complice il mezzo passo falso casalingo dell’Inter, di salire al secondo posto in classifica e, dunque, di candidarsi ufficialmente ad antagonista numero uno dei campioni d’Italia. Marchetti trova il modo di confermare il suo momento magico al 4′, deviando in tuffo un tiro di Icardi, e soprattutto al 9′, quando si esalta per dire no ad Eder. La Lazio esce lentamente dal guscio con il lavoro dei due esterni, Konko e Lulic.

Sogno viola – Vola la Fiorentina, che vince 3-0 al Barbera contro il Palermo e continua la sua corsa in zona Europa. Alla squadra di Vincenzo Montella basta un gol di Jovetic per avere ragione di un avversario con la testa già alle vacanze, peraltro non meritate. Con una doppietta di Jovetic e un gol di Rodriguez i viola stendono un avversario non solo inferiore sul piano tecnico ma soprattutto senza anima e determinazione. Miccoli e compagni non tirano mai in porta e non riescono a impensierire minimamente una Fiorentina a cui basta l’ordinaria amministrazione. Gasperini non recupera Ilicic e Von Bergen; in avanti è Brienza a coadiuvare Miccoli; Montella conferma Neto titolare in porta e lascia fuori Viviano, assente per squalifica Roncaglia; Pizarro in panchina.

Nerazzurri in crisi - L’Inter continua a non girare, e in casa non va oltre l’1-1 contro il Genoa nel “lunch match” della 18a giornata. Con il punto conquistato la squadra di Stramaccioni sale a 35 punti a 9 lunghezze di distanza dalla Juve capolista. Un punto che vuol dire ossigeno, invece, per Delneri e il suo Genoa che sale a 14 punti ma ancora in piena zona   retrocessione. Il Genoa ha sperato nel colpaccio quando al 32′ del secondo tempo Immobile ha gelato San Siro. Ma a cinque dalla fine è arrivato il pari con Cambiasso e a tempo scaduto i nerazzurri hanno sfiorato il successo con il palo colpito da Livaja.

Cuore partenopeo – Il Napoli rialza la testa dopo 4 ko consecutivi e la penalizzazione (-2) arrivata in settimana, e batte, pur faticando molto, il Siena fuori casa. Decisivi i gol di Maggio a   quattro minuti dal termine della gara e di Cavani su calcio di rigore a un minuto dalla fine. La squadra di Mazzarri con questo successo sale a 34 punti, rimanendo nel gruppo per un posto Champions, mentre il Siena resta ultimo a 11 punti.

Festa granata – Il Torino festeggia il Natale con la quarta vittoria stagionale. L’undici di Ventura vince e convince contro un Chievo evanescente, mai entrato in partita. Il 2-0 dei granata è più che meritato e consente loro di affrontare la pausa per le festività con maggiore tranquillità, con il Toro che si porta a quota 19 punti, allontanandosi dal terzultimo posto occupato dal Palermo con 15. Dopo un avvio di studio, al 12′ il Toro passa in vantaggio. Angolo battuta sa Cerci, Glik si fionda sul primo palo ma è anticipato da Sardo che infila nella propria porta nel più classico degli autogol. Il Chievo prova a reagire ma c’è molto nervosismo in campo e l’arbitro Banti è costretto ad intervenire ammomendo Hetemaj e Glik, finiti entrambi a terra e che forse si sono scambiati qualche colpo con la palla lontana.

Il derby al Parma – Stavolta la rimonta punisce il Bologna. Dopo due trionfi di fila al San Paolo sul filo di lana, tra campionato e Tim Cup, i rossoblù pagano dazio nel derby: pur passando in vantaggio grazie alla rete di Sorensen, le reti di Valdes e Sansone inchiodano la formazione di Pioli, battuta per 2-1 al Dall’Ara. Il Parma, che non vinceva a Bologna da 14 anni, prosegue la sua marcia, torna a vincere fuori casa e può sognare l’Europa; per il Bologna una battuta d’arresto che fa male.

Pari Atalanta-Udinese - Muriel illude i suoi, Denis dal dischetto pareggia i conti e tra Atalanta e Udinese finisce 1-1. Lasciato a casa Schelotto dopo le vicissitudini dei giorni scorsi, Colantuono opta per una difesa a tre con Lucchini al posto dello squalificato Manfredini, Raimondi e Peluso sono gli esterni e c’è De Luca, e non Moralez, ad affiancare Bonaventura a sostegno di Denis. Parte dalla panchina Totò Di Natale, con Guidolin che decide di puntare sul tandem Fabbrini-Muriel mentre Angella è preferito a Coda per completare il pacchetto difensivo.    

LA CLASSIFICA
Juventus 44
Lazio 36
Fiorentina 35
Inter 35
Napoli 34
Roma 29
Milan 27
Parma 26
Catania 25
Udinese 24
Atalanta 22
Chievo 21
Torino 19
Bologna 18
Sampdoria 17
Pescara 17
Cagliari 16
Palermo 15
Genoa 14
Siena 11

 



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Ultima modifica sabato, 22 dicembre 2012 08:05

di Massimo De Angelis

Periodo d’oro per il novello golden boy del calcio italiano: titoloni a nove colonne e tripudio di elogi. Così il rossonero Stephan El Shaarawy viene eletto all’unanimità sorpresa positiva della stagione, nonché bomber emergente. Ma, purtroppo per il giovane ragazzo, esiste anche il rovescio della medaglia: tanta improvvisa notorietà genera riflessi negativi sulla vita privata. Il Faraone è ormai un star non solo sportiva, ha un look eccentrico e soprattutto una bizzarra criniera. Pare il degno successore per il gossip cittadino dell’emigrato Mario Balotelli, e probabilmente se ne sono accorte anche le attive schiere di implacabili paparazzi. Già qualche giorno fa, il giovane fenomeno è stato braccato dai ficcanaso per le vie del Quadrilatero mentre passeggiava con una misteriosa bionda. Scatti di assoluta routine, e alla fine il calciatore ha dichiarato che la donzella era la fidanzata del fratello. Tanto per non lasciar dubbi. Questo però non era che l’antipasto della più movimentata serata di giovedì, quando è incappato nelle grinfie di «invisibili» fotografi.  Uscito verso le ventuno da un centro estetico in zona San Siro dopo un accurato tagliando «depilativo», invece di salire sulla sua macchina ha preferito dirigersi verso la vicina vettura dove sostava una misteriosa signorina. Dopo circa mezz’ora di conciliabolo l’auto è partita con i due a bordo, ha fatto un giro dell’isolato e si è fermata proprio davanti al bolide del giocatore: al momento dei saluti la via si è illuminata a giorno per i flash dei paparazzi. 

Apriti cielo, il Faraone improvvisamente si è coperto il volto prima con le mani e poi con un berretto, ma ormai era troppo tardi. Retromarcia veloce e fuga nelle vie limitrofe, dove è stato abbandonato dall’amica. Lui è sceso dall’utilitaria della donna, e a piedi si è avviato verso il parcheggio continuando a guardare attorno nella paura di essere ancora seguito dai maramaldi fotografi. 

In quel tratto di strada, immaginiamo, avrà compreso i rovinosi effetti collaterali della popolarità e in sua coscienza avrà rimpianto i tranquilli trascorsi genovesi.



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Ultima modifica sabato, 8 dicembre 2012 05:53

 

Un Natale triste e solitario quello che si appresta a vivere Daniela Santanché. La compagna di Alessandro Sallusti costretto ai domiciliari nella sua casa si ritiene vittima “collaterale” della condanna inflitta dai magistrati al direttore del Giornale. “Adesso sarà vietato l’ingresso a tutte le persone della mia famiglia, già oggi mia madre non è potuta venire a trovarmi”, si è lamentata la pasionaria Daniela con il Corriere della Sera. Leggenda vuole che le dispense della villa in pieno centro a Milano in cui la Santanché con Sallusti trabocchino di viveri, eppure “non potrò stare con mia madre nè con i miei fratelli. Se dobbiamo trascorrere il Natale da soli, se questa è la pena, faremo Natale da soli. Mi auguro che la situazione cambi…”. 

La Russa può entrare – Sull’ordinanza del giudice infatti sono indicati i nomi e i cognomi delle persone che possono entrare nella casa bianca a due passi da via Montenapoleone: sì al figlio di Sallusti, sì al cardiologo di fiducia e agli altri abitanti della casa, cioè il figlio di Daniela che ha 16 anni, una nipote di lei che ha il domicilio in villa e il personale di servizio. Sì anche all’avvocato Ignazio La Russa che ieri dopo la partita a San Siro è passato a trovare l’amico. In realtà Sallusti ha anche due ore “d’aria”: dalle 10 alle 12 il direttore può uscire e, se ritiene, andare a dirigere la riunione di redazione del mattino. Può anche telefonare, spedire email e cinguettare con Twitter, ma ha divieto di incontrare estranei. Ieri, però ha preferito starsene a casa e trascorrere una tranquilla domenica in famiglia. “L’unico aspetto positivo di tutta questa vicenda è che possiamo stare insieme e parlarci, ché tra di noi ci capiamo”, ha detto Daniela Santanchè al Corsera. “Abbiamo tanti problemi in questo momento, tante cose da dirci e sempre poco tempo per farlo”.

 



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Ultima modifica lunedì, 3 dicembre 2012 02:09

Una boccata d’aria. E’ quella che il Milan ha preso ieri sera a Bruxelles, sconfiggendo l’Anderlecht per 3-1 e mettendosi in tasca con un turno di anticipo la qualificazione agli ottavi di Champions League. In Belgio Allegri mette Yepes al posto di Acerbi in difesa. E davanti il tridente Boateng-Bojan-El Sharaawy. Tre punte che non riescono a sbloccare il risulatto nei primi 45 minuti, nei quali comunque i rossoneri appaiono tonici. Milan molto alto e in pressing. Ma per vedere il gol occorre aspettare la ripresa: due minuti e De Sciglio (forse il migliore tra i rossoneri) crossa dalla destra sul fronte opposto. El Shaarawy stoppa con precisione millimetrica di sinistro e poi col piatto destro mette alle spalle del potiere dell’Anderlecht Proto. Il raddoppio è fortunato quanto favoloso. E ha per protagonista Mexes, uno che col gol non è che abbia rapporti frequenti. Il francese, al 26′, riceve un lancio al minite dell’area, lo stoppa di petto e poi, manco fosse Pelè, fa una rovesciata pazzesca e insacca nell’angolino con proto immobile e sconsolato. Sembra fatta, ma a quel punto i rossoneri mollano quel tanto che consente ai belgi di crederci ancora. E infatti de Sutter al 33′ accorcia le distanze al termine di un’azione confusa nell’area del Milan, che trema cinque minuti dopo quando Deschacht sulla sinistra si presenta solo davanti ad Abbiati ma spara alto. nel finale c’è tempo per la seconda perla di El Shaarawy, che dopo essere scattato sul filo del fuorigioco, dopo una sgroppata di quaranta metri mette in mezzo all’area un assist al bacio per Pato, che a porta vuota non può sbagliare. Domenica a San Siro arriva la Juve, reduce dal 3-0 al Chelsea.



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Ultima modifica giovedì, 22 novembre 2012 12:44

Il Milan soffre, gioca maluccio ma alla fine contro il Malaga nella quarta gara di Champions League strappa l’1-1 contro il Malaga. Ironia della sorte, deve ringraziare il giocatore più atteso e, anche martedì sera, deludente: Alexandre Pato. A San Siro il Papero brasiliano è a lungo indolente, appesantito, poco visibile: qualche spunto e lunghi momenti di apatia, ma al 28′ con i rossoneri sotto 1-0 per il gol dell’ex laziale Eliseu (al 40′, su imbeccata del talentino Isco e dormita di De Jong e Constant) infila di testa il portiere degli spagnoli Caballero (migliore in campo) e torna al gol a distanza di quasi un anno: ultima rete a gennaio, in coppa Italia contro il Novara. Calvario finito? Fisicamente c’è da recuperare e parecchio, ma psicologicamente il gol servirà. Come serve, e tanto, al Diavolo, che resta secondo dietro al Malaga capolista e qualificato (a quota 10) con 5 punti, uno in più dell’Anderlecht (1-0 allo Zenit) e due sullo stesso Zenit di Spalletti. Decisivi i due scontri diretti: a Bruxelles e in casa contro i russi.

L’ombra di Guardiola – Mister Allegri però avrà ancora dettagli su cui riflettere: il 4-2-3-1 che bene ha fatto in campionato, in Europa contro una squadra organizzata e incisiva come il Malaga ha funzionato poco. Bene, ancora una volta, Bojan e Montolivo, i più convincenti. Sottotono e un po’ svuotato El Shaarawy, pasticcione Emanuelson, decisamente negativo De Jong che ha fatto rimpiangere l’ottimo Ambrosini visto nel 5-1 al Chievo, sabato scorso. “E’ tutto aperto fino alla fine”, commenta soddisfatto Allegri, che deve però preoccuparsi ancora della sua panchina. L’ad rossonero Adriano Galliani ha incontrato lo staff dell’ex tecnico del Barcellona Pep Guardiola: grandi manovre per la prossima stagione? “Questa storia mia ha annoiato – ribatte Allegri -, Guardiola non mi infastidisce”.

Gli altri risultati – Nelle altre gare di Champions soffrono le big. Il Real Madrid pareggia al 90′ in casa contro il super Borussia Dortmund (2-2, decide Ozil), l’Arsenal si fa acciuffare sul 2-2 dallo Schalke, stesso risultato per il Manchester City in casa contro l’Ajax, ma per la squadra di Roberto Mancini la qualificazione agli ottavi è praticamente sfumata. Un grande Ibrahimovic non segna ma guida il Psg al 4-0 sulla Dinamo Zagabria che sa di passaggio del turno. Questa sera ultimo appello per la Juventus: dopo tre pareggi, serve una vittoria in casa contro i danesi del Nordsjaelland.



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Ultima modifica mercoledì, 7 novembre 2012 04:59

di Valerio Felletti

A qualcuno ai vertici della Figc piace creare le polemiche. Perché non ci sono altre spiegazioni nelle designazioni arbitrali delle ultime due giornate di serie A. Perché prima Rizzoli e Gervasoni, due dei protagonisti del caos di Catania di domenica, sono stati “premiati” e rimandati in campo nel turno infrasettimanale. Poi per la supersfida tra Juventus e Inter di questa sera, una  gara per la quale i presidenti delle rispettive squadre hanno provato a stemperare la tensione, la federazione ha designato come arbitro Paolo Tagliavento. Uno che qualche precedente negativo con nerazzurri e bianconeri lo ha avuto. 

Le manette
Febbraio 2010, a San Siro si gioca Inter-Sampdoria. Gli uomini di Mou avevano appena iniziato a volare verso il triplete, ma non avevano fatto i conti con Tagliavento. Che in quella serata ha deciso di diventare protagonista nella Scala del Calcio. A fine primo tempo l’Inter si ritrova in 9, grazie alle espulsioni affrettate di Samuel e di Cordoba. Quando poi, nella ripresa, Eto’o viene steso in area e Tagliavento, invece che fischiare il rigore, ammonisce il camerunense, a San Siro si scatena il finimondo. 

Sugli spalti parte una pañolada, con i tifosi ad agitare i fazzoletti bianchi. A bordo campo, il protagonista diventa invece José Mourinho. Che fa il gesto delle manette, come a dire, «gli arbitri ci bloccano». Poi le tre giornate di squalifica a Mou, le multe e il portoghese che decide di entrare in silenzio stampa. Insomma, l’Inter si ricorda bene di Tagliavento.

Fantasma ghanese
Allo stesso modo anche la Juve ha dei ricordi di Tagliavento. Abbastanza recenti, della scorsa stagione. Era infatti lui il fischietto dell’ormai famosissimo Milan-Juventus del gol annullato a Muntari. La colpa per quell’errore va ovviamente condivisa con l’assistente Romagnoli, però resta da dire che fin dalla tribuna si era vista la palla entrare, e le parole di un guardalinee non sempre possono far cambiare idea. 

E se l’errore della scorsa stagione si ripetesse? La Figc ha pensato, prima di prendere la decisione di designare Tagliavento, a questi episodi? Perché non vogliamo immaginare il pandemonio che potrebbe iniziare se l’arbitro sbagliasse anche questa sera. Innanzitutto tra Juventus e Inter, visto che, come dimostrato dalla telefonata tra Agnelli e Moratti, sembra possa iniziare un periodo con meno tensioni tra bianconeri e nerazzurri. Noi certamente non ci auguriamo un errore di Tagliavento, perché non vorremmo parlare  solo di arbitri fino a maggio, fino alla conclusione del campionato. Speriamo che il fischietto ci smentisca, e non torni di nuovo protagonista delle cronache.



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Ultima modifica sabato, 3 novembre 2012 10:41

Il miglior Milan della stagione. Gioco e un pizzico di sicurezza in più. La squadra di Massimiliano Allegri prova a risalire in classifica. Il Milan per una volta fa il Milan e doma il Chievo senza problemi. A San Siro finisce 5-1.  Ad aprire la cinquina rossonera è Emanuelson che al 16′ con un diagonale brucia Sorrentino. Passa solo un minuto e gli incubi tornano a sedersi sull apanchina di Allegri. Il Chievo pareggia con Pellissier che su calcio d’angolo di testa la mette alle spalle di Abbiati. Stavolta il Milan però reagisce e con Montolivo si riporta in vantaggio al 36′ del primo tempo. Da qui è monologo Milan. Prima del riposo Bojan va in gol per la prima volta in stagione e porta il milan sul 3-1. Nel secondo tempo i rossoneri schiacciano il Chievo nella sua metà campo e lo infilzano altre due volte. Al 76′ El Shaarawy segna il suo ottavo gol in campionato. Sul 4-1 c’è tempo nel finale anche per la gloria di Pazzini che torna al gol segnando il 5-1. Per una volta gli uomini di Allegri hanno convinto soprattutto nel gioco. In classifica il Milan sale a quota 14 punti, mentre il Chievo resta a quota 10. Allegri può tirare il fiato e prepararsi alla sfida di champions league di martedì sera contro il Malaga.



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Ultima modifica sabato, 3 novembre 2012 10:41