Posts Taggato ‘spumante’

In Italia, a differenza di altri paesi come la Francia, si tende a considerare lo spumante un vino semplice da stappare a Natale, a Capodanno o alle feste, senza riconoscere il ruolo che una bollicina di qualità può ricoprire a tavola. Ecco un esempio di pasto in abbinamento esclusivamente con vini spumanti di qualità: ANTIPASTI [...]



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Ultima modifica sabato, 24 settembre 2011 02:15

Il vino spumante contiene la “spuma” data dall’anidride carbonica prodotta durante la seconda fermentazione, rilasciando le bollicine. L’uva utilizzata per la produzione è pigiata immediatamente dopo la raccolta e fatta fermentare una prima volta all’interno di appositi serbatoi. Dopo l’imbottigliamento avviene la seconda fermentazione, dovuta all’immersione nel vino di lieviti e zuccheri. Questa seconda fermentazione è responsabile del rilascio dell’anidride carbonica e delle bollicine. Rispetto ad altri vini, lo spumante ha un contenuto alcolico inferiore, dovuto al basso contenuto di zuccheri nell’ uva pigiata immediatamente, e anche per quest’ultimo motivo il colore è quasi trasparente.

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Ultima modifica venerdì, 29 aprile 2011 01:38

Parlando di vino abbiamo sempre parlato di colline, alture vigneti e terreni. Per raccontare invece di questo vino invece dovremo parlare di profondità del mare, di acqua e di pressioni. Questo spumante, infatti viene prodotto da vigneti liguri di vermentino ,pigato e bianchetta ma poi viene affinato… in fondo al mare!!! L’iniziativa, partita come un esperimento enologico di alto livello, ha riscosso un grande successo da parte del pubblico e della critica. Infatti, l’imprenditore Pietro Lugano, ha deciso di raddoppiare i numeri della produzione, dalle 6.500 delle prime due calate alle 13.500 della terza, che avverrà in primavera.

Questo dato, che testimonia concretamente la reale riuscita del progetto, legittima un investimento doppio e l’entusiasmo dell’imprenditore. Il vino è prodotto secondo il metodo classico champenoise. Durante i 13 mesi di immersione, le bottiglie sono state immerse a 70 metri di profondità ad una temperatura costante di 15°, ideale per la conservazione del vino, in ambiente carente di luce.

A favorire ulteriormente il processo di spumantizzazione è il perfetto bilanciamento di pressione, garantito a tali profondità. Una pressione omogenea ed equilibrata ricevuta sia dall’esterno verso l’interno che dall’esterno verso l’interno.
Tale effetto, definito di “contro-pressione equivalente” favorisce l’amalgamarsi delle bollicine conferendo al vino un miglior aspetto organolettico oltre che tattile e quindi una maggiore sensazione di piacere nella degustazione.
L’effetto “culla” svolto naturalmente dalle correnti marine sulle bottiglie immerse ha permesso di mantenere in sospensione le “fecce nobili”, ovvero i materiali di scarto del vino, prodotti dal processo di spumantizzazione e fondamentali per conferire al vino corpo, struttura e profumo.
Un movimento costante che nelle cantine “tradizionali” viene attuato meccanicamente, qui sostituito dal dolce movimento marino.

 Dal bel colore giallo paglierino pieno,alla vista il perlage risulta essere fine e persistente, i profumi sono intensi con ampio bouquet che varia tra il muschiato e il salmastro, sapore secco, lungo e di spiccata mineralità. In cucina risulta  ottimo come aperitivo e a tutto pasto con piatti a base di pesce.

Dal “Avvinando” di Stefano Tamiglio – Visita il blog

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Ultima modifica giovedì, 14 aprile 2011 04:09

Il mondo del vino è sempre bello da frequentare perche sempre pieno di sorprese, come quelle che ci è capitato di fare andando nei giorni scorsi a Winelove 2011, fiera che si è svolta a Milano in concomitanza con un’altra grande manifestazione, quella di Identità golose. Di questa kermesse che  seleziona e propone, piccole realtà che producono ottimi vini  ma dal prezzo contenuto ci piace e ne condividiamo appienola filosofia. Grazie a questo spirito che durante i tre giorni, abbiamo avuto la fortuna di assaggiare una serie di prodotti davvero di gran livello. Partendo dalle bollicine la prima segnalazione è per lo spumante “Don Alessio” della cantina Santa Giustina dei colli piacentini, prodotto con uve di ortrugo ci ha colpito per la sua freschezza e per la sua bevibilità. La seconda è per lo spumante Brut dell’azienda Ricchi di Monzambano (MN), sulla sponda lombarda del lago di Garda, anche in questo caso piacevolissimo spumante da tutto pasto. Girando anocora per la fiera abbiamo fatto la scoperta dell’azienda Verovini di Paceco (TP) e dei suoi due vini bianchi entrambi molto profumati ed intensi, lo “Ariddhru” ottenuto da uve autoctone di grillo e il “Disiu” fatto con uve di zibibbo ma che in questo caso, contrariamente al solito, è nella versione secca e non dolce. Altra piacevole sorpresa è stato assaggiare il “Kalimera” dell’azienda Cenatiempo di Ischia (NA), ottenuto con uve locali di biancolella e che avremmo visto come ottimo abbinamento al manicaretto che abbiamo assaggiato e preparato da una grande Chef: Viviana Varese del ristorante “Alice” che nei giorni della fiera si è alternata ad altri dieci grandissimi cuochi italiani e che ha preparato uno splendido risotto con fondente di cipollotto di Tropea con mousse di provolone di Monaco , maggiorana e riduzione all’aglianico. Parlando di vini rossi invece ci sentiamo di segnalarvi due vini, entrambi friulani  ma di due aziende diverse, lo “Schioppettino” di Zorzettig di Cividale del Friuli (UD) dai sentori speziati di pepe e mora selvatica e il Cabernet Sauvignon dell’azienda Policreti di Aviano (PN) dal bel color porpora e dai sentori tipicamente erbacei. “Fuori concorso” ma assolutamente da menzionare è un olio di qualità altissima proveniente dalla Sardegna e prodotto dall’azienda “Villa d’Orri” piccolo frantoio che si trova a Sarroch (CA), questa delizia ha profumi fruttati e intensi mentre al palato prevalgono nettamente il cardo e il carciofo. Di questo meraviglioso prodotto ne parleremo sicuramente in maniera più approfondita nelle prossime settimane.

Dal “Avvinando” di Stefano Tamiglio – Visita il blog

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Ultima modifica giovedì, 3 febbraio 2011 07:34

UN ESPLOSIVO capodanno ALLE FALDE DELL’ETNA in un luogo di benessere e classe.

3 NOTTI, DAL 30/12/2010 AL 2/01/2011: € 580,00 a persona (in camera doppia)

2 NOTTI, DAL 31/12/2010 AL 2/01/2010: € 460,00 a persona (in camera doppia)

La quota comprende:

* 2 o 3 pernottamenti, a secondo del pacchetto prescelto, i pasti come da programma, compreso il Gala di Capodanno
* Prima colazione a buffet
* I welcome drinks come specificato nel programma
* Le attività di intrattenimento specificate nel programma
* 1 percorso benessere per persona comprensivo di docce emozionali, sauna, bagno turco, piscina riscaldata con idromassaggio (N.B. nella nostra SPA non sono ammessi i minori di 18 anni)

VENERDI 31/12

Ore 20.00: Ostriche e Bollicine Get Togehter party
Si familiarizza con i convitati con un calice di bollicine e Frolle salate, Alzate di fragole, Canape Maison, Carpacci di Pesce

Ore 20.30: GRAN GALA DI FINE ANNO

MENU

Fiori di Zucca farciti di Tartare di Gamberi
Tris di Carpacci di Pesce su Insalatina di Verdurine croccanti e Funghi Porcini
*****
Sedanini all’Astice
Riso Carnaroli, Ostriche e Champagne
****
Aragosta Thermidor con Lamelle di Tartufo nero
****
Sorbetto al Mandarino
*****
Tournedos di Manzo con fonduta di Parmigiano e confettura di Pere
****
Mousse ai due Cioccolati e Salsa ristretta di Fragoline di Maletto

Acqua minerale
Selezione Platinum di Vini Bianchi e Rossi
Spumante

Ore 23.30, Sala Jabil:

Diamo il benvenuto al 2011 in compagnia della “FRANK MATCH ORCHESTRA” che accompagnerà le danze sino a tarda notte.
Entriamo nel nuovo anno con i magici colori dei nostri FUOCHI D’ARTIFICIO, spumante e con le tradizionali lenticchie augurali.

Dalle 00.30 in Sala “Farida” serata disco al suono di musica R & B e Commerciale.

Le rosate luci dell’alba saranno profumate dalla fragranza dei nostri lieviti sfornati fumanti dai forni della nostra pasticceria per accompagnare il primo giorno del 2011.


Tratto dai Feed RSS del sito disagrainfesta.it – Visita il sito dell’autore

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Ultima modifica domenica, 19 dicembre 2010 02:13

Il wine festival di Merano è una delle manifestazioni enologiche più belle ed interessanti che si svolgono sull’intero territorio nazionale. Qui a differenza di Vinitaly, è presente solo una schiera di produttori (oltre 500), provenienti oltre che dall’Italia da molte altre parti del mondo che sono stati selezionati per l’alta qualità dei loro prodotti. La manifestazione si svolge in uno splendido palazzo (Kurhaus), nel pieno centro di Merano, cittadina immersa tra le montagne dell’Alto Adige. Qui è possibile veramente fare degustazioni eccellenti come quelle che ora vi andremo a descrivere. Vi diciamo subito che troverete, contrariamente al solito, molte segnalazioni di vini stranieri, in particolar modo di riesling tedeschi, che ci hanno veramente molto impressionato. Iniziamo segnalandovi il Gewurztraminer della Cantina Produttori di Cortaccia che per impatto olfattivo e intensità ed equilibrio al palato si è rivelato un gran bel vino, sappiamo di non scoprire niente di nuovo dal momento che questa cantina da sempre produce ottimi vini ma era giusto fare questa segnalazione. Stesso discorso per il Montepulciano d’Abruzzo “Villa Gemma” di Masciarelli, vino meraviglioso e pluripremiato che lascia sempre ottime sensazioni eteree al palato. Dopo queste due doverose segnalazioni “d’autore” veniamo ai vini che abbiamo degustato e che ci hanno davvero colpito. Ci siamo concentrati su vini e vitigni che non conoscevamo e poi siamo andati a “ripassarci” le nostre conoscenze in fatto di riesling renani. Nel primo caso abbiamo fatto la piacevole scoperta dello Zelen, vitigno a bacca bianca sloveno prodotto dalla azienda Guerila , che ci ha rivelato un vino molto fresco, piacevole e beverino dai sentori molto balsamici e dal gusto molto accattivante, la stessa azienda presentava un altro vino autoctono ottenuto da uve Pinela, meno interessante del primo ma comunque buono. Sempre per la categoria “vitigni poco conosciuti” abbiamo assaggiato e trovato interessante il “Gruner Veltliner” dell’azienda austriaca “WeinGut Zantho”, prodotto davvero intrigante dai profumi erbacei e dal gusto pieno. Parliamo di riesling, a Merano una intera sala era dedicata ai produttori di questo meraviglio so nettare. I riesling vengono prodotti principalmente in due aree; lumgo le rive del fiume Reno e nella regione della Mosella. Tra i vari che abbiamo degustato vi segnaliamo quello prodotto dalla ” Weingut Oster”, dai profumi freschi ed intensi, molto intenso e persistente, una curiosita; il produttore ci ha detto che i vigneti da cui proviene il suo vino sono locati sulla collina più ripida d’Europa, tanto è vero che i vendemmiatori, arrivati in fondo risalgono la stessa tramite una specie di teleferica!!!. La seconda segnalazione riguarda il riesling della
“Weingut Buerklin-Wolf”, abbiamo cambiato regione e siamo nella Pflalz, la cantina risale addirittura al 1597 e con i suoi 85 ettari risulta essere la più grande cantina privata tedesca’ tutti coltivati rigorosamente ad agricoltura biodinamica. Concludiamo con una ultima segnalazione riguardante sempre l’enologia tedesca, parliamo di un altro vitigno, il Sylvaner, uva a bacca bianca dai profumi freschi ed erbacei, il produttore arriva dalla regione della Franconia e si chiama ” Johann Ruck” ed il vino anche e per non sbagliare il produttore stesso fa notare “Oltretutto il pensare economico non è estraneo ai Ruck, dato che già da 9 generazioni il primo figlio nato viene chiamato Johann: in questo modo si risparmia il fastidioso cambio di nome sulle etichette”.

. Quando si dice la lungimiranza tedesca….

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Ultima modifica domenica, 14 novembre 2010 10:20