Posts Taggato ‘vini italiani’

Il Mater Matuta 2008 e il Donnaluce Lazio bianco 2010 sono alcuni dei vini dell’Annuario dei migliori vini italiani 2012 che illustra le piu’ importanti aziende vinicole italiane analizzate vino per vino da Luca Maroni, per un totale di 11.301 schede organolettiche e 45.204 valutazioni degustative in 1.520 pagine. Il volume è sato presentato nei giorni scorsi a Roma insieme all’App LM 2012 per Iphone e Ipad. L’applicazione è uno strumento completo che consente di avere sempre a “portata di touch” le schede di oltre 11.000 vini con relativo abbinamento gastronomico e quasi 2.000 aziende produttrici.  L’app LM 2012 contiene uno dei più ricchi database annuali dei vini italiani e permette all’utente di effettuare ricerche in base a diversi criteri di classificazione (tipo di vino, regioni e provincie, rapporto valore/prezzo) e di conoscere le aziende con attivita’ di agriturismo.
I numeri dell’app 2012:
- 11.301 vini degustati e descritti ed altrettanti abbinamenti consigliati vino-cibo;
- 1.993 aziende vinicole presentate;
- 45.204 valutazioni degustative espresse in centesimi;
- 1.199 commenti conclusivi di Luca Maroni sulla produzione complessiva dell’azienda

Ovviamente in vendita sull’AppStore.

Dal “Avvinando” di Stefano Tamiglio – Visita il blog

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Ultima modifica martedì, 24 gennaio 2012 11:54

La cucina thailandese è una delle più interessanti tra quelle asiatiche ed è possibile ormai gustare ottimi piatti thai anche in Italia sia nei ristoranti specializzati, sia preparando tutto in casa dato che ormai si possono trovare facilmente gli ingredienti necessari. Alla base della maggior parte delle ricette ci sono il riso (kow) ed i [...]



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Ultima modifica mercoledì, 2 novembre 2011 04:50

Come annunciato ecco il primo intervento su Vino al vino dell’ex arbitro ed enologo Daniele Tombolini.
Tratto dal suo sito Internet – vedi qui – ecco un post dedicato a quello che considera il suo primo amore enoico, il Verdicchio.
E voi cosa pensate, che questo grande bianco marchigiano sia un vino da amare o come Daniele dice facciano tanti marchigiani da… “rinnegare”?

Poco più di una settimana fa, leggo su La Repubblica una classifica dei vini italiani più conosciuti ed esportati all’estero e, udite, udite, al Verdicchio spettava il primo posto tra i bianchi.
Confesso che le classifiche per me lasciano il tempo che trovano. In quanto a vini poi, in Italia abbiamo l’imbarazzo della scelta.
Però con l’occasione sono tornato a domandarmi perché mai un numero forse ancora troppo alto di miei conterranei continui a snobbare proprio il Verdicchio e proprio qui, tra colline e mare, dove è la sua terra d’origine. Così almeno mi dicono alcuni cosiddetti, esperti del mestiere (o del mercato). Non è solo per campanilismo invece che è stato il mio primo vino.
Ciò che trovo più accattivante del Verdicchio dei Castelli di Jesi è il suo gusto lontanamente salmastro. Sarà questo che lo fa amare o rinnegare?

Notizie tratte da VinoalVino.org di Franco Ziliani – Visita il sito dell’Autore

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Ultima modifica lunedì, 20 giugno 2011 05:21

L ‘Italia, come la Francia, produce una grande varietà di vini, anche se è probabilmente più conosciuta per due di essi, Chianti e Pinot Grigio. Molti produttori italiani si sono rivolti a metodi dell’agricoltura biologica, ma questi vini eco sostenibili tendono ad essere prodotti in piccole quantità, a causa della natura della coltivazione.
Cosa si intende per Vino Organico? Il Dipartimento dell’ Agricololtura degli Stati Uniti, definisce un vino organico come il prodotto della crescita di uva organica,cioè senza additivi chimici. Questi ultimi sono ad esempio responsabili della fermentazione alcolica. In questa direzione molti vini sono prodotti senza l’utilizzo di aggiunzioni chimiche come fertilizzanti o pesticidi, sostenendo la preservazione del suolo e diminuendo l’inquinamento. Gli standard italiani dell’agricoltura organica variano in base alla regione. La Federazione Internazionale dei Movimenti biologici (IFOAM), che ha creato gli standard per l’agricoltura biologica nel 1980, ha approvato una razionalizzazione dei diversi standard italiani.
Vegetariano vs Vegan Molti produttori utilizzano prodotti di origine animale, come l’albume dell’uovo o la gelatina, durante la vinificazione, allo scopo di “raffinare”” il vino. In questo modo, per elettromagnetismo, gli agenti vengono aggiunti al vino per attirare i prodotti indesiderati nel serbatoio e li inducono a sprofondare verso il basso. I vini Vegan invece non prevedono l’utilizzo di prodotti di origine animale per raffinare il vino, utilizzando invece materiali come l’argilla e la terra cotta. I prodotti italiani sono generalmente vegetariani, ma non vegani. La differenza sta nel fatto che i prodotti vegetali includono elementi di animali non morti (uova, gelatina, latte) ma non carne, mentre i prodotti vegani non includono nessuna tipologia di elementi animali.
Casina di Cornia è una delle aziende vinicole che offre una serie di vini organici poco costosi. Perlage è un altro marchio di vini organici, bianchi, rossi e prosecco.

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Ultima modifica mercoledì, 1 giugno 2011 05:53

L’ Italia è un paese peninsulare situato in Europa occidentale, rinomato per l’ottima cucina e la fiorente produzione di vini.
Un tour delle regioni vinivole e dei vigneti italiani potrebbe essere un’ottima idea di vacanza non solo per gli intenditori di vino, ma anche per i novizi. Il giro può prevedere diverse modalità di spostamento: bus, automobile, roulotte e biciclette. Potete affidarvi alle varie agenzie di gruppi turistici, con date da poter scegliere in tempi e modalità più consoni alle proprie necessità. Tenete presente che la Toscana è una delle regioni più popolari nel turismo del vino. Montepulciano, Chianti, San Gimignano e Bolgheri sono le localià più rinomate. La Sicilia, il Veneto e le Marche offrono altrettanti itinerari vinicoli. In genere l’organizzazione delle gite ai vigneti offre la possibilità non solo di rendersi conto da vicino su come vengono prodotti i vini, ma anche l’opportunità di degustare le prelibatezze culinarie delle stesse aziende di produzione, oltre che a conoscere di persona il proprietario dell’etichetta.



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Ultima modifica giovedì, 28 aprile 2011 02:32

L’ Italia è considerata una delle terre del vino. Nel nostro territorio sono presenti molte più varietà d’uva rispetto all’Europa, e ogni regione è caratterizzata da etichette specifiche.
Nord Italia La varietà d’uva rossa Nebbiolo produce Barolo e Barbaresco, vini entrambi bisognosi di un invecchiamento prima della consumazione, che si abbinano bene con piatti di carne, manzo e agnello. La varietà d’uva rossa Barbera è utlilizzata per produrre il vino omonimo e il vino Dolcetto, pronti per essere consumati giovani. Il vino Barbera completa due piatti tipici italiani: la lasagna e gli spaghetti.
Centro Italia L’uva Sangiovese, la più famosa varietà in centro Italia, produce il Carmignano e il Chianti, quest’ultimo dal sapore leggermente acido e che si abbina a piatti grassi. La varietà Sangiovese è anche la base principale del Brunello di Montalcino. La varietà Trebbiolo invece produce il Chianti.
Sud Italia L’uva Calabrese e Nero d’Avola, entrambi varietà siciliane, producono il Marsala rosso. Catarratto e Inzolia, uva bianca, producono il Marsala oro e ambra. Entrambe le varietà richiedono lunghi periordi di invecchiamento e sono abbinati ai piatti tipici del luogo.



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Ultima modifica mercoledì, 20 aprile 2011 09:41

L’ Italia, oltre a essere famosa per la pasta e la pizza, è anche conosciuta per le sue varietà di vino esportate in tutto il mondo. Vin Santo è un vino toscano, avente una lunga associazione con la Chiesa. Considerato infatti vino “sacro” utilizzato per celebrare la Messa. Servito anche con formaggio, e principalmente con i biscotti cantucci (alla mandorla). Il Soave vino bianco, proveniente dal paese omonimo, vicino Verona, caratterizzato da tre varietà: reciotto, vino dolce, spumante e classico superiore soave. Ha un colore brillante e un sapore delicato. Giallo con sfumature verse prato, abbianto a piatti di pesce. Pinot Grigio prodotto da uva proveniente dalla parte settentrionale d’Italia e in Alsazia. Vino bianco secco, venduto i tutto il mondo, elegante quello proveniente dal Friuli Venezia Giulia.

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Ultima modifica martedì, 19 aprile 2011 10:35

Il wine festival di Merano è una delle manifestazioni enologiche più belle ed interessanti che si svolgono sull’intero territorio nazionale. Qui a differenza di Vinitaly, è presente solo una schiera di produttori (oltre 500), provenienti oltre che dall’Italia da molte altre parti del mondo che sono stati selezionati per l’alta qualità dei loro prodotti. La manifestazione si svolge in uno splendido palazzo (Kurhaus), nel pieno centro di Merano, cittadina immersa tra le montagne dell’Alto Adige. Qui è possibile veramente fare degustazioni eccellenti come quelle che ora vi andremo a descrivere. Vi diciamo subito che troverete, contrariamente al solito, molte segnalazioni di vini stranieri, in particolar modo di riesling tedeschi, che ci hanno veramente molto impressionato. Iniziamo segnalandovi il Gewurztraminer della Cantina Produttori di Cortaccia che per impatto olfattivo e intensità ed equilibrio al palato si è rivelato un gran bel vino, sappiamo di non scoprire niente di nuovo dal momento che questa cantina da sempre produce ottimi vini ma era giusto fare questa segnalazione. Stesso discorso per il Montepulciano d’Abruzzo “Villa Gemma” di Masciarelli, vino meraviglioso e pluripremiato che lascia sempre ottime sensazioni eteree al palato. Dopo queste due doverose segnalazioni “d’autore” veniamo ai vini che abbiamo degustato e che ci hanno davvero colpito. Ci siamo concentrati su vini e vitigni che non conoscevamo e poi siamo andati a “ripassarci” le nostre conoscenze in fatto di riesling renani. Nel primo caso abbiamo fatto la piacevole scoperta dello Zelen, vitigno a bacca bianca sloveno prodotto dalla azienda Guerila , che ci ha rivelato un vino molto fresco, piacevole e beverino dai sentori molto balsamici e dal gusto molto accattivante, la stessa azienda presentava un altro vino autoctono ottenuto da uve Pinela, meno interessante del primo ma comunque buono. Sempre per la categoria “vitigni poco conosciuti” abbiamo assaggiato e trovato interessante il “Gruner Veltliner” dell’azienda austriaca “WeinGut Zantho”, prodotto davvero intrigante dai profumi erbacei e dal gusto pieno. Parliamo di riesling, a Merano una intera sala era dedicata ai produttori di questo meraviglio so nettare. I riesling vengono prodotti principalmente in due aree; lumgo le rive del fiume Reno e nella regione della Mosella. Tra i vari che abbiamo degustato vi segnaliamo quello prodotto dalla ” Weingut Oster”, dai profumi freschi ed intensi, molto intenso e persistente, una curiosita; il produttore ci ha detto che i vigneti da cui proviene il suo vino sono locati sulla collina più ripida d’Europa, tanto è vero che i vendemmiatori, arrivati in fondo risalgono la stessa tramite una specie di teleferica!!!. La seconda segnalazione riguarda il riesling della
“Weingut Buerklin-Wolf”, abbiamo cambiato regione e siamo nella Pflalz, la cantina risale addirittura al 1597 e con i suoi 85 ettari risulta essere la più grande cantina privata tedesca’ tutti coltivati rigorosamente ad agricoltura biodinamica. Concludiamo con una ultima segnalazione riguardante sempre l’enologia tedesca, parliamo di un altro vitigno, il Sylvaner, uva a bacca bianca dai profumi freschi ed erbacei, il produttore arriva dalla regione della Franconia e si chiama ” Johann Ruck” ed il vino anche e per non sbagliare il produttore stesso fa notare “Oltretutto il pensare economico non è estraneo ai Ruck, dato che già da 9 generazioni il primo figlio nato viene chiamato Johann: in questo modo si risparmia il fastidioso cambio di nome sulle etichette”.

. Quando si dice la lungimiranza tedesca….

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Ultima modifica domenica, 14 novembre 2010 10:20